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mercoledì, 3 Giugno 2026

Il museo storico del 7° Alpini nella rete “Sensi: musei senza barriere”

A inizio dicembre è stato inaugurato il progetto “Sensi: Musei senza barriere” con l’apertura al pubblico di alcuni musei della Rete museale della Provincia di Belluno, riallestiti e ammodernati tecnologicamente per far vivere a tutti i visitatori, anche alle persone con disabilità sensoriali ed altre fasce deboli, una nuova esperienza.

Quei post sui social

Carissimo direttore, sono un associato in pensione che passa una mezz’oretta al giorno su Facebook. Purtroppo rilevo che, molto spesso, soci che nell’immagine di profilo si presentano con il cappello alpino in testa, postano commenti poco lusinghieri nei confronti di personaggi politici che ricoprono importanti posizioni istituzionali (Presidente della Camera, primo ministro, ex Presidente della Repubblica, ecc.). 

Per chi vuole capire

Sul numero di ottobre de L’Alpino, lei risponde alle parole farneticanti di tale Cerutti, che contro il terrorismo rozzo, barbuto, ignorante, fanatico musulmano, che combatte in nome di un fasullo dio, propone una mossa radicale per spazzare dalla faccia della terra «con qualsiasi mezzo» questa gentaglia tagliagole.

Affrontare il presente

Mi riferisco alla lettera “Prigionieri dell’Unità d’Italia” del socio Vittorio Biondi, apparsa nel numero di ottobre de L’Alpino. La polemica sul comportamento dei piemontesi verso il Sud negli anni successivi all’Unità d’Italia ha un suo fondamento e ha trovato l’adesione di numerosi storici. Oltre ai nomi citati dall’amico, aggiungerei anche Lorenzo Del Boca in “Indietro Savoia”, che parla di deportazioni in varie aree del Nord (e vi inserisce anche il mio paese, San Benigno Canavese). 

Un invito dalla Russia

In questi giorni ho ricevuto un messaggio da Tamara Jacusefa Petronna da Rossosch (Russia), dice che ci aspetta al suo paese, lancia un appello e saluta tutti gli alpini che hanno lavorato alla costruzione dell’Asilo “Sorriso”, per l’amicizia creatasi duranti i lavori.

Cari Alpini, buon Natale!

L’anno che sta per finire porta con sé molte cose buone, ma anche il ricordo di momenti tragici. Penso alle ripetute e disastrose scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia a partire dal 24 agosto e che purtroppo continuano ancora a provocare danni materiali, ma anche e soprattutto danni morali e situazioni di disagio nella popolazione così duramente segnata. 

Tra leggenda e realtà

C’è una leggenda che circola nelle valli alpine: “Quando un bambino nasce, un’aquila reale scende dai monti e fa cadere una penna nera, che poi verrà posta sul suo cappello alpino”. Frase finale del bel film “Penne nere”, trasmesso il 24 ottobre su Iris, Mediaset.

Bruno Bonollo Gruppo di Fara Vicentino, Sezione di Vincenza

Le opportunità di un videogioco

Mi chiamo Marco, ho 27 anni e gioco ai videogiochi da quando ne avevo 5. Vi scrivo in merito alle parole riportare sul corriere.it del Presidente Sebastiano Favero, il quale lamentava la presenza di una mappa del videogioco “Battlefield 1” ambientata sul Monte Grappa. Cito: «Ovvio che sono contrario ad una cosa del genere, non ci sembra affatto il caso di trasformare un luogo sacro in un videogioco. Il Monte Grappa dovrebbe essere ricordato per il sacrificio di chi ha combattuto ed è morto lassù, dall’una e dall’altra parte, e non quindi essere riportato d’attualità in questo modo, con gente che spara e uccide, con sangue ovunque. 

Sotto il cappello alpino

È con orgoglio che voglio portare alla sua attenzione e a quella dei lettori la collaborazione tra il Comune di Schio e gli alpini. Nel mese di ottobre a Schio, a palazzo Fogazzaro, è stata allestita la mostra, dal titolo “Gli Alpini nella Grande Guerra”, con un percorso guidato, illustrato da una serie di pannelli riguardanti le zone di guerra e le montagne dove gli alpini hanno combattuto.

Alpini dell’Ana: avanti!

In una mattina d’autunno, nell’ora in cui Milano dorme ancora, arrivano alla spicciolata e con largo anticipo, come d’uso tra gli alpini, i Presidenti di Sezione convocati alle Stelline per l’annuale riunione. Alle 10 si comincia. Siamo oltre 180 e questo la dice lunga sulla voglia di esserci, non solo dei Presidenti, ma di chi lavora al loro fianco. Il saluto alla Bandiera, immancabile per noi alpini, apre la riunione. 

Un camper di speranza

Come alpini del Gruppo di Leonessa il 2 settembre siamo andati a consegnare un camper che ci ha regalato un amico di Lino Cesaretti di Roma. Lo abbiamo consegnato al Capogruppo di Accumoli perché lui e la sua famiglia devono e vogliono rimanere vicino alla stalla delle capre che accudiscono. 

Il Pasubio merita una visita

Con alcuni cari amici alpini decidiamo di trascorrere tre giorni sul Monte Pasubio. È stata una esperienza indimenticabile. Ripercorrere la “Strada delle 52 gallerie”, inoltrarsi lungo le trincee, salire ai Denti, cima Palon dove ogni roccia, ogni sasso raccontano quali grandi sofferenze hanno patito i soldati dei due eserciti.

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