Sch tzen e Kaisersch tzen

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    In tema Sch tzen la confusione continua e gli alpini devono ancora fare chiarezza. Come associazione d’Arma i nostri veri e soli interlocutori sono i Kaisersch tzen , con i quali da tempo ci si incontra al Tonale, Adamello, Ortigara, Levico, Carzano, Lavarone, Passo Vezzena e in molti altri casi di collaborazione e concordia costruttiva. Se gli Sch tzen (inquadrati in compagnie che oggi vestono le divise antiche, n.d.r.), vogliono ricordare la loro storia, nulla da obiettare, ma non sono ora né sono stati in passato esercito vero e proprio. Vestono in modo paramilitare folkloristico e facendo apertamente professione politica dimostrano un comportamento di opposizione a ciò che è italiano. Noi non ci identifichiamo con nessun partito politico e la nostra bandiera è solo quella tricolore.

    Guido Vettorazzo Sezione di Trento

    Il giornale L’Adige del 14 luglio, la data è puramente casuale, riferisce di un pantirolesismo in espansione in alcune valli del Trentino. È un nostro vezzo italico confondere una bella sfilata di cappelli piumati e salve di parata con la storia. Ma può diventare pericoloso per qualche anima candida. Leggiamo infatti sul citato quotidiano di un atteggiamento irriverente o di fastidio nei confronti del Tricolore da parte di qualche esaltato . E che gli Sch tzen, per la loro sfilata di Moena hanno chiesto agli alpini di togliere la bandiera italiana dal monumento ai Caduti, perché non farebbe parte della storia trentina . Ce n’è abbastanza per ricordare che l’italianità di quelle terre è fuori discussione e se oggi sono un giardino lo si deve all’antica passione per l’agricoltura, alle fatiche delle famiglie, alla buona amministrazione pubblica ma anche alla generosa benevolenza dei governi italiani. Gli ordini militareschi nella lingua di Goethe, con inflessioni venete o ladine, fanno solo tristezza.

    Pubblicato sul numero di settembre 2009 de L’Alpino.