Orgoglio alpino
Buongiorno, sono un giovane amico degli alpini, figlio di un alpino e cresciuto in una famiglia a pane e alpini. Con questa e-mail voglio solo far conoscere una mia delusione che mi farà prendere di sicuro la decisione di togliermi dal gruppo amici alpini del paese dopo dieci anni.
Difendere la Patria
L’art. 52 della nostra Costituzione afferma che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. E la Patria si difende non solo ma certamente anche con le armi, che sono dunque uno strumento per adempiere quel dovere che la carta costituzionale definisce “sacro”.
Aperti alle emozioni
Con te si può anche discutere, persino polemizzare, ma resta indiscutibile la tua capacità espressiva. L’editoriale “Perché ci vogliono bene” mi fa del bene, come gli articoli che seguono, aprendomi gli occhi sul valore delle emozioni umane, delle passioni, quando si accompagnano adeguatamente alle pur necessarie ragioni dell’intelletto.
Il 2 e 3 aprile 20° Convegno della Stampa Alpina a Belluno
“L’Ana e i giovani, loro speranze e attese” è il tema del 20º Convegno Itinerante della Stampa Alpina, organizzato a Belluno il 2 e 3 aprile. Se nella scorsa edizione avevamo parlato di giovani, quest’anno il confronto sarà diretto: accanto al prof. Stefano Quaglia ci saranno infatti alcuni ragazzi in rappresentanza del mondo giovanile.
Sabato 2 aprile interverrà mons. Angelo Bazzari, presidente della “Fondazione don Carlo Gnocchi”, che quest’anno celebra il sessantesimo della morte del Beato.
Il convegno si aprirà sabato 2 aprile, alle ore 14.30, presso il Centro Giovanni XXIII e si concluderà domenica 3 aprile.
Raduno degli alpini del battaglione Trento a Monteforte d'Alpone
L’annuale raduno degli alpini del battaglione Trento si terrà il prossimo 17 aprile, in occasione dell’Adunata di zona “Valdalpone 2016”, grazie alla disponibilità del gruppo alpini di Monteforte d’Alpone della sezione di Verona.
Ciao Cristiano! Addio al "vecio" reduce d'Abissinia
Cristiano Dal Pozzo, classe 1913, di Rotzo è andato avanti il nella notte Pasqua. La casacca color kaki e il caschetto coloniale con la penna erano il suo segno distintivo alle Adunate nazionali a cui non mancava mai, calorosamente salutato dal pubblico e dalle autorità. Reduce d’Abissinia, aveva partecipato alla Seconda Guerra Mondiale in Libia e dopo l’8 settembre era stato fatto prigioniero dai tedeschi.
Il Presidente dell’Ana Sebastiano Favero e tutta la famiglia alpina esprimono cordoglio ai famigliari. Ciao Vecio, ora cammina per le tue montagne su nel Paradiso di Cantore.
Molti giornali hanno scritto erroneamente che Cristiano era l’alpino più “vecio” d’Italia. In realtà l’alpino “più in là” è Attilio Moroso, classe 1909, di Laverda (Marostica). In comune i due centenari avevano la vicinanza del luogo dove abitavano… a testimoniare la bontà dell’aria in quella parte del Veneto.
Seminario: "I concorsi di arruolamento nell'Esercito Italiano"
Il prossimo sabato 16 aprile la Commissione Nazionale Giovani, grazie alla collaborazione del Comando Truppe Alpine e del Comando Militare Esercito Trentino Alto Adige ha deliberato di organizzare un seminario formativo rivolto ai Coordinamenti Giovani delle nostre Sezioni presso la sede del Comando Truppe Alpine in Bolzano.
Ce n’era proprio bisogno
Un compagno di viaggio
Buongiorno, mi chiamo Luca Sevega, ogni mese aspetto l’arrivo de L’Alpino e non appena aperto, lascio che mi accompagni, con i suoi articoli, nelle storie e nelle cronache recenti e passate di uomini e donne che in qualche modo hanno tracciato e scritto la storia e da cui, tutti noi, dovremmo cogliere il valore dei loro gesti, delle loro lotte, ideali, sacrifici e delle tradizioni.
Alpino al… fronte
Il Coro dei congedati della brigata Julia ha appena finito di raccontare nel canto l’epopea della Grande Guerra, quando mi avvicina un metro e novanta di uomo: «Sono Mario Picech. Sono di Gorizia. Di Cormons, per l’esattezza». Non sono necessari i convenevoli per creare cordialità, perché un sorriso a trentadue denti sembra il biglietto di ingresso a qualche festa di nozze o rimpatriata tra amici. Quindi quattro battute di circostanza, giusto per dire qualcosa senza dire niente, ma sufficienti per realizzare che l’alpino che hai davanti è un puledro di razza.
Il cammino senza fine di don Carlo
«Don Carlo, tutti gli alpini anche quelli che non sanno pregare, pregano per te». Qualche giorno prima di morire, don Carlo Gnocchi ricevette la visita di Giuseppe Novello che nell’andarsene, fece con la mano un cenno, come una carezza disegnata nell’aria e accompagnata da queste parole. Una sentenza vera che ogni alpino avrebbe sottoscritto. Lo conobbero e lo amarono fin dall’Albania quando partì volontario come cappellano della Julia per portare Dio in guerra.
Chi vede lungo, vede prima
Caro direttore, su L’Alpino di gennaio 2015 avevo letto la bella lettera di Leo Spanu di Sorso (Sassari) con “riflessioni sulla leva” che ho apprezzato moltissimo. Impeccabile e scontata la tua risposta sulla “mancata politica maiuscola” e sul “vuoto di competenza con cui spesso si amministra il paese”.
