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giovedì, 1 Ottobre 2026

I decorati del gruppo Udine

Accanto alle delusioni capita, ogni tanto, di avere qualche bella soddisfazione. Mi sono per caso imbattuto nel sito www.grudine.it e ho scoperto una rubrica dedicata ai decorati del gruppo Udine che denota un’attenzione, un rispetto e un amore per i nostri “veci”che davvero fa bene al cuore. Complimenti al curatore del sito, il giovane caporale Fabio Dassiè, “montagnino” del Gruppo Udine, che, “rubando” il tempo alla famiglia ed al lavoro, è riuscito ad ottenere un così valido risultato.

Giorgio Fabbri - Rimini

Sul Pasubio, capolinea degli Eroi

Pasubio, domenica 4 settembre: dalla Strada degli Eroi e dalla Strada delle Gallerie salgono le penne nere. Il silenzio è rotto solo dallo scalpiccio degli scarponi sulla roccia che accompagna gli alpini fin sulla cima. Per chi arriva dalle Gallerie, dal Passo Fontana d’Oro si scorge qualche fuoristrada salire dagli Scarubbi; ma dall’alto, di quei motori, si percepisce poco o nulla.

A ottobre l’incontro dei Gruppi Giovani a Costalovara

I prossimi 29 e 30 ottobre il soggiorno alpino A.N.A. di Costalovara (Bolzano) sarà sede del raduno dei componenti dei gruppi e delle commissioni giovani dei 4 raggruppamenti, che vi converranno per un confronto di esperienze sull’attività svolta nelle rispettive zone.

I miei alpini: puri diamanti

Sono un vecchio ufficiale alpino e mi ricordo i miei signori alpini che non temevano il vero, il giusto non poteva essere messo in dubbio, non esisteva timore per il superiore se sbagliava. Migliaia di bestemmie e poi se l’ordine era sbagliato mandavano in “m…” il superiore che recepiva e faceva finta di non sentire. Mi è capitato più volte di osservare queste situazioni e mi compiacevo per la purezza di cuore e di mente dei miei sottoposti. Erano diamanti. Puri diamanti.

Neri Valmassoi - Pieve di Cadore

Gli alpini nella storia d’Italia (8ª puntata)

Giugno 1940. La Campagna nelle Alpi occidentali

Quando Mussolini, il 10 giugno 1940, annuncia dal balcone di Palazzo Venezia l'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale, per gli alpini si apre una nuova, drammatica, sanguinosa pagina di storia. La prima "Campagna" è sulle Alpi occidentali, contro un nemico - la Francia - che le armate di Hitler hanno già travolto attaccando da Nord e da Est. L'Italia fascista vuole assicurarsi un "posto a tavola" quando si tratterà di dividere il bottino e attacca da sud. È un'azione che i francesi non ci perdoneranno mai, una pugnalata alla schiena ad un Paese già prostrato. Ed è un'azione che anche in Italia suscita imbarazzo e non piace a molti, primi fra tutti proprio agli alpini.

AL CDN la custodia della prima Bandiera ANA

La riunione del Consiglio Direttivo Nazionale ha avuto un prologo particolare, poiché il socio alpino Ezio Zanor, del gruppo di Stregna, sezione di Cividale, ha consegnato al presidente nazionale Corrado Perona, la custodia della prima Bandiera della nostra Associazione conservata in una teca nella Sala del Consiglio. 

Addio a Bonatti: sfidò l’impossibile riuscendo dove altri non osavano

Il grande alpinista Walter Bonatti si è spento il 13 settembre scorso a Roma. Era nato a Bergamo il 22 giugno 1930. Fu il protagonista di imprese ardite ed estreme negli anni ’50 e ’60. Iniziò giovanissimo l’attività sportiva nella società monzese “Forti e Liberi”, compiendo le prime ascensioni sulle Prealpi lombarde e nel 1949 ripetendo le vie già aperte da famosi scalatori sulle Dolomiti, sulle Grandes Jorasses e sul Pizzo Badile.

Con austriaci e sloveni in Ortigara

Erano più di novant’anni che le vette dell’Ortigara e del monte Chiesa non sentivano le voci di soldati dell’imperial regio esercito. Eredi del 17° Infanterie K.u.K. Regiment di Lubjana e del 59° Infanterie Regiment “Rainer” di Salisburgo calcano ancora le linee che, dal 1916 al 1917, i loro nonni avevano costruito, rafforzato, difeso nel corso di terribili scontri culminati con la battaglia dell’Ortigara del 1917… Ma andiamo con ordine.

Come sarà la “Casa per Luca”

Uno spot televisivo durante l’estate (realizzato e trasmesso totalmente gratis per la generosa disponibilità di Toni Capuozzo del TG5 e della società Mediafriends) ha efficacemente diffuso la voce che girava già all’Adunata di Torino: gli alpini dell’ANA e gli alpini in armi dell’8° Reggimento hanno bisogno di una mano per aiutare uno di loro, il giovane caporalmaggiore Luca Barisonzi, rimasto paralizzato per le gravi ferite riportate durante la missione in Afghanistan.

Il Tricolore bruciato

Allego questo articolo pubblicato sul Giornale di Brescia del 28 luglio 2011 dal titolo “Bruciato il tricolore degli alpini”. “La cordicella della bandiera tricolore è ancora per terra dal 17 luglio, ai piedi del monumento dei Caduti di San Polo (BS), in via Sabbioneta. Qualcuno quella notte ha avuto l’idea di dare fuoco al tricolore collocato dagli alpini la sera del 14, con cerimonia commemorativa d’alzabandiera. Non sappiamo chi sia stato, ma abbiamo voluto denunciare l’episodio”, ha spiegato il capogruppo alpini di San Polo, Emilio Lombardi… La sorpresa è stata amara…”.

Giulio Bandera Gruppo - S. Polo Brescia

La cultura dello sballo

Nei giorni scorsi si sono accavallate le notizie della morte di Amy Winehouse e delle dimissioni dall’ospedale di Vasco Rossi. Il fatto sconcertante non è tanto il successo che le due rockstar hanno riscosso tra i teenager di mezzo mondo, ma che nessuna autorità politica, religiosa o morale abbia pubblicamente stigmatizzato il loro modello “educativo”. È normale lasciare che l’educazione dei giovani sia intossicata dalla cultura dello sballo?

Gianni Toffali - Verona

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