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lunedì, 28 Settembre 2026

Perona insignito dell’Ambrogino dell’Esercito

Il prossimo 13 maggio all’Auditorium di Milano (in Largo G. Mahler), nel corso delle celebrazioni per il 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, il presidente dell’ANA Corrado Perona sarà insignito dell’Ambrogino dell’Esercito 2013 insieme a Toni Capuozzo, Mauro Galligani, Anna Gastel, Tiziana Redaelli, Ettore Riello e Beatrice Trussardi.

"Road to Kabul" su Rai3 e Rai Storia

Su Rai Storia e sul programma di Rai3 “La storia siamo noi” (www.lastoriasiamonoi.rai.it) è andato in onda lo speciale del regista torinese Gigi Roccati “La strada per Kabul”, prodotto da SGI e realizzato nel 2009 tra Afghanistan, Russia e Italia.

Il 33° Premio fedeltà alla montagna a Riva Valdobbia

Dal 30 agosto al 1° settembre gli alpini si raduneranno in Alta Valsesia, a Riva Valdobbia, per celebrare il 33° Premio fedeltà alla montagna e il suo vincitore, Osvaldo Carmellino, alpino del “Susa”, che da tanti anni gestisce l’azienda e le malghe all’Alpe Larecchio.

“Alpini piacentini” nelle edicole e nelle librerie

In occasione dell’Adunata a Piacenza la rivista “L’urtiga - Quaderni di cultura piacentina” ha realizzato il libro “Alpini piacentini” in cui sono ricordati gli alpini della città Caduti nelle guerre, tra il 1896 e il 1945.

Il volume, 224 pagine, 10 euro, riporta elenchi e schede biografiche approfondite. Sarà disponibile nelle edicole e nelle librerie di Piacenza ed è possibile anche prenotarlo compilando l’apposita scheda.

Il volume si apre con i saluti del presidente della sezione di Piacenza Bruno Plucani e ha ottenuto il patrocinio del Comitato Organizzatore dell’Adunata.

Trafugamento Medaglie D'Oro al Valor Militare

Apprendiamo da un comunicato pervenutoci dalla Istituto Nastro Azzurro di Bergamo che le Medaglie d'Oro al Valor Militare di Ettore Viola e di Nazario Sauro, Eroi pluridecorati della prima guerra mondiale, custodite presso il Museo del Vittoriano, sono state trafugate.
Il valore venale dei cimeli non può eguagliare in alcuna maniera il loro Valore storico per la Patria, e simbolico e affettivo per le famiglie che le hanno donate al museo.
Inoltre, qualora la notizia rimanesse sconosciuta ai più, tali Medaglie potrebbero acquisire un elevato valore numismatico sul mercato delle militaria.

Accogliamo  l'invito pervenutoci di diffondere la notizia affinchè le medaglie non possano essere oggetto di compravendita e ci auguriamo vengano restituite al più presto.

In breve – aprile 2013

Notizie in breve.

I DUECENTO DELLA TAURINENSE

L’apporto dei militari italiani nella Resistenza è ancora tutto da scoprire. Di certo, furono i primi ad avviarla, da Cefalonia alla ricostruzione dei primi reparti combattenti con gli alleati. Il politicamente corretto ha a lungo steso un velo su avvenimenti per i quali dovremmo invece andare fieri. Questa dei duecento è un’avventura iniziata dopo l’8 settembre del ’43, quando nel massiccio di Bjela Gora, in Montenegro, la taurinense rifiuta di consegnare le armi e combatte i tedeschi. Un mese dopo, sulle montagne che incombono sulle Bocche di Cattaro, una parte della Divisione si sposta sul massiccio del Bjela Gora: da questo gruppo, le cui possibilità di contrastare il nemico diventano sempre più deboli, si staccano duecento alpini che continuano la resistenza nei boschi, unendosi alla 217ª Divisione partigiana di Tito, nella Bosnia centrale. I superstiti rientrano in Italia nell’aprile dell’anno dopo, in tempo per partecipare alla guerra di liberazione con il battaglione Piemonte, aggregato alle forze angloamericane. Il libro è ricavato dagli appunti dell’allora colonnello Maggiorino Anfosso, comandante del 3° Alpini, conservati dalla figlia Luciana e trasmessi ad uno dei superstiti, Edoardo Vertua, che ne ha fatto un libro. Il volume sarà presentato il 4 maggio, nella sala del Consiglio comunale di Castagnole delle Lanze (Alba).

VITTORIO GASPARINI

L’insegnamento civile che ci ha lasciato il partigiano Vittorio Gasparini, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Nel ventennio fascista rifiuta l’omologazione, la sua tempra morale e le virtù cristiane fanno sì che non fosse disposto a tradire. Ma più di tante parole serve leggere la motivazione della sua Medaglia d’Oro: “Si prestava volontariamente a cooperare con il fronte clandestino di resistenza della Marina militare raccogliendo e inviando preziose informazioni militari, politiche ed economiche… Arrestato dai tedeschi e torturato per più giorni resisteva senza mai tradirsi né rivelare i segreti a lui noti, addossandosi le altrui colpe e riuscendo con ciò a scagionare un compagno che veniva liberato. Condannato a morte veniva barbaramente fucilato in una piazza di Milano, poco discosta dalla propria abitazione. Elevato esempio di indomito coraggio e di incrollabile forza morale, ammirevole figura di ufficiale e di martire che ha coronato la propria esistenza invocando la Patria”.

TASI E TIRA

È il motto degli alpini, ma può diventare anche il racconto d’una vita. Questo si legge come un romanzo nel quale molti si riconosceranno, in particolare negli anni che vanno dall’Accademia (“punizioni a gogò”) o dai mesi del CAR, al reggimento, in questo caso alla caserma Battisti, a Merano, nell’Orobica che fu. E poi i mitici anni Sessanta, l’altrettanto mitica “Cinquecento”, gloriosa ma che ogni tanto si guastava… e tanti piccoli episodi in un racconto che si snoda negli anni e non mai monotono, perché non è fatto solo di ricordi, ma di storie di uomini con i loro difetti e le loro passioni, descritti con sottile ironia che non abbandona mai l’autore, il generale Scaranari che migliaia di alpini ricordano. Comandò il 4° Corpo d’Armata alpino e fu il primo a comprendere il tutt’uno che unisce alpini in armi e alpini in congedo, avviando un rapporto di continuità sempre più stretto oggi ampiamente acquisito. Il volume non è in vendita, può essere richiesto direttamente a: robertoscaranari@ gmail.com. Sarà spedito gratuitamente, ma saranno gradite, e meritorie, offerte a sostegno del Museo degli Alpini, via Fucine 60, 25047 - Darfo-Boario Terme (Brescia), presso il quale, comunque, potrà essere ritirata una copia del bel volume. (ggb)

LA MIA “JULIA”

Nel 70° anniversario dei combattimenti di “Quota Cividale” (Campagna di Russia), l’Associazione Fuarce Cividat ha deciso di pubblicare nella sua collana storica le memorie del cap. magg. Elio Borgobello, Medaglia di Bronzo al Valor Militare per il suo comportamento proprio a “Quota Cividale”. Erano già pronte, raccolte in un fascicolo dato in copia all’Associazione, che le ha stese nel rispetto dell’originale. Dopo la tragica ritirata dell’8 settembre, a 22 anni torna a casa. È la storia raccontata da chi l’ha vissuta.

LA STORIA DELLA GUARDIA DI FINANZA E DELL’EX CASERMA SAN MARCO A CONEGLIANO

C’è un legame forte che unisce un alpino alla caserma in cui ha prestato servizio di leva e questo perché per un anno e più, essa ha rappresentato per lui una casa da condividere con i fratelli di naja. Questo volume, stampato su carta patinata con meravigliose illustrazioni d’epoca, ripercorre la storia dell’edificio San Marco (sede del 7° reggimento Alpini e della brigata di artiglieria da montagna del Veneto) dalla sua nascita, nel 1886, fino ad oggi. Nei locali dell’ex “palazzina Comando”, infatti, ha sede attualmente la Compagnia della Guardia di Finanza. Il lettore viene condotto in un coinvolgente excursus dove potrà rivedere luoghi e contesti che la patina del tempo ha potuto incidere solo in parte: ripercorrere idealmente la piazza d’armi, i corridoi e le camerate, ricordando gli anni del servizio militare e della gioventù che giacciono ancora immoti lì, dove ha vissuto un periodo indelebile nella vita di ogni militare e di ogni uomo.

Sulle orme degli alpini di leva

Nella provincia di Lalaua sorgeva una missione cattolica che era stata occupata e semidistrutta dal regime comunista. Durante il loro intervento in Mozambico gli alpini aiutarono le suore della missione a riprendere il loro faticoso lavoro e negli anni successivi in molti rimasero in contatto con le religiose, inviando spesso aiuti. Quando, nell’aprile 2005, il Consiglio Direttivo Nazionale decise di ricordare la missione “Albatros” e di lasciare in Mozambico un segno tangibile della presenza degli alpini in quella terra a sostegno della popolazione, la scelta ricadde sulla missione cattolica di Lalaua che aveva ancora tanto bisogno d’aiuto.

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