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domenica, 31 Agosto 2025

Il documentario “Cieli rossi, Bassano in Guerra”

“Cieli rossi, Bassano in Guerra” è un documentario che narra la Grande Guerra, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da “Sole e Luna”. Un lavoro profondo ed accurato, frutto di due anni di ricerche e di studi, che offre una visione inedita sui quattro anni del Primo Conflitto Mondiale, anni che hanno cambiato per sempre il mondo. Un massacro raccapricciante di uomini e, caso particolarissimo nella storia, un conflitto che ha tramutato e stravolto radicalmente lo stesso territorio.

Un francobollo per l’Adunata

Premetto che da molti anni, come diversi alpini, collezionisti e non, seguo la filatelia postale. Ho avuto, qualche tempo fa, un contatto a titolo...

Un’eredità da custodire

class="testonotizia">Brescia ha celebrato ancora una volta magnificamente, a livello nazionale, l’anniversario della battaglia di Nikolajewka: sabato 23 gennaio, la Sezione di Brescia, presieduta da...

Penna… di plastica!

Nella ricorrenza del 4 Novembre, ho sfilato con a fianco Camilla Faustini, una bella ragazza del mio paese che sta facendo il servizio militare negli alpini. A dire il vero, mi sono quasi emozionato pensando che, ai miei tempi, le alpine ce le sognavamo! A cerimonia conclusa, le ho chiesto se mi faceva tenere tra le mani il suo cappello, che mi avrebbe ricordato il tempo in cui ero un “bocia”. 

Storia antica, vestito nuovo

"Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini! Solo, ai piedini provati dal rovo porti la pelle de’ tuoi piedini…" Alzi la mano chi, avendo la mia anagrafe, non ha imparato a scuola questi versi del Pascoli. Parole, per noi datate, con le quali si raccontava la fatica delle famiglie del tempo. Persino le uova del pollaio potevano servire per comprare un abito nuovo. Ma questo non era garantito anche per le scarpe se poi, a marzo, le galline andavano in cova diventando chiocce. Versi che ci arrivano con tutta la loro carica di sofferta ingenuità e senza rimandi alla realtà dentro la quale siamo immersi.

I nostri Caduti

Egregio direttore, le scrivo non certo per fare politica, ma una scelta del nostro governo mi ha lasciato perplesso e vorrei sentire il suo parere. Nei recenti fatti parigini una ricercatrice italiana è rimasta vittima di un fanatismo irrazionale e crudele ed a lei sono stati tributati i funerali di Stato.

Nikolajewka: scuola di bontà

Fu una decisione coraggiosa e vincente: nel 1982 gli alpini bresciani pensarono, per il 40º della battaglia di Nikolajewka, ad un monumento che andasse al di là del simbolo. Scelsero un “monumento vivente”, che tramandasse concretamente, giorno per giorno, i valori della nostra Associazione, in ossequio all’idea di “onorare i morti aiutando i vivi”. Nacque così la Scuola Nikolajewka: l’edificio, imponente, su tre piani, con due “torri” e servizi annessi, fu costruito dalle penne nere in soli sei mesi, nel quartiere di Mompiano, a nord della città di Brescia, in un’area pedecollinare. 

Sora, tra realtà e punti di vista

Caro direttore, è da tanto tempo che volevo dire la mia su determinati argomenti ma avevo sempre lasciato perdere, ora è venuto il momento (almeno per me) di chiarire lo scopo della nostra rivista. Prendo spunto da alcuni articoli degli ultimi mesi che non mi sono piaciuti per niente. 

Là dove tramonta il sole

Sembra un foglio scuro e stropicciato il mare questa mattina, colpa del vento di libeccio che soffia severo da sud ovest. Compare all’improvviso, dopo una galleria, lungo l’autostrada del Turchino. Percorro qualche chilometro ancora e arrivo a Savona, poi a Carcare. L’illusione salmastra svanita. Nel parcheggio della piazza principale mi aspetta Luigi Bertino, profondo conoscitore della gente e delle tradizioni scritte lungo il crinale tra Piemonte e Liguria. Da tempo mi aveva promesso qualche ora che difficilmente avrei dimenticato. 

Un'eredità da custodire

Brescia ha celebrato ancora una volta magnificamente, a livello nazionale, l’anniversario della battaglia di Nikolajewka: sabato 23 gennaio, la Sezione di Brescia, presieduta da Gian Battista Turrini, ha infatti ricordato la 73esima ricorrenza dell’evento bellico, seguendo lo schema “ordinario” (quello solenne si tiene ogni lustro). Al mattino, incontri tra alcuni reduci di Russia e gli studenti di terza media di due scuole cittadine (la “Giovanni Pascoli” e la “Divisione Tridentina”): operazione non semplice, visti gli oltre 80 anni di differenza tra le generazioni. 

Povera “Mario Fiore”

Sono ormai passati quasi venti anni da quando la caserma “Mario Fiore”, sede stanziale del btg. Saluzzo è stata chiusa. Dal 15 settembre la caserma appartiene al comune di Borgo San Dalmazzo. L’agenzia del Demanio, direzione regionale Piemonte e Valle d’Aosta, l’ha definitivamente ceduta a titolo gratuito. La firma del sindaco Gian Paolo Beretta ne ha siglato la cessione.

Un Trentatré per dire: grazie Giuliana!

A seguito dell’ottimo articolo apparso il mese scorso, come vecchio collaboratore dei passati direttori Vita, Peduzzi e Di Dato ho avuto l’immenso piacere di conoscere ed apprezzare Giuliana Marra. Una donna straordinaria, trasparente, leale, dalle indiscusse capacità relazionali e integrità morale. Una persona che ha sempre dimostrato grande attaccamento all’Associazione e al proprio lavoro come non mai.

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