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lunedì, 22 Giugno 2026

Tanti ricordi e molti fatti

Ho letto L’Alpino di ottobre con la tua bellissima relazione su “Operazione asilo Sorriso a Rossosch” – 20 anni in amicizia”: bravo, bravissimo! Sei efficace e mi hai coinvolto profondamente in quei ricordi. Ho rivissuto ogni fase, fin dal primo approccio con Morozov 1990, quando con Caprioli e Grossi verificammo, in un breve blitz esplorativo, la completa agibilità dell’asta del Don già occupata dal nostro Corpo d’armata Alpino, da Karabut a Nowa Kalitwa, che ovviamente era per me la zona più toccante e pregna di ricordi incredibili, ma accaduti.

GIOVANI COMBATTENTI PER LA LIBERTA'

Per la prima volta la vita e le azioni di tre partigiani della brigata Osoppo vengono analizzate alla luce di preziosi e inediti documenti d’archivio. La vita e la personalità di tre friulani ventenni che seppero combattere quando era necessario, pagando anche con la vita la dedizione al proprio ideale di libertà.

Gli strumenti della modernità

La guerra sui social network continua quotidianamente senza esclusione di colpi per nessuno. Ma c’è un limite a tutto dettato dalla ragione del buon senso per un utilizzo serio. È anche vero che la natura umana è limitata e sempre più incuriosita verso le novità ma, come dice giustamente Lei, ci vuole il senso della misura per tenere sotto controllo certi fenomeni.

Dopo tanti anni…

Col mese scorso s’è conclusa la collaborazione di Giangaspare Basile con il nostro giornale. Perché si chiederanno i nostri lettori, che lo hanno conosciuto e apprezzato in tanti anni di presenza a L’Alpino? Vorrei dirlo un po’ da filosofo col sorriso, benché con il dispiacere del distacco.

Vorrei aiutarvi ad aiutare

Mi chiamo Laura, ho 21 anni e studio all’Università di Torino. Vi scrivo semplicemente per ringraziare gli alpini per il bellissimo evento che organizzano ogni anno: il ritrovo dei Babbi Natale! Purtroppo non ho mai partecipato direttamente, ma sono molto vicina all’evento per una doppia ragione. In primis, anche io sono stata ricoverata al Regina Margherita quando avevo 12 anni, per un brutto male. Restai in ospedale nel periodo natalizio, e fu davvero un momento buio che ricordo con timore ma anche con l’orgoglio silenzioso di chi ce l’ha fatta.

Un uomo maiuscolo

Caro Bruno, leggendo la lettera “Capitano quaquaraqua” su L’Alpino di novembre, mi sono sentito in dovere di scrivere quello che è successo a me. Alpino del 1°/69, btg. Saluzzo, 4ª Compagnia, caserma Fiore, borgo San Dalmazzo (da Bra e da Torino).

MALATO D'INFINITO

Le virtù del sacerdote ambrosiano sono qui illustrate dall’autrice attraverso le parole del beato, i suoi scritti, le sue opere e le testimonianze di coloro che lo conobbero. Questo autentico testimone della carità ha molto da dire ancora oggi ai cristiani che sanno vedere Cristo in tutti coloro che incontrano. Il volume rappresenta quindi l’occasione per rileggere l’umana avventura di don Carlo che stupisce sempre per l’intensità e l’attualità.

LE TRECENTO ORE A NORD DI QATTARA

Nel 70° anniversario della battaglia di El Alamein e nel 20° della morte di Paolo Caccia Dominioni la libreria militare ripresenta, a 40 anni dalla prima edizione, questa raccolta di memorie di oltre 40 combattenti dell’epica battaglia. Il libro fa memoria di coloro che caddero e patirono dopo essersi battuti con eroismo contro un nemico immensamente più potente, e di Paolo Caccia Dominioni, splendido uomo e soldato che, per lunghi anni dopo il conflitto, tornò nel deserto di El Alamein alla ricerca delle salme dei Caduti di tutti gli eserciti, e a cui dobbiamo il progetto e la costruzione del Sacrario, a loro tutela e custodia.

In breve – gennaio 2014

Notizie in breve.

Ritrovarsi

Correva l'anno 1956, il 22 marzo entrammo per la prima volta alla Cesare Battisti di Merano: destinazione 36ª batteria, gruppo Vestone. L'aria era ancora inquinata dall'ultimo conflitto mondiale e, conseguenza fisiologica, i nostri superiori non erano molto malleabili. Per loro la guerra non era finita! Erano tempi così... molto duri. Noi abbiamo sempre detto “Signorsì”.

Padre Rota è tornato in Italia

Caro don Bruno, sono l’alpino Padre Roda: dopo 22 anni di Brasile sono tornato in Italia per gravi motivi di salute. Quest’anno, dopo tanti anni, ho potuto partecipare all’Adunata nazionale a Piacenza. È stata un’esperienza bellissima, ho potuto respirare quell’aria di alpinità che anche da lontano non mi è mai mancata.

LA GUERRA DI MINE

La tecnica di “scavare” sotto i piedi del nemico per farlo crollare è stata sfruttata dal III secolo a.C. in avanti, anche se è diventata una componente importante nella guerra moderna, con l’impiego degli esplosivi. Va tuttavia detto che, per rilevanti che siano stati gli episodi sui due fronti, occidentale e orientale, non hanno in alcun caso costituito elemento determinante per le sorti del conflitto. Questo interessante volume, scritto dal generale del Genio aeronautico Basilio Di Martino documenta questa guerra sotterranea costata migliaia di vite.

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