Difendere la Patria

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    L’art. 52 della nostra Costituzione afferma che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. E la Patria si difende non solo ma certamente anche con le armi, che sono dunque uno strumento per adempiere quel dovere che la carta costituzionale definisce “sacro”.

     

    Mi sembra pertanto logico, razionale e giustificato chiedere a Dio di rendere forti le nostre armi. O dovremmo chiedere all’Onnipotente di renderle deboli? Certe polemiche, dettate da un utopistico irenismo, mi sembrano stucchevoli e – consentimelo, caro direttore – anche poco legate alla razionalità e all’intelligenza. Se l’Isis ci attaccasse come dovremmo reagire? Con fiori, manifestazioni, canti o tavole rotonde?

    Giorgio Bianchi

    Sorridiamoci sopra caro Giorgio, anche se l’argomento è serio. A Dio chiediamo di regalarci tempi di pace e soprattutto di convertire tutti quelli che, nella loro cultura, sono contrari a un buon bicchiere di vino. Può sembrare una battuta, ma non è così. Il libro e il vino – e penso a una Cena importante in Gerusalemme – sono il fondamento della nostra millenaria civiltà. Chi ci fa la guerra non ama né l’uno né l’altro.