28.6 C
Milano
mercoledì, 3 Giugno 2026

La strage di Vergarolla, per non dimenticare!

Ci sono morti che fanno rumore e morti che scompaiono tristemente nel silenzio. D’altra parte una legge non scritta vuole che la storia venga fatta dai vincitori e che si ricordino soltanto gli orrori perpetrati dai vinti. Sono stati necessari sessant’anni perché venisse istituita la Giornata del Ricordo e venissero riconosciuti gli orrori delle foibe, accuratamente nascosti fino ad allora in attesa che il tempo eliminasse gradualmente i testimoni e cancellasse ogni memoria; dobbiamo essere grati al pragmatismo dell’on. Violante che, di fronte alle richieste delle Associazioni degli esuli, che chiedevano che la storia delle foibe fosse inserita nei libri di scuola unitamente alla storia della resistenza, rispose “in effetti il muro di Berlino è caduto, non c’è più motivo di nascondere la verità”. 

Raccontare la storia

Sono la moglie di un alpino e ho letto con estrema soddisfazione il suo editoriale sulla storia. L’ho insegnata per 40 anni ma forse, come dice lei, tutto è nato da un padre che ogni sera mi raccontava la storia che viveva giorno per giorno; da Portella delle Ginestre all’invasione dell’Ungheria, dalla sua prigionia in Algeria (7 anni) alle prime elezioni repubblicane.

L'amaro in bocca

Il nostro giornale da tempo ha cambiato veste, è un piacere leggerlo, piacere che come ogni mese assaporo con gioia. Dato che lei ne è il direttore non può però esserle sfuggito anche quanto sia cambiato in un particolare che personalmente non condivido troppo, o se devo essere sincero proprio per niente. 

Il bocia del Val Cismon

Il 26 giugno 1916, il sergente novarese Carlo Balelli, fotografo nella vita civile e all’epoca aggregato alla “squadra telefotografica da montagna” della 4ª Armata, si trovava a forcella Magna (2.117 metri) sul massiccio di Cima d’Asta. Presso il villaggio di baracche che sotto la forcella ospitava il presidio composto da alpini, fanti e artiglieri, il graduato ebbe modo di immortalare un gruppo d’ufficiali, probabilmente del battaglione Valbrenta, 6º Alpini, intento ad ascoltare la lettura pubblica d’un comunicato del generale Cadorna. 

Alpini in musica

«Con le vostre note abbiamo battuto il passo nelle piazze e nelle vie d’Italia, facendo sentire il nostro orgoglio di alpini, abbiamo cantato la gioia di stare assieme. Avete scandito i momenti importanti della nostra vita in armi e in congedo e ci avete commosso riportandoci alle sofferenze dei nostri combattenti».

Cercare un compromesso

Sono stufo di leggere le lamentele e le proteste degli alpini per gli attentati alla nostra Preghiera da parte di sacerdoti e vescovi. Ne sono pieni i social network, e ogni tanto saltano fuori anche nelle lettere al direttore de L’Alpino.

Quelli della "Cazzuta"

Caro direttore, ti scrivo per parlare del btg. Tolmezzo e della 72ª compagnia. Annualmente i battaglioni Cividale, Gemona e altri si ritrovano, perché noi del Tolmezzo non ci ritroviamo? Spero che qualche Sezione si attivi per organizzare anche il nostro incontro.

VARESE – Fare memoria

La zona 5 della Sezione di Varese condivide alcuni progetti con l’Istituto Tecnico Industriale Statale Keynes di Gazzada, grazie soprattutto alla sensibilità di alcuni docenti e alla disponibilità della preside Fausta Zibetti, nipote di un alpino reduce della Grande Guerra.

L’esercito dei dispersi

Il tragico epilogo dei soldati dell’Armir riaffiora in Russia grazie ai ricercatori Alexey Ivakin e Andrey Ogoljuk dell’Associazione Pubblica Regionale Giovanile Ricognitori di Kirov “Dolg” che nel giugno scorso, in un campo nei pressi di Shikhovo (cittadina che sorge a pochi chilometri dal capoluogo Kirov), hanno rinvenuto una enorme fossa comune con i resti di soldati italiani, tedeschi, ungheresi e rumeni, combattenti sul fronte russo durante la Seconda Guerra Mondiale. 

La carità non ha bandiere

Il terremoto che si è verificato in Ecuador il 16 aprile scorso è stato particolarmente violento, con un bilancio di 654 vittime e oltre 5mila feriti. La Sezione di Aosta si è impegnata nel dare un aiuto ad una popolazione che ha subito pesantemente gli effetti del sisma, che dispone di mezzi e risorse economiche assolutamente inadeguate per risollevarsi e le cui condizioni di vita, già in precedenza difficili, sono ora divenute drammatiche. 

Profumo d'umanità

Vengo subito al dunque, non senza prima lasciare un piccolo cenno di apprezzamento per l’impronta che hai dato al nostro giornale. Che Dio ti benedica, stai facendo un lavoro stupendo, diffondi buon senso e pace attraverso uno strumento cui noi alpini siamo legatissimi: L’Alpino, appunto. Desidero qui ricordare un meraviglioso episodio di vita quotidiana.

Insieme si può fare

Una bella giornata di sole ha accolto più di trecento alpini per la festa solenne della Madonna del Don, durante la quale è stato donato l’olio da parte del Consiglio Direttivo Nazionale, rappresentato dal vice Presidente vicario Luigi Cailotto in sostituzione del Presidente Sebastiano Favero, a riposo per un malanno di stagione. Il 2016 segna il cinquantesimo della presenza della sacra icona nella chiesa dei Cappuccini di Mestre che ha visto più di cinquanta Sezioni compiere l’atto simbolico della donazione dell’olio. 

NELL'ULTIMA SETTIMANA