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mercoledì, 6 Luglio 2022

Ora come cent’anni fa

Ogni anno, ai primi di settembre la Sezione di Vicenza celebra il pellegrinaggio al Monte Pasubio. Ma non è scontato che «tutti i pellegrinaggi si assomiglino»: sono simili nello svolgimento, ma le emozioni sono sempre diverse. Quest’anno, per esempio, gli alpini e le altre persone salite il 3 settembre al sacrario del Colle di Bellavista sono stati accolti da uno spettacolo impressionante: il massiccio del Pasubio imbiancato da un lato e il sole che si specchiava nella laguna di Venezia, lontana ma perfettamente visibile, ad Est! 

Il 2 e 3 settembre pellegrinaggio al Monte Pasubio

Il 2 e 3 settembre la Sezione di Vicenza organizza l’annuale pellegrinaggio sul Monte Pasubio a ricordo dei Caduti. L’inizio delle cerimonie è previsto sabato alle ore 10 alla Chiesetta di S. Maria del Pasubio e nel primo pomeriggio deposizione delle corone ai Denti. Domenica 3 settembre commemorazioni all’Ossario del Pasubio, al Colle Bellavista.

Il Pasubio merita una visita

Con alcuni cari amici alpini decidiamo di trascorrere tre giorni sul Monte Pasubio. È stata una esperienza indimenticabile. Ripercorrere la “Strada delle 52 gallerie”, inoltrarsi lungo le trincee, salire ai Denti, cima Palon dove ogni roccia, ogni sasso raccontano quali grandi sofferenze hanno patito i soldati dei due eserciti.

«Dateci nuovi alpini!»

Il cuore delle penne nere della Sezione di Vicenza batte forte ancora una volta dall’alto della cima del Monte Pasubio, per l’annuale pellegrinaggio, avvenuto nel primo fine settimana di settembre. Gli onori ai Caduti nei luoghi sconvolti dalla guerra e la cerimonia all’Ossario, sono stati preceduti dalla staffetta della lampada votiva per la pace, accesa il 2 settembre al santuario di Monte Berico e partita per un pellegrinaggio che ha toccato numerosi paesi del vicentino, sostando anche nei sacrari militari di Arsiero e Schio, per arrivare infine proprio sul Pasubio.

Pellegrinaggio al Pasubio il 3 e 4 settembre

Il 3 e 4 settembre la Sezione di Vicenza organizza l’annuale pellegrinaggio sul Monte Pasubio in ricordo degli avvenimenti bellici della Grande Guerra.

Custodi di un insegnamento

Sul Monte Pasubio, ogni roccia, ogni sentiero, ogni angolo, ogni cresta pulsa di ricordi degli alpini, quegli uomini che lì si immolarono per fermare l’avanzata austroungarica della Strafexpedition. Sulla parete rocciosa che delimita la Strada degli Eroi sono collocate le targhe delle 15 Medaglie d’Oro al Valor Militare che lì combatterono, tra i quali Cesare Battisti, Fabio Filzi che furono catturati sul Monte Corno di Vallarsa, cima del massiccio del Pasubio, e Damiano Chiesa. Il Pasubio ha visto ogni tipo di guerra, di mine, di trincea, di fortezze, ma anche l’ingegno e la capacità dell’uomo di costruire opere belliche di grande ingegneria militare come la Strada delle 52 gallerie. E c’è un appuntamento, la prima domenica di settembre di ogni anno, al quale un alpino non può mancare: è il pellegrinaggio sul Pasubio, quest’anno nazionale e solenne.

Pellegrinaggio solenne al Pasubio

Il 5 e 6 settembre la Sezione di Vicenza organizza sul Monte Pasubio l’annuale pellegrinaggio in ricordo degli avvenimenti bellici della Grande Guerra. Quest’anno la ricorrenza avrà carattere solenne con la presenza del Labaro dell’Associazione.

Gratitudine e riconoscenza

Vicenza. Un fine settimana finalmente senza pioggia ha dato il benvenuto agli alpini saliti in pellegrinaggio al Pasubio, il tradizionale appuntamento di settembre della sezione di Vicenza per rendere omaggio ai Caduti italiani e austriaci raccolti nel sacrario del colle Bellavista o ancora sotto quelle pietraie sconvolte da mine e cannonate.

La zona sacra del Pasubio

Walter Bonatti soleva ripetere che “le montagne sarebbero un mucchio di sassi se non ci fosse l’uomo a dare loro vita”. Poche parole che riassumono interi scaffali di libri sul rapporto uomo-natura. Le montagne – sosteneva l’alpinista lombardo – non hanno un significato che va cercato dentro di esse, non esprimono una forza immanente, “esistono” solo se l’uomo le tocca, le vive, ci lascia sopra una traccia.

Sul Pasubio, come atto di fede

Cosa può dirci il Pasubio che non ci abbia ancora detto? Se lo sono chiesti in almeno 500, la prima domenica di settembre, salendo su quelle stesse strade percorse quasi cento anni fa da quei soldati che sulla montagna andavano a combattere. La risposta, come sempre, ognuno l’ha trovata dentro di sé. Su queste personali premesse si è svolto l’annuale pellegrinaggio sul Pasubio, iniziato il sabato con l’omaggio ai Caduti all’Ossario di Colle Bellavista e proseguito con la deposizione di una corona d’alloro al Dente Italiano e al Dente Austriaco.

Il 51° pellegrinaggio sul Pasubio

Prende il via sabato 31 agosto il 51° pellegrinaggio sul Monte Pasubio, organizzato dalla sezione di Vicenza. La due giorni alpina inizierà alle ore 10 di sabato a Colle Bellavista, davanti all’Ossario, con una breve cerimonia di commemorazione.

La storia nella roccia

La magia del Pasubio nasce dalle piccole, esili, stelle alpine che spuntano nei recessi della roccia. È la vita che si rinnova umile nei luoghi dove la morte bussava al sibilo dei proiettili dei Mauser o dei ’91; laddove il tempo e lo spazio erano sanciti dai colpi degli obici, dalle mine e dalle trincee, scavate anch’esse nella roccia.

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