Una sanzione assurda
Caro direttore, siamo all’assurdo: leggo che il sindaco di Castiglione d’Intelvi ha multato il parroco, don Giovanni Meloni, per aver occupato abusivamente il suolo pubblico, durante la cerimonia di benedizione del monumento di Caduti. Commenti? Nessuno, la notizia si commenta da sé. Buon lavoro.
Giancarlo Angelini - Riva del Garda
Storie vere, mai dimenticate
Come ogni mese, puntuale, mi è arrivato L’Alpino. L’ho sfogliato subito e letto dalla prima all’ultima pagina. Tutti gli argomenti trattati sono, come al solito, molto interessanti e toccanti specialmente per un alpino del 7º, battaglione Belluno, nato tra le magnifiche Dolomiti dell’Alto Bellunese, dove i fatti della grande guerra sono stati vissuti dalla popolazione in modo intenso e tragico.
Ricordo di giovantù
Egregio direttore, come abitudine al ricevimento de L’Alpino la pagina con l’editoriale da lei firmato è la prima che leggo. Così è stato anche nel mese di febbraio. La verità e la tenerezza delle prime righe mi ricordano i momenti felici della scuola, inizio della vita.
La memoria che insegna
Caro direttore, mi chiamo Mario, amico degli alpini e nipote di alpino. Come ogni anno nelle festività mi trovo a visitare mia suocera a Pysarivka nei pressi di Volocysk in Ucraina centrale. Camminando in questa immensa pianura mi sono sentito a disagio, come fuori posto. Oggi ci sono 23 gradi sotto zero, e io sono qui ben coperto con cuffia e guanti.
Il testamento del Capitano
Carissimo direttore, le mando una citazione, che ha letteralmente mandato in estasi un vecchio alpino (il sottoscritto). La citazione è di Claudio Magris, 26 dicembre 2015 (tv 2000 - Souls). Probabilmente lei sarà già a conoscenza, diretta o indiretta, del contenuto. In ogni caso, gliela mando. (Claudio Magris): “...mi è capitato un documento in spagnolo, scritto dall’allora Cardinale Bergoglio (quando il documento è arrivato a me era già Papa Francesco), su un corso di esercizi spirituali tenuto in Spagna dal Cardinale stesso....
Sulla coralità alpina
Ho letto con estremo interesse e molta attenzione l’articolo “Cantare sempre, cantare ancora” riguardante i canti alpini, i Cori e le loro problematiche, apparso sul numero di dicembre de L’Alpino e sinceramente me lo aspettavo che prima poi l’Ana attraverso i suoi bravi Maestri di corali e il suo più celebre armonizzatore Maestro Bepi de Marzi, aprisse un dibattito serio sulla musica alpina e la sua naturale evoluzione.
Fare famiglia
Egregio direttore, sono il maestro del Coro gruppo alpini di Melzo, Sezione di Milano. Ho potuto leggere solo in questi giorni il numero 11/2015 de L’Alpino e vorrei ringraziare per “Cantare ancora, cantare sempre”.
Resta il nome
Tra il 26 e il 27 gennaio 1942 i resti dell’8ª Armata italiana, cui apparteneva anche il Corpo d’Armata alpino, affrontarono uno dei più cruenti e decisivi episodi della sfortunata Campagna di Russia. Dopo aver marciato per almeno 250 km i nostri soldati si trovarono a dover sfondare e superare il nodo strategico di Nikolajewka, fortemente difeso dai russi.
Cerimonia a Basovizza
L’Associazione Nazionale Alpini ha partecipato al “Giorno del ricordo”, istituito dal Parlamento in memoria delle vittime delle foibe e celebrato il 10 febbraio di ogni anno. La Messa alla grande foiba di Basovizza (Trieste), sul carso triestino, è stata officiata dall’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi alla presenza delle altre Associazioni combattentistiche, dal Comitato per i martiri delle foibe e dalle associazioni legate al mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
Quali repertori per i cori Ana?
Non posso che rallegrarmi per la felice idea di organizzare un convegno per il canto alpino, annunciato su L’Alpino di dicembre 2015. Concordo con i dubbi espressi all’inizio dell’articolo: “Canti degli alpini, sugli alpini o canti di montagna?”.
Vestito di nuovo
Oggi ho ricevuto L’Alpino. Sono un alpino del 2º/’40. Da 53 anni sono iscritto al Gruppo di Borgo Casale (Vicenza). Vi faccio i miei complimenti per la nuova veste de L’Alpino. È meraviglioso. Ultimamente lo guardavo solo di sfuggita. Oggi l’ho letto con molto interesse. Continuate così. Vi ringrazio.
Giovanni Gecchele
Alpini di ieri, alpini di oggi
Scrivo per proporre una riflessione riguardo alla lettera dell’amico Edoardo Pezzutti pubblicata sul numero di novembre. Condivido la prima parte, sulla toccante cerimonia di Cargnacco, mentre la seconda parte mi lascia piuttosto perplesso.
