Un’eredità da custodire

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    class=”testonotizia”>Brescia ha celebrato ancora una volta magnificamente, a livello nazionale, l’anniversario della battaglia di Nikolajewka: sabato 23 gennaio, la Sezione di Brescia, presieduta da Gian Battista Turrini, ha infatti ricordato la 73esima ricorrenza dell’evento bellico, seguendo lo schema “ordinario” (quello solenne si tiene ogni lustro). Al mattino, incontri tra alcuni reduci di Russia e gli studenti di terza media di due scuole cittadine (la “Giovanni Pascoli” e la “Divisione Tridentina”): operazione non semplice, visti gli oltre 80 anni di differenza tra le generazioni. 

    Ma, grazie al lavoro di alcuni insegnanti e degli alpini della Commissione Cultura della Sezione, si è lasciato un piccolo ma profondo segno nel cuore di quei ragazzi (calati nell’atmosfera anche grazie alla fanfara Tridentina e al coro Alte Cime della Sezione di Brescia). Nel pomeriggio le celebrazioni ufficiali, prima davanti alla Scuola Nikolajewka, il “monumento vivente” costruito dagli alpini bresciani 33 anni fa, in cui ogni giorno, sono seguiti 120 disabili fisici gravissimi.

    Qui, presenti accanto alle autorità otto reduci e il col. Dmitri Stoljarov, addetto militare all’Ambasciata Russa a Roma, centinaia di penne nere hanno ascoltato la toccante testimonianza di Giuseppe Falco, classe 1921, in Russia col battaglione Dronero della Cuneense. A lui ha fatto eco il Presidente nazionale, Sebastiano Favero, che ha sottolineato l’importanza di testimoniare i nostri valori, anche con opere come l’asilo di Rossosch e il progettato Ponte dell’Amicizia nei luoghi che videro le sofferenze degli alpini. Il grazie alle penne nere “per il dovere compiuto senza odio e per il rispetto delle istituzioni” è venuto poi dal sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, in Piazza della Loggia: imponente la partecipazione, coi vessilli di 40 Sezioni e 160 gagliardetti dei Gruppi.

    Dietro a questi, mille alpini hanno raggiunto in sfilata la Cattedrale, dove il card. Giovanni Battista Re ha concelebrato coi cappellani militari la Messa per i Caduti. Chiusura tra allegria, canti e scambi di doni, nella cena organizzata alla Scuola Nikolajewka.

    Massimo Cortesi