Orgoglio alpino

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    Buongiorno, sono un giovane amico degli alpini, figlio di un alpino e cresciuto in una famiglia a pane e alpini. Con questa e-mail voglio solo far conoscere una mia delusione che mi farà prendere di sicuro la decisione di togliermi dal gruppo amici alpini del paese dopo dieci anni. 

     

    Nelle recenti elezioni del Gruppo, mio padre (da quarant’anni tesoriere del Gruppo e dopo aver corso a destra e sinistra per le varie iniziative, feste, ritrovi, cene, adunate, costruzione della sede) si è ritrovato completamente tagliato fuori da tutto. Giusto che i “giovani” entrino sempre più attivi nella storia e nelle attività della Sezione ma il rispetto verso i più “anziani” così come i loro consigli andrebbero mostrati e ascoltati, come insegnano anche gli stessi valori alpini. Forse gli “anziani” andrebbero prima affiancati dai “giovani” nelle varie cariche prima di un passaggio completo dei vari ruoli. Veder mio padre deluso dopo una vita passata tra gli alpini, il suo mondo, e aver speso molto tempo per il Gruppo, non è assolutamente bello e non fa piacere neanche a me.

    Lorenzo Rota

    È sempre difficile scendere da cavallo. Ma ancor più difficile creare le condizioni psicologiche per aiutare una persona a fare questo passo. Spesso l’opportunità di un cambio non incontra quella finezza e quel tatto che sarebbero richiesti in questi casi. Però una cosa non condivido, caro Lorenzo, ed è la tua decisione di defilarti, che mi sembra più una sottile vendetta che altro. Aiuta tuo padre a sentirsi ancora orgoglioso d’essere alpino, attraverso il tuo entusiasmo e la tua operosa collaborazione.