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sabato, 20 Giugno 2026

1918: LA FINE DELLA GRANDE GUERRA Altipiani Grappa Piave Vittorio Veneto

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Un’accurata rivisitazione delle vicende militari tra Caporetto e la battaglia di Vittorio Veneto, con ampliamento sulle vicende militari dell’esercito italiano fino al 1920. Una buona lettura per i giovani.

SOLFERINO E SAN MARTINO I residuati raccontano le battaglie

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C’è un modo singolare per raccontare le battaglie: da quel che resta sul campo. È quanto ha fatto Massimo Borelli, che ha percorso con il metal detector i ridenti campi e vigneti a ridosso del Garda e recuperato quanto basta per descrivere le posizioni dei due schieramenti, l’austriaco e il franco piemontese, individuando le postazioni delle artiglierie, catalogando le varie lapidi dei più illustri Caduti sul campo, raccogliendo palle di cannone, pallettoni, pallottole, capsule di innesco, proiettili e schegge che di tanto in tanto affiorano anche dalla terra scossa dall’aratro o lavata dalla pioggia. Sembra quasi che gli stessi luoghi vogliano tramandarci la memoria di quelle sanguinosissime battaglie che indussero Napoleone III a prendere l’improvvisa decisione di fermare tutto, e chiedere l’armistizio all’imperatore Francesco Giuseppe.

I NEMICI DI ROMMEL

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I combattimenti sul Kolovrat il 24/25 ottobre 1917, nel racconto degli ufficiali italiani La ricostruzione della battaglia sul Kolovrat attraverso la testimonianza degli ufficiali italiani che combatterono contro le squadre d’assalto armate della nuova mitragliatrice leggera 08/15.

1918 GLI ITALIANI SUL FRONTE OCCIDENTALE Quaderni della Societ storica per la Guerra Bianca

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È abbastanza poco conosciuto l’intervento dei nostri soldati in Francia nel 1918. Eppure basterebbe visitare il cimitero di guerra di Soupir e quello ancora più vasto di Bligny, dove riposano oltre cinquemila militari italiani, per rendersi conto del pesante tributo pagato dal nostro esercito nella Marna, per contrastare – con successo – nel luglio del 1918 l’avanzata tedesca. Fu un massacro, che suggerì al fante Giuseppe Ungaretti nel bosco di Courton, la celebre poesia “Soldati” (“Si sta come/d’autunno/sugli alberi/le foglie”). Questo interessante volume nasce dal diario del tenente Giacomo Tortora, integrato con preziosi contributi dai quaderni della Società storica per la Guerra Bianca, cartine e foto perlopiù inedite. Il diario del tenente Tortora è essenziale ma basta a far capire cosa sia stata quell’estate dell’ultimo anno di guerra ed il perché, ancor oggi, in Francia siano tanto onorati i Caduti italiani che riposano nei due ordinatissimi cimiteri sui quali sventola la nostra bandiera.

MAI PARTITI

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L’autore racconta la sua esperienza di naja e si rivolge a tutti quei ragazzi che, dopo l’abolizione della leva obbligatoria, non potranno più vivere quelle emozioni.

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