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lunedì, 22 Giugno 2026

Come spendere i nostri soldi

Carissimo don Bruno, mi permetto di darle del tu, sono un vecchio A.S.C. del 1940, ed iscritto all’ANA da molti anni; ho visto e sentito l’opinione di tanti presidenti... sono un romagnolo e amo molto la mia terra natia, sono infatti iscritto al gruppo alpini di Forlì, leggo sempre il nostro giornale, partecipo frequentemente ai nostri ritrovi, vado fiero di essere un alpino... parlo dei mesi passati nel Corpo con tanta nostalgia...

DALLA VALLE PO AL DON

L’autore, cuneese, appassionato di storia locale e militare, ha raccolto informazioni sul secondo conflitto mondiale anche grazie alle testimonianze di ex combattenti, una parte delle quali è raccolta in questo volume. Un omaggio alla comunità locale - perché in ogni Comune della provincia di Cuneo c’è una lapide con decine o centinaia di nomi di dispersi in Russia – reso attraverso la ricostruzione della vicenda personale di Ferdinando Chiabrando, uno dei pochi alpini della Cuneense tornato a baita.

Sfogliando i nostri giornali – gennaio 2014

La nostra stampa.

49 SFUMATURE IN GRIGIO VERDE

Quarant’anni di servizio militare, dal tempo dell’Accademia al congedo. E, in mezzo, la vita in 49 “sfumature in grigio verde”, tanti sono i racconti autobiografici del generale degli Alpini Villi Lenzini. Non ci si annoia, nella lettura, anche perché la prosa è molto fluida, effervescente ed i racconti sono divertenti, a volte amari, spesso critici e pungenti. Ma, come nota Toni Capuozzo nella sua bella prefazione, i suoi suggerimenti sono fatti per costruire e non per distruggere. A Lenzini non vanno certi politici che non hanno il senso dello Stato e non ha timore a scriverlo; ha un grande senso dell’onore e del dovere, del sacrificio e del rispetto e ama la sua vita con le stellette. Non ha rimpianti, ricordi sì, tanti.

Alleviare le sofferenze

Caro Direttore, scusami il tu, ma sono un giornalista anch’io, nonché molto amico del tuo predecessore Vittorio Brunello. Ti disturbo per chiederti un po’ di spazio per questo scritto a favore degli alpini del gruppo di Campese di Bassano del Grappa, alcuni dei quali sono sempre disposti a dare una mano alla nostra Associazione Oncologica San Bassiano Onlus di Bassano del Grappa.

Un socio originale

Egregio direttore, sono un capogruppo, e un mio socio mi ha chiesto: “Se l'ANA è apolitica e apartitica posso avere il bollino anche se sono molto contrario a quella specie di missione di pace in Afghanistan? Posso avere il bollino anche se sono contrario all'invio del libro verde? Gesù diceva di far del bene in silenzio e umiltà. Posso avere il bollino anche se sono contrario a interventi all'estero? (tipo il ponte da ricostruire a Rossosch).

Graize per la foto di Gian Luigi

Nella ricerca entusiastica di commilitoni del 40° corso ACS ad Aosta nella caserma Cesare Battisti, in occasione dei 40 anni dal congedo sono, anzi siamo riusciti a contattare molti compagni ed abbiamo formato squadra nello scambio di foto, di ricordi, e siamo riusciti a dare dei nomi ai volti delle foto, nomi magari scritti sul retro...

Educare il cuore

Gentile Direttore, mi permetto di scriverle per comunicarle con entusiasmo quanto hanno fatto gli alpini per il paesino di cui sono parroco. In data 9 novembre, infatti, nella piccola chiesa parrocchiale, il coro sezionale ANA “Monte Saccarello” ha tenuto un bellissimo concerto-spettacolo in ricordo dei caduti di Oliveto. Durante il concerto, l’esecuzione di brani tratti dal repertorio alpino relativo alla guerra di Libia e alle due guerre mondiali, si è alternato alla lettura di testimonianze originali (lettere di guerra e pagine di Rigoni Stern).

STORIA DELLE MONTAGNE

Come nascono le montagne? E cosa hanno significato per l’uomo nel corso della storia? Il libro è organizzato in due parti, di cui la prima ha carattere storico e la seconda parla degli aspetti scientifici delle montagne che l’autore, un geologo che insegna all’università di Oslo, ritiene particolarmente importanti. Un racconto erudito ma accessibile e piacevole su tutto quello che si sa o si vorrebbe sapere su questo elemento naturale che ha esercitato un profondo fascino sull’uomo fin dalla notte dei tempi. Belle immagini in bianco e nero, molte d’epoca.

Alte vie nella Grande Guerra

Inizia la collaborazione con Marco Ferrari, fondatore e direttore di Meridiani Montagne, che ci accompagnerà sui luoghi della prima guerra mondiale di cui si celebra il centenario.

Carlo Erba, soldato

“Noi vogliamo glorificare la guerra come sola igiene del mondo. Il militarismo, il patriottismo”. L’esaltazione del conflitto armato risaltava a caratteri cubitali sopra ai manifesti realizzati dai Futuristi: movimento che accostava artisti di ogni genere, pittori, scrittori e musicisti. Essi richiamavano a un atteggiamento nuovo nei confronti del concetto di arte e con forza inneggiavano alla guerra, a prendere le armi unico mezzo per un radicale cambiamento. L’odio verso l’Austria-Ungheria montava nel gruppo degli interventisti, ora dopo ora.

Bagliori di guerra

Erano anni infiammati quelli che per primi si affacciarono al nuovo secolo, il Novecento. Una pace ingannevole legava tra loro le potenze europee. Come un liquido che borbotta in una pentola e ribollendo minaccia di tracimare da un istante all’altro. Uno scenario complesso disegnava una carta europea vincolata da alleanze, patti segreti e promesse illusorie; una divisione in blocchi che come un muro si ergeva su un terreno minato pronto a saltare in aria. La Triplice Alleanza del 1882 univa anche militarmente l’Italia alla Germania e all’Austria-Ungheria.

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