Un camper di speranza

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    Come alpini del Gruppo di Leonessa il 2 settembre siamo andati a consegnare un camper che ci ha regalato un amico di Lino Cesaretti di Roma. Lo abbiamo consegnato al Capogruppo di Accumoli perché lui e la sua famiglia devono e vogliono rimanere vicino alla stalla delle capre che accudiscono. 

     

    La loro casa nel centro di Accumoli è inagibile e non ha più una parete su un lato di tutti tre i piani. Ovviamente abbiamo pagato noi il passaggio di proprietà e le altre spese burocratiche. Ora loro possono usare il camper e dormirci dentro senza dover per forza andare a San Benedetto, come programmato per tutti gli sfollati di Accumoli. La loro stalla è salva.

    Giovanni

    Trovo questa lettera non solo esemplare per l’atto in sé, ma perché esprime una delle forme più intelligenti d’essere vicini ai nostri amici colpiti dal terremoto. Un camper è una “casa” d’emergenza che non ha bisogno di tempi lunghi per diventare “agibile”. Ed ha anche il vantaggio di poter essere collocato vicino alle proprietà o ai luoghi di lavoro dove le famiglie hanno bisogno di continuare le loro attività. Un camper potrebbe essere dato in regalo, ma anche in prestito. La storia del Friuli è stata in questo esemplare. I camper dati in prestito non solo sono stati restituiti integri e puliti, ma in nessuno di essi, al momento della restituzione, mancava un mazzo di fiori per esprimere il grazie di chi se n’era servito nei momenti dell’emergenza.