ALPINI DEL BTG. VAL LEOGRA
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Dal Pasubio al Cimone – Dall’Albania al Montenegro La storia di Manuel Grotto e della sua famiglia è indissolubilmente legata al btg. Val Leogra. L’autore è nato a Schio, in val Leogra, e suo nonno combatté nel btg. omonimo. Per ricordare lui, che dopo mille peripezie tornò a baita e i tanti che non sono tornati, ha pubblicato questo bellissimo volume - ricco di interessante materiale fotografico – patrocinato dall’ANA di Vicenza. Una storia ricostruita grazie a numerosi testi, testimonianze e interviste, dopo aver rintracciato in tutta Italia i famigliari di combattenti del battaglione. |
ALPINI IN PIEMONTE – La strana storia
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Un’infarinatura della storia degli alpini piemontesi, partendo dal fatto assodato che è in Piemonte che sono nati gli alpini. Ogni capitolo si apre con una bella foto in b/n inerente il periodo o l’argomento trattato. Si comincia dal 1872 con gli alpini al loro esordio per finire con la missione in Afghanistan del 2013. L’autore è iscritto alla sezione ANA Valsusa ed è direttore del Museo del Forte Brunetta di Susa. |
Colletta alimentare: 9mila tonnellate per i poveri
Hanno superato le 9mila tonnellate i generi alimentari raccolti alla 17ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, svoltasi sabato 30 novembre in 11mila supermercati di tutt’Italia (2mila in più dell’anno precedente). Un successo - seppur di poco inferiore allo scorso anno quando erano state raccolte 9.622 tonnellate - reso possibile dalla generosità di 5milioni di donatori che hanno fatto la spesa per i più poveri.
OCCHIO E MALOCCHIO, GIOCHI E SVAGHI NELLA GRANDE GUERRA
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Le operazioni scaramantiche, gli amuleti, le pipe e i giochi delle trincee Vi sono descritte e illustrate le forme di compensazione e consolazione che sopperivano alla sofferenza e ai rischi delle trincee. Nel libro 350 immagini a colori di santini, pipe, accessori per il fumo, carte da gioco, dadi, dama, scacchi, domino ecc., tutti scacciapensieri spesso costruiti dagli stessi combattenti. |
NEL SILENZIO TUTTO ERA CANTO
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L’autore, alla soglia dei novant’anni, racconta i suoi primi vent’anni di vita, compresi gli eventi bellici vissuti da alpino. Le vicende di guerra sono reali, i personaggi invece rivisitati e in parte romanzati. Un misto di realtà e fantasia per questo romanzo che ha per protagonista il giovane Paul: i tempi dell’adolescenza, la goliardia, le inquietudini e l’epilogo, la disfatta dell’esercito tedesco e la fuga verso la salvezza. |
Nassiriya, sembra ieri
Giubbotto antiproiettile, il fucile a tracolla, la mano destra in testa a reggere l’elmetto, lo sguardo fisso su di un cumulo di macerie, perso nell’angoscia e nella disperazione. Alle spalle lo scheletro dell’edificio che fino a pochi istanti prima era la base Maestrale. La foto che ritrae il ventiquattrenne caporalmaggiore Mattia Piras è diventata il simbolo del dolore per la strage di Nassiriya, che il 12 novembre 2003 provocò 28 morti tra italiani e iracheni e 58 feriti.
C’era una volta un masso…
Nel piccolo paese di Sant’Eulalia (Treviso), 500 abitanti, compreso il pievano don Giuseppe Panozzo, c’è un monumento che ha una storia davvero singolare che merita d’essere raccontata. Dopo la riesumazione dei Caduti della Grande Guerra dai cimiteri militari e la loro collocazione nei sacrari di Cima Grappa e Bassano, a partire dagli anni Venti sorsero ovunque lapidi e monumenti in loro ricordo. Anche questo borgo della pedemontana del Grappa, testimone diretto del conflitto, che fu centro di smistamento delle truppe italiane e francesi destinate al fronte, voleva il suo monumento, ma lo voleva soprattutto il parroco don Giuseppe, che vedeva in questo anche un’occasione per unire la comunità.
La Russia di don Gastone
“Don Croda” cammina spedito dall’alto delle creste delle sue novantanove primavere. Lo chiamano così per via della sua invidiabile passione per le vette dolomitiche. Disinvolto non solo nell’incedere, che è spedito a dispetto di un bastone che dovrebbe fare da supporto a gambe stanche e che invece usa come una bacchetta d’orchestra per dirigere il racconto che ti srotola davanti. Cammina spedito soprattutto nei ricordi. Intellettualmente brillante, amabilmente ironico, cordialmente disponibile.
Una preziosa eredità morale
Gentilissimo direttore, mio padre, Arnaldo Chierici, era un reduce dell’Armir, della Campagna di Russia, figlio del tenente colonnello Policarpo Chierici arruolato come artigliere nel 5° Alpini, della Divisione Tridentina.
“Uniti, come sempre”
Costruttiva e innovativa: sono gli aggettivi che più colgono il significato della riunione dei presidenti delle Sezioni Italia svoltasi al Palazzo delle Stelline domenica 17 novembre, a Milano. Un successo anche di presenze: 81 presidenti di Sezione su 81, oltre ai presidenti di Francia e Germania. Un plenum che non ha precedenti e che ha fatto onore alla relazione del presidente nazionale Sebastiano Favero ma ha anche dimostrato la determinazione e l’unità di quanti hanno la responsabilità della conduzione sul campo dell’Associazione nell’affrontare i problemi che il tempo presenta.
Il bene (e il male) non hanno confini
Caro direttore, sono un vecio alpino (in gennaio compio 92 anni), facevo parte del 2° btg. misto genio della Tridentina. Nel giugno del 1990 facemmo un viaggio memorabile, organizzato dalla “Rondine” di Alba, con i capitani della Cuneense: Penzo, Soffiantino, Piero Toni e Mario Giardino di Ravenna, Vittorio Mistri di Ferrara e il ten. Marco Razzini di Milano.
Quel cappello al rovescio (parte 2)
Caro direttore, vorrei fare una precisazione riguardo la fotografia inviata da Daniele Finzetto (gruppo alpino di San Michele Extra, sezione di Verona) pubblicata sul mensile di ottobre “Quel cappello al rovescio”.








