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lunedì, 28 Settembre 2026

Sfogliando i nostri giornali – aprile 2013

La nostra stampa.

L'altra metà del cielo

In riferimento alle recenti, più o meno velate polemiche, riguardanti la pubblicazione sul nostro giornale di articoli sul mondo militare al femminile e più in particolare alla loro quotidiana opera nell’ambito delle nostre Forze armate, desidero far rilevare, ad alcuni “oppositori” di quest’argomento, quanto segue. Da alcuni anni sono socio sostenitore dell’Istituto del Nastro Azzurro – che, per chi ancora non lo sapesse, raccoglie e custodisce le memorie storiche dei decorati al Valor Militare – e ogni mese ricevo la relativa rivista “Il Nastro azzurro”.

A Ponzone l’undicesima edizione del premio letterario Alpini Sempre

Il gruppo alpini “Giuseppe Garbero” di Ponzone, sezione di Acqui Terme, e il comune di Ponzone bandiscono l’undicesima edizione del Premio letterario nazionale di narrativa scolastica sugli alpini “ALPINI SEMPRE”, patrocinato dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Alessandria. Il premio prevede tre sezioni: libro edito suddiviso in due categorie (storico-saggistica e narrativa), tesi di laurea o di dottorato, ricerca scolastica originale.

Un applauso al "Signore delle cime"

Sono un corista del coro ANA Roma da quasi 50 anni e, come amico degli alpini, ricevo e leggo la rivista. Sono rimasto stupito che si sia accesa una polemica sul notissimo brano di Bepi De Marzi “Signore delle cime” le cui parole sono essenzialmente una preghiera, una richiesta dell’eterno riposo per un Caduto; è una preghiera cantata e, come dicono le parole attribuite a Sant’Agostino, “chi canta bene prega due volte”. Si può pregare cantando con le parole di Signore delle cime o con “L’eterno riposo”, o con un brano del Requiem di Mozart, o perché no, del Requiem di Verdi, ma l’importante è cantare e pregare con il cuore, cioè “bene”, come diceva Sant’Agostino. Distinguere se la canzone di De Marzi sia per alpinisti o per alpini mi pare una questione di lana caprina.

Un piccolo, grande mondo mediatico

È una grande e bella realtà nell’ambito dell’Associazione: sono i 76 giornali sezionali, i sette delle sezioni all’estero e i circa cento di gruppo. Circa, perché il numero dei giornali di gruppo – essendo meno legati alle scadenze cui devono sottostare i giornali sezionali – varia di anno in anno, pur restando mediamente compreso fra gli 85 e i 100: sono talvolta semplici fogli formato A4, piegati in due, ma hanno la stessa dignità del giornale di tante Sezioni in carta lucida, con tante pagine e foto a colori.

Tagli, e basta evasione fiscale

Una proposta semplice, ma molto importante, alla nostra classe politica e di governo in un momento di crisi economica e sociale, così drammatico, in cui sempre più cittadini sono senza un posto di lavoro, sono alla fame, non hanno più niente. Tagli agli stipendi d'oro e alle buone uscite milionarie, è ora di incominciare a mettere mano agli stipendi di manager pubblici e privati, poi certi giornalisti, presentatori, conduttori di programmi TV, calciatori, allenatori, piloti di auto e moto da corsa e tante altre categorie di liberi professionisti previlegiate.

Bene e male, visione etica o politica?

Mi permetto con la presente di dissentire con forza da alcuni concetti da Lei espressi nell’editoriale dell’ultimo numero de L’Alpino, che mi pare siano non solo alieni al contesto associativo e a quello culturale relativo, di cui la stampa sociale è voce peculiare, ma pure in contrasto con il nostro stesso statuto.

Largo ai giovani!

Vorrei esprimere tutta la mia stima e considerazione a Mariolina Cattaneo, per le sue qualità di ottima giornalista, che sa egregiamente rappresentare gli eventi della nostra storia recente e contemporanea con grande efficacia e sensibilità umana.

I “miei ragazzi” di Albatros

Era dicembre del 1992, quasi Natale, ed io, insieme ad altri ufficiali del Gruppo Tattico Aerotrasportabile “Susa” mi trovavo ad Heidelberg, in Germania per le riunioni preparatorie alle esercitazioni annuali della NATO Allied Mobile Force (AMF) che il “Susa”, con il contingente “Cuneense”, svolgeva in Norvegia, Turchia e in Danimarca. Quell’anno il “Susa” si sarebbe dovuto schierare in Danimarca, ma un ordine tanto perentorio quanto inatteso ci avrebbe fatto cambiare programma: dallo Stato Maggiore dell’Esercito giunse in Germania la comunicazione di rientro immediato in Italia perché a breve sembrava saremmo dovuti partire per una missione in terra lontana.

La responsabilità ci ha reso uomini

Era sera e si percepiva una certa agitazione nella palazzina Comando. Da tempo ci stavamo preparando per l’operazione “Vespri Siciliani”. Già erano pronti i piani di caricamento e, nelle nostre teste e nei nostri automatismi, i dettagli dell’addestramento: posti di blocco, perquisizioni, pattugliamenti, metodi di irruzione in un caseggiato…

Italiani brava gente

Mi sembra importante metterla a parte di una positiva valutazione di parte avversa riguardo agli alpini. In “Trans Europa Express” di Paolo Rumiz (editore Feltrinelli) l'autore racconta di un suo viaggio lungo il confine orientale dell'Unione Europea.

Mario e lo spirito alpino

Sono Mario Rigamonti, nato a Bergamo il 17 settembre 1940. Mi scuso subito per le mie richieste, ma ho bisogno di recuperare me stesso e la mia vita passata, ritrovando luoghi e persone che, a causa della mia salute, sono scomparse dal mio “archivio” che ho in testa. Sono stato colpito da ictus circa 16 anni fa e ora sono in carrozzella, invalido totale. 

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