Siamo ancora attuali?
Ho letto l’editoriale da te scritto su L’Alpino di settembre, volevo dirti che condivido le tue parole sulla società italiana di oggi, una società che si confronta non più fra paesi o regioni ma con la totalità del mondo stesso. E di fronte ad una società che cambia così rapidamente, dirigendosi spesso dalla parte opposta a quella dei valori dell’alpinità, noi alpini ci sentiamo sempre più spesso disorientati e ci chiediamo se siamo ancora “attuali” o siamo un po’ fuori del tempo.
Remigio Marcazzan, Verona
Quella luce ci rischiara il cammino
Alle 10.30 precise è entrato nello schieramento il Labaro scortato dai vice presidenti nazionali Antonio Arnoldi e Luigi Bertino, e dal gen. D. Gianfranco Rossi, vice comandante delle Truppe alpine e da 13 componenti del Consiglio Direttivo Nazionale. Questo a Mestre per la festa solenne della Madonna del Don, domenica 8 ottobre.
Obbedire
Non mi hai proprio convinto nella risposta alla lettera di Federico Valle, nel numero di settembre de L’Alpino (sull’impegno della Taurinense in Val di Susa, n.d.r.): ad atti di guerra lo Stato ha il dovere di rispondere con l’impiego del meglio delle sue forze. Lo stato è sovrano ed ogni sua decisione va rispettata e basta, a prescindere dal governo in carica anche se non ci piace. L’Alpino non dovrebbe prendere certe posizioni, poiché sicuramente molti alpini non sono d’accordo sull’inopportunità del loro impiego. Per molti sicuramente è importante difendere la – non mi piace usare la parola – Patria. O forse non si comprende la gravità dei modi di protesta attuati? Il fatto è che in Italia forse oggi, grandi e piccoli, ritengono un optional la parola “obbedire”.
Massimo Tessitore
Dai veterani della 40ª batteria una onlus di solidarietà
La caserma Monginevro a Cesana Torinese ha ospitato il 9° raduno della 40ª Batteria, con oltre 130 artiglieri che 30 anni fa erano a Susa e dal 1976, a Rivoli. Al raduno erano presenti militari in armi, tra cui il gen. C.A. Giorgio Battisti c.te del Corpo d’Armata NATO di pronto intervento di Solbiate Olona, il comandante della Taurinense gen. Francesco Paolo Figliuolo, ufficiali e artiglieri del 1° da montagna, alcuni giovani della mininaja e il sindaco di Cesana Torinese, Lorenzo Colomb, con il gonfalone.
Legalità, valore civico e impegno associativo
Indelebile rimarrà il ricordo del mio giuramento: intere giornate di addestramento formale, alla ricerca della perfezione che avremo dovuto pubblicamente mostrare, urlando all’unisono il solenne impegno di fedeltà alla Patria. Quel “lo giuro!” convintamente gridato, ci trasformava in militari ad ogni effetto e soprattutto ci rendeva alpini: da allora le mostrine verdi presero il posto delle stellette sui baveri delle nostre giacche.
In breve
Notizie in breve.
Il generale Claudio Graziano nuovo capo di SME
Gli alpini nella storia d’Italia (9ª puntata)
Grecia: la folle “guerra parallela”
Se l’aggressione alla Francia del 10 giugno 1940 era nata dall’ipotesi di un’imminente conclusione della guerra e dalla volontà del fascismo di garantirsi una parte del bottino, l’aggressione alla Grecia era il risultato delle sorde gelosie fra gli alleati dell’Asse e dell’ambizione di Mussolini di condurre una guerra parallela a quella tedesca: la reazione attribuita al Duce alla notizia dell’occupazione nazista della Romania (“questa volta Hitler saprà dai giornali che ho occupato Atene!”) è illuminante sull’atmosfera in cui maturò la decisione.
“Regole, responsabilità e cuore”
Ci sono state tante novità, quest'anno, alla riunione dei presidenti di Sezione, novità accolte positivamente dai 65 presidenti presenti. Ci sono stati due momenti: sabato pomeriggio la relazione del presidente nazionale e domenica mattina gli interventi e il dibattito. Ma quello che ha decretato il grande successo è stata la scelta della sede: non più Milano ma Costalovara, al Soggiorno alpino ANA che dopo il lungo restauro è diventato una struttura molto accogliente. La riunione dei presidenti ha di fatto inaugurato il Soggiorno.
Il fascino discreto del “Sentiero della Memoria”
Ecco uno degli esempi di contenitore assolutamente all’altezza del contenuto: è il nuovo Museo biellese degli alpini “Il Sentiero della Memoria”. È un museo che viene da lontano, dal successo di una mostra delle Truppe alpine allestita nel 1952 in piazza Curiel ed inaugurata dall’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Il Comando NATO sulla vetta del Saurel
Bulgari, francesi, tedeschi, greci, olandesi, polacchi, portoghesi, romeni, sloveni, spagnoli, turchi, ungheresi, inglesi, americani e italiani del Comando del Corpo d’Armata di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA), comandato dal gen. C.A. Giorgio Battisti, che ha la propria sede nella caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona (Varese): tutti insieme, faticosamente ma allegramente, in marcia, in montagna, il 27 settembre scorso.
Quel Tricolore 95 anni fa al Passo della Sentinella
"Durante la notte tra il 15 e il 16 aprile 1916, Italo Lunelli e i suoi uomini si avvicinano al Passo fino ad attestarsi sul pianoro che domina la baracca e la caverna-rifugio degli austriaci ed anche il sottostante canalone dal quale potrebbero giungere i rinforzi per il nemico; anche sulla Croda Rossa, sovrastante gli alpini, sono in difesa gli austriaci. Un razzo rosso lanciato all’alba dà il segnale dell’attacco: mitraglie ed artiglierie sparano dal crestone del Popera, da Forcella della Tenda e da Sasso di Fuoco, colpendo le due posizioni nemiche; gli alpini di Lunelli (decorato per tale impresa con la Medaglia d’Oro) impediscono agli austriaci di uscire dai rifugi per approntare una valida difesa e ributtano tre reparti di rinforzo che tentano la salita attraverso il nevaio. Alle ore 14,30 sul Passo della Sentinella sventola un asciugamano austriaco di resa e il tricolore italiano di vittoria".
