"Gloria a voi soldati del Grappa"
La scritta imponente che guarda sulla pianura veneta, voluta dal generale Giardino per i suoi Caduti del Grappa, e che è dedicata ai combattenti che su quella cima spazzata dal vento e dalle nebbie ebbero a sacrificare l’esistenza in nome del dovere, una volta all’anno scompare dietro una marea di bandiere, stendardi, vessilli, gagliardetti.
A Tonezza italiani e austriaci nel segno della concordia
A 93 anni dalla fine della Grande Guerra i fanti sono tornati a Tonezza del Cimone, al cimitero di guerra dove riposano i Caduti dell’Austria- Ungheria nella Grande Guerra. È un cimitero, in località Crosati, che i fanti della sezione di Tonezza hanno recuperato all’incuria e che considerano un grande quanto singolare monumento alla Concordia e alla Pace.
Zona franca
Rubrica aperta ai lettori.
Ritorno a Rossosch
Dal 17 al 22 agosto una delegazione composta da 3 membri della ricostituita Commissione per Rossosch si è recata in Russia per verificare la situazione dell’Asilo Sorriso, per allacciare i rapporti con i nuovi amministratori della città di Rossosch ed incontrare a Mosca il vice ambasciatore Giovanni Iannuzzi e l’addetto militare gen. D. Vincenzo Iannuccelli. Il tutto allo scopo di valutare la possibilità di poter organizzare a settembre del 2013 in occasione del 70° della Campagna di Russia e del 20° della costruzione dell’asilo, una manifestazione congiunta a Rossosch a ricordo degli eventi accaduti e a ulteriore suggello dei rapporti di amicizia fra gli alpini e le popolazioni delle terre del Don.
Al Bernadia per ricordare ai vivi la riconoscenza
A pochi chilometri da Tarcento, nel cuore della terra friulana si erge, per volontà degli alpini dei Gruppi friulani, un monumento a ricordo dei Caduti della Julia che, oggi triveneta, affonda le sue radici nella tradizione friulana. Chi lo costruì 54 anni fa volle che le due ali d’aquila stilizzate su un faro a guisa di lunghissima lancia alta venti metri ricordassero chi dedicò la vita alla Patria: alpini protagonisti della Grande Guerra e della ritirata di Russia, del fronte greco-albanese e delle innumerevoli altre battaglie del secondo conflitto.
Un Tricolore per chi non è tornato
Otto lapidi solitarie nel cimitero di Fort Reno in Oklahoma (USA) recano incisi nomi di nostri concittadini. Alcuni combatterono ad El Alamein, in Tunisia, Sicilia, ad Anzio e Nettuno e morirono in prigionia negli Stati Uniti tra il 1943 e il 1945. È stato l’alpino Giuseppe Clemente, un geniere della “Tridentina” che vive negli Stati Uniti, a riscoprire, quasi per caso, questo frammento di storia patria.
Sfogliando i nostri giornali
La nostra stampa.
Piccole valigie per grandi sogni
Il Comune di Muris di Ragogna (UD) non è nuovo nella storia delle penne nere. Custodisce il Memoriale degli alpini del battaglione Gemona naufragati col Galilea di ritorno dalla Grecia nella primavera del 1942. A farlo tornare agli onori della cronaca ci hanno pensato due emigranti, Mario e Arrigo Collavino, residenti da oltre mezzo secolo a Windsor, in Canada. Storie ordinarie, dirà qualcuno. Sì e no.
Alpini NO TAV
Mi auguro che dopo il vergognoso comportamento di alcuni alpini, con tanto di cappello bene in vista, al cantiere TAV in Val di Susa, l’ANA non si limiti ad una semplice deplorazione, e che siano coraggiosamente espulsi dall’Associazione. Non si può consentire che soci dell’ANA manifestino pubblicamente contro l’autorità costituita; quando poi questa era rappresentata anche da alpini in servizio militare! Se la cosa fosse archiviata e passata sotto silenzio, ciò costituirebbe per l’ANA un precedente pericoloso.
Gen. Edoardo Eynard - Cuneo
È questa l’Italia dei giovani
Ho letto ed apprezzato l’editoriale de L’Alpino intitolato “L’Italia che non fa rumore” di Bruno Fasani. Un bellissimo percorso storico della nostra Italia nel quale mi sono ritrovata con i miei ricordi e la mia semplice esperienza. È questa l’Italia che i giovani devono avere come esempio e dalla quale trarre spunto ed ispirazione. Mi congratulo per questo editoriale così “vero” che incita alla nostra Unità. Ai nostri veri valori italiani, a quell’Italia cui i vostri soci aspiravano alla fine della prima guerra mondiale. Sono trascorsi più di 90 anni e in tutto questo periodo avete dimostrato che i valori non sono negoziabili, non sono trattabili e non sono soggetti alle mode del periodo. L’Italia è cambiata e sarà sempre in continuo cambiamento come tutte le cose vive, ma sempre rispettosa dei valori, dell’impegno sano, del lavoro produttivo, dell’amicizia, della fratellanza e della pace.
Maria Croato - Consigliere comunale di Buttrio (UD)
Tre militari italiani morti in incidente stradale in Afghanistan
Tre militari italiani sono morti in un incidente stradale in Afghanistan. Sono il tenente Riccardo Bucci, 34 anni di Milano, del Reggimento lagunari Serenissima di Venezia, il caporal maggiore scelto Mario Frasca, 32 anni, nato a Foggia, in servizio presso il Quartier Generale del Comando delle Forze Operative Terrestri di Verona e il caporal maggiore Massimo Di Legge, 28 anni, nato ad Aprilia (Latina), in servizio al Raggruppamento Logistico Centrale di Roma.
Migliaia di profughi, milioni di soldati
“Migliaia di profughi, milioni di soldati” racconta degli eventi della Grande Guerra che cambiarono la geografia politica delle terre e la vita di milioni di persone, in particolare gli abitanti della provincia di Vicenza, costretti a rifugiarsi nei paesi dell’Area Berica. Il libro, curato da Gianluca Sgreva e nato dall’idea dell’assessore della Provincia di Vicenza Nereo Galvanin, vuole conservare la memoria delle persone, dei luoghi e dei manufatti (forti, trincee, postazioni, ecc.) della Grande Guerra, molti dei quali sono stati recuperati proprio dagli alpini. Il libro ha il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza e della sezione di Vicenza dell’Associazione Nazionale Alpini.

