Invito alla Coppa del Mondo di sci femminile di Cortina del 19 gennaio
In occasione delle gare di Coppa del Mondo di sci femminile che si disputeranno a Cortina il 19, 20 e 21 gennaio 2018, la Fondazione Cortina 2021 ha il piacere di invitare gli alpini iscritti ANA per far vivere l’emozione della gara regina dello sci femminile da protagonisti!
L’iniziativa prevede per la giornata di venerdì 19 gennaio la possibilità di usufruire delle navette gratuite per il trasporto da Gilardon al parterre d’arrivo (necessario arrivare in zona Gilardon con mezzi propri o mezzi pubblici); l’accesso gratuito al parterre d’arrivo per assistere alle gare (esteso a tutti gli accompagnatori); il pranzo offerto alla tenda Sestieri, comprensivo di panino con salsiccia + bicchiere di vino, agli alpini che indosseranno il cappello.
Un'altra opportunità per aiutare chi ha bisogno a Natale

Il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione della Comunità di Sant’Egidio da quando, nel 1982, un piccolo gruppo di persone fu accolto attorno alla tavola della festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Sono passati 35 anni da quel primo pranzo: da allora la tavola si è allargata di anno in anno e da Trastevere ha raggiunto tante parti del mondo, dovunque la Comunità è presente.
Un giorno alle Stelline
Il calendario indica il 19 novembre, quindi pieno autunno, ma la temperatura a Milano pur di primo mattino ci fa pensare ad un inizio di primavera. È in questo clima che i Presidenti di Sezione, come ogni anno, si sono ritrovati al Palazzo delle Stelline per il consueto incontro ormai parte integrante della vita associativa. Mancano solo tre Sezioni all’appello e in sala il pubblico è numeroso poiché ogni Presidente ha pensato bene di farsi accompagnare dai suoi più stretti collaboratori.
Volontari firmaioli
Ho letto sul numero di agosto-settembre la lettera di Luigi Di Meglio a proposito della naja obbligatoria. Siamo sicuri che con la naja volontaria non ci saranno più i fancazzisti e gli imboscati? Anche ai miei tempi c’erano i volontari che noi chiamavamo “firmaioli”.
Ricordi di giovinezza
Nell’editoriale di agosto-settembre “Il potente messaggio della montagna”, ho rivisto molto della mia giovinezza con i filò nella stalla della mia famiglia. Nel mio paese di La Valle Agordina, si può dire che ogni abitazione rurale avesse vicino la stalla con il fienile, qualche volta erano uniti. Nelle lunghe notti invernali, le nostre mamme e nonne, in attesa che le mucche gravide partorissero, filavano la lana, rammendavano vestiario e costruivano “scarpet” (calzature in pezza) per tutta la famiglia.
Eroe di corsa
Appena avuta la comunicazione gli alpini della Sezione di Vancouver hanno pensato ad uno scherzo: una penna nera bergamasca si era messa in testa di attraversare il Canada coast to coast, un’impresa mai tentata da alcun runner. Migliaia di chilometri in un ambiente ancora selvaggio, attraverso le Montagne Rocciose e immense foreste, percorrendo, tranne che per i tratti autostradali, la Trans-Canada Highway e, in subordine, la rete viaria di giurisdizione federale che unisce le dieci province del Paese.
La solidarietà del fare
Nel cuore martoriato di Campotosto l’Ana ha voluto realizzare una struttura polivalente antisismica per offrire alla popolazione un punto di aggregazione sicuro in seguito ai gravi eventi sismici del 18 gennaio, che hanno drammaticamente sottratto al paese edifici pubblici, abitazioni private e attività commerciali.
Il 3 agosto 2017 sono iniziati i lavori per la costruzione di questa “Casa della comunità” di Campotosto, donata al Comune dall’Associazione Nazionale Alpini come struttura definitiva e antisismica progettata sulla base di tre esigenze cardine: sicurezza, funzionalità e armonia con il territorio.
Questione di teste
Leggo con assiduità le lettere al direttore e vi trovo sempre spunti di riflessione molto interessanti. Ho letto con molto interesse la discussione sul diritto a portare il cappello alpino. Sembrerebbe che portare questo sia un onore, mentre il berretto che gli organi centrali hanno stabilito per amici ed aggregati sia meno onorevole. Ma non è così.
Scambi epistolari
Sono la moglie di un alpino che purtroppo è “andato avanti”, come dite voi, e io non riesco a farmene una ragione. Siamo stati assieme ben più di 47 anni e finché ha potuto ha sempre partecipato a tutte le Adunate, a tutti gli incontri che il suo Gruppo organizzava con infinita gioia, e io quando potevo lo seguivo.
L’arma della pace
Mai come in questi ultimi tempi si ha l’opportunità, tramite i mezzi d’informazione e divulgazione, di approfondire in maniera esauriente, più veritiera e costruttiva, la storia dei due conflitti mondiali. Costruttiva e riflessiva la grande morale che se ne ricava: che alla fine di tali carneficine militari e civili non ci sono né vinti né vincitori, ma solo perdenti.
Le sorprese della vita
Settantatré anni dopo, Mario e Isidoro si sono ritrovati. Stavolta in tempo di pace, nella serenità della famiglia invece che tra le bombe. I due reduci Mario Capovilla, 95 anni, di Capriana in Val di Fiemme, e Isidoro Carlotto, 98 anni, di Egna, si sono riconosciuti e incontrati la scorsa estate, grazie a un articolo del Doss Trent, periodico di Sezione, in cui il Gruppo di Capriana faceva gli auguri di compleanno al suo alpino più anziano. Nel breve pezzo pubblicato sulla rivista c’era un accenno al periodo bellico in cui Mario Capovilla venne richiamato per prestare servizio di supporto alla contraerea al Pont dei Vodi di Lavis.
La forza di Bashkim
Ho letto con piacere l’editoriale del numero di ottobre, ho conosciuto Bashkim in Italia e poi, quando è ritornato in Albania, ha organizzato un viaggio in cui ho avuto la possibilità di conoscere un paese misconosciuto, descrivendolo con tanto amore e passione che me lo ha fatto apprezzare.


