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martedì, 29 Settembre 2026

VARESE – Il gruppo di Cantello festeggia i 90 anni

I tamburi della fanfara alpina “Giuseppe Verdi” di Capolago hanno aperto la manifestazione per il 90° compleanno del gruppo di Cantello. C’erano il vessillo della Sezione, scortato dal presidente Francesco Bertolasi e dal consigliere nazionale Adriano Crugnola, 34 Gruppi con gagliardetti, il sindaco di Cantello Gunnar Vincenzi, il sindaco di Venegono Inferiore Pierluigi Oblatore e il vice sindaco di San Prospero.

Quella lunga notte tragica non finisce mai

Settant’anni, tanti sono trascorsi da quella tragica sera del 28 marzo 1942, quando alle ore 23,45 il sommergibile inglese Proteus, comandato da Philip Steward Francis, squarciò con un siluro la fiancata sinistra del il piroscafo Galilea. Quest’ultimo era partito da Patrasso alla volta di Bari ma la sua traversata si fermò all’altezza di Prevesa, nel Mar Ionio, portando con sé quasi tutto il suo carico umano; dei 1.275 imbarcati si salvarono 284 uomini e più della metà di questi erano alpini.

Viaggio a Perth in ottobre per la riunione delle sezioni australiane

Nei giorni 27 e 28 ottobre a Perth ci sarà la riunione delle Sezioni australiane alla quale parteciperà il presidente nazionale Corrado Perona.

Montenegro: così salvai 22 prigionieri

Mio padre, Giuseppe Bianchini (indicato dalla freccia nella foto sotto), nato a Misano Adriatico il 19 agosto 1915, nel maggio del 1942 era sottotenente veterinario nel battaglione Feltre. Oggi abita ancora nella casa dove è nato, in via Scacciano, 46. È assai fiero di essere alpino.

BOLOGNESE ROMAGNOLA – “Vi racconto la mia Russia…”

Il libro “L’alpino dalle sette vite sul fronte russo” dell’artigliere alpino della Julia, reduce di Russia Diotalevio Leonelli, sopravvissuto alla battaglia di Nikolajewka – uno dei pochissimi reduci di Russia ancora in vita che possa raccontare in prima persona il fronte russo – è stato presentato a Lugo di Romagna da Bruno Pizzul, alpino e giornalista, presenti Vittorio Brunello, direttore de L’Alpino, Gianfranco Cenni, presidente della sezione Bolognese Romagnola, il reduce pluridecorato Carlo Vicentini e circa 300 alpini.

GENOVA – Altavalpolcevera: 90° e raduno di settore

Grande festa per il gruppo Altavalpolcevera della sezione di Genova per il 90° di fondazione, e il raduno del 2° settore. Nella serata di sabato, al termine dello spettacolo “Battaiun anciua, storia del Battaglione Pieve di Teco”, è stato consegnato al Provinciale dei Frati Cappuccini ed al responsabile delle missioni in Centrafrica ed in Perù un cospicuo assegno, prima parte del ricavato della vendita del libro “Padre Generoso… stammi vicino, muoio”, edito dal Gruppo per i suoi 90 anni e per ricordare il concittadino Attilio Ghiglione, frate cappuccino col nome di Padre Generoso, cappellano del battaglione Gemona in Grecia, Albania e Russia. L’obiettivo è quello di costruire un pozzo in uno dei villaggi della Repubblica Centrafricana dove operano i frati cappuccini.

Il mulo Celestino

Inizio a portar la penna nel 1937 da allievo ufficiale. A Bassano del Grappa appresi il “brusca e striglia” trattando il mulo con affetto, sapendolo animale intelligente, ottenendone uguale sentimento. Volontario di guerra, nel 1940 in Grecia-Albania, col btg. Gemona, 8° reg. Julia, sino alla fine del 1941 si ebbe il periodo più cruciale di tutta la guerra, incluso il fronte russo! 

TRENTO – Ritrovata la lapide di Giuseppe Degol

È stata ritrovata per caso da alcuni cacciatori in zona Corna Calda (Rovereto) la lapide eretta nel luogo dove morì in combattimento il sottotenente Giuseppe Degol, a cui è intitolato il gruppo di Strigno, sezione di Trento. L’iscrizione recita: “14 novembre 1914. Qui cadde combattendo per l’Italia il volontario Trentino Degol Giuseppe, sottotenente 6° Alpini nato a Strigno il XXX-VIIIMCCMXXCII. La legione Trentina pose”. Il Comune di Strigno nel 1957 aveva intitolato al sottotenente Degol la caserma che ha ospitato per cinque anni il gruppo artiglieria da montagna “Pieve di Cadore”.

Il ten. col. Franco Forlani

Ho letto la lettera “Lo stemma sabaudo” di Mauro Galbiati (L’Alpino, n. 1 di gennaio) e mi è venuto in mente quanto scritto dal ten. col. Franco Forlani, che è ‘andato avanti’ e che fu capogruppo di Molinella (BO) dopo aver combattuto in Russia, quale sottotenente del Gruppo “Vicenza”, Croce di Guerra al V.M. Il nostro Forlani, dopo il fatidico 8 settembre, fu “ospite” dei campi tedeschi e vi rimase fino al termine della guerra, fedele al giuramento prestato. 

BIELLA – Pralungo: 80 anni di impegni e attività

Il gruppo ANA di Pralungo ha un passato ricco di impegni e attività. La sua storia fu valorizzata già dalle cronache del 50° di fondazione, quando la festa e il raduno intersezionale furono citati dai giornali come “una festa meravigliosa che ha fatto rivivere il lustro delle grandi manifestazioni”.

Taurinense, 60 anni di storia alpina

La brigata di stanza in Piemonte nasce nel febbraio del 1952, quando l’allora ministro della Difesa Randolfo Pacciardi dispone la graduale costituzione della Taurinense, articolata all’inizio su soli due reggimenti: il 4° Alpini e il 1° artiglieria da montagna, i quali comprendono battaglioni storici come il Saluzzo, l’Aosta, il Mondovì e il Susa e i gruppi di artiglieria Aosta, Susa e Pinerolo. È un periodo – quello dei primi anni ’50 – in cui l’Esercito italiano vive una fase dinamica e i giornali seguono da vicino l’evoluzione della guerra fredda e delle questioni militari. Non sono momenti facili per le forze armate: sono passati solo sette anni dalla fine della seconda guerra mondiale, le perdite sono state cospicue e il morale è da rigenerare.

Una macchia scura sulla neve: un uomo

Sfogliando i nostri giornali scopriamo storie che sono tasselli degli infiniti sacrifici degli alpini, della loro umanità e generosità, in guerra e in pace: due momenti diversi supportati dallo stesso spirito. Purtroppo molti episodi resteranno sconosciuti ai più, perché la guerra è sempre un fatto personale: è la guerra di chi l’ha vissuta, che sfugge alle grandi manovre e alle grandi strategie. Ecco dunque uno di questi tasselli sulla sempre attuale ritirata di Russia, una tragedia il cui doloroso ricordo in tante famiglie non si è mai affievolito. Il racconto – riportato da Gianfranco Moriondo - è tratto da Lo scarpone orobico, giornale della sezione di Bergamo.

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