FELTRE – “La penna alpina per la nostra montagna”
Il premio “La penna alpina per la nostra montagna”, giunto alla seconda edizione, è stato istituito dalla sezione di Feltre con lo scopo di far risaltare l’operato di quanti svolgono azioni a favore della popolazione e del territorio della provincia di Belluno. Nel corso della cerimonia sono anche state consegnate le targhe “Generale Giangi Bonzo”, per azioni di alto valore militare e civile compiute da alpini in servizio al 7° Reggimento. Quest’ultimo riconoscimento è stato conferito alla memoria dei cinque militari Caduti lo scorso anno in Afghanistan nell’ambito della missione di pace ISAF.
L'appello di Gilberto
Sono responsabile del gruppo alpini di Cernusco sul Naviglio. Ho sperato che la lettera appello di Gilberto Frattini (L’Alpino, ottobre 2011, pag. 5) rimanesse a livello sezionale ed invece mi ritrovo a dover affrontare di nuovo il problema a livello nazionale. Mi limiterò ad esporre solo i fatti. Scrive Frattini: “Purtroppo anni fa ho subito un grave infortunio sul lavoro”. Ad esclusione degli alpini, tanti purtroppo lo illusero che tutto si sarebbe risolto. Nei lunghi mesi di degenza, non solo ospedaliera, alcuni alpini del gruppo ebbero con lui contatti giornalieri nonostante la posizione logistica della sua abitazione non favorevole. In seguito gli alpini, non solo del mio gruppo, lo portarono alle Adunate e nell’ultima alla quale partecipò non lo si poté lasciare un solo istante. Occorreva la presenza di persona qualificata, anche per le recenti normative in vigore. Chiedo scusa se i miei alpini e tutti quelli che hanno collaborato con noi non hanno potuto fare di più.
Stefano Coronelli - Cernusco S/N (MI)
Rispettiamo i luoghi sacri
Scrivo per una cosa che da un po’ mi sta… sul gozzo, non propriamente bella. Partecipo da anni a vari nostri raduni e mi pare di notare sempre più di frequente la partecipazione di persone, cappello ben piantato in testa, che si comportano come fossero ad una fiera paesana, sia durante le cerimonie, sia trattando senza rispetto i nostri stessi simboli e monumenti. Il 10 luglio scorso, forse complice il bel tempo che ha notevolmente aumentato il numero di veri e propri “gitanti”, ho visto con rammarico la base della Colonna Mozza (Ortigara) e poi quella della Madonna a Cima Lozze utilizzate come tavole da pic-nic. Forse ci sono tra noi persone che non sanno cosa significano quei Segni che grondano sangue.
Carlo Fontana - Rezzoaglio (GE)
BASSANO – Nel ricordo dei martiri del 1944
Il rastrellamento nazi-fascista sul Grappa del settembre 1944 ha segnato una delle pagine più tragiche della storia italiana perché ha visto figli della stessa Patria gli uni contro gli altri in una spietata guerra fratricida. Si concluse con più di 500 Caduti e 400 deportati. Culminò il 26 settembre 1944 con 31 impiccagioni, compiute da fascisti italiani con allucinante modalità a Bassano, agli ordini del vicebrigadiere delle SS Karl Franz Tausch, un criminale sfuggito alla giustizia che ha vissuto, impunito, in Assia.
Ricerca di testimonianze storiche sull’affondamento del “Galilea”
In occasione del 70° anniversario dell’affondamento del piroscafo “Galilea”, avvenuto nel mar Egeo la notte tra il 28 e il 29 marzo 1942, il gruppo di Muris di Ragogna (Udine) sta curando la pubblicazione di una memoria storica per la quale chiede la collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni. Il “Galilea” riportava in patria 875 alpini (di cui 650 del btg. “Gemona”) una quarantina di bersaglieri, altrettanti carabinieri, oltre a marinai imbarcati a vario titolo (una ventina), artiglieri, autieri e militari di varie armi che si recavano in licenza, per un totale di circa 1.275 uomini, compresi 75 marinai civili militarizzati. Sulla nave si trovavano anche alcuni prigionieri greci. Dal disastro si salvarono circa 280 uomini, tra cui 15 ufficiali delle varie Armi (9 erano alpini) e 19 sottufficiali (3 alpini) mentre i corpi recuperati, secondo stime rimaste provvisorie, furono circa duecento.
PARMA – Pontremoli: il raduno dei gruppi della Lunigiana
Si è tenuto a Pontremoli il 17° raduno alpini della Lunigiana, organizzato dai gruppi di Pontremoli e Zeri della sezione di Parma e dai gruppi di Bagnone, Villafranca in Lunigiana e Tresana della sezione di La Spezia. Si comincia il venerdì con l’esibizione dei cori alpini Monte Orsaro di Parma e Monte Sillara di Bagnone presso il Teatro “La Rosa” di Pontremoli, gremito in ogni ordine di posti, alla presenza del sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini e del consigliere sezionale Renato Atti.
CANADA – A Welland il ricordo dei Caduti
Il 6 novembre gli alpini del gruppo di Welland, sezione di Hamilton (Canada), guidato da Doro Di Donato, dopo la Messa celebrata in onore dei Caduti di tutte le guerre, hanno deposto una corona al monumento che sorge davanti a “Casa Dante” (ritrovo degli italiani). La corona è stata portata dal vice capogruppo Gabriele Labricciosa e dal giovane Carlo Capostagno (che vediamo nella foto con divisa da cadetto), nipote dell’alpino Alfonso Bianchi deceduto da qualche anno. Dopo gli onori ai Caduti gli alpini, con un centinaio di amici, hanno partecipato ad un rinfresco preparato dalle signore.
LUINO – Una croce per ricordare
“Un Segno per ricordare”. È questa l’introduzione alla targa posta sul basamento della croce eretta dagli alpini sul Monte Cadrigna, in Comune di Veddasca sopra Passo Forcora che fu sede, nel 1999, di una tappa di Camminaitalia. In cima al Cadrigna, balcone dominante il Verbano, a 1.300 metri di quota sopra Maccagno, c’è un pianoro chiamato “Pian de la Cros”. I resti di un basamento ricordavano che ai tempi una croce proteggeva quel luogo. L’alpino Gianmario Piazza, nativo dell’alta valle, pensò un giorno che sarebbe stato bello posarne una nuova e lo propose. Raccolta fondi, autorizzazioni, lavoro dei soliti noti, ora la croce è su, a ricordare e onorare, nel 150° dell’Italia unita, tutti i Caduti, in particolare i dispersi, gli infoibati e chi è sepolto senza il segno della sua fede cristiana.
Raduno dei volontari di Rossosch il 22 aprile a Fiume Veneto
Nel 1992 gli alpini diedero vita ad un grande progetto di solidarietà a Rossosch con l’Operazione sorriso che in poco più di un anno si concluse con la costruzione dell’asilo per i bambini russi. Al progetto lavorarono con entusiasmo circa 700 penne nere.
Gli alpini nella storia d’Italia (12ª puntata)
Da due battaglioni a cinque brigate
Concluso il conflitto mondiale, l’Italia è un paese a “sovranità limitata”: il regime armistiziale e la presenza del governo militare alleato, unitamente alle difficoltà economiche dovute a cinque anni di conflitto e di bombardamenti, impediscono di affrontare la ricostruzione con la rapidità che molti vorrebbero. Entro questa cornice storica (che troverà sollievo solo con l’ingresso nell’Alleanza Atlantica del 1949), anche la rifondazione delle Truppe alpine subisce rallentamenti: dagli iniziali due battaglioni (“Piemonte” e “L’Aquila”) che avevano partecipato alla guerra di Liberazione, alla formazione delle cinque brigate che hanno costituito l’organico del Corpo sino agli anni Novanta (“Julia”, “Tridentina”, “Taurinense”, “Orobica”, “Cadore”), trascorrono otto anni.
Per Luca commozione e orgoglio
È stata una serata particolare quella che abbiamo vissuto giovedì 22 dicembre nel salone d’onore di Palazzo Cusani, sede del Circolo Ufficiali di Milano. Doveva essere la presentazione del bel libro-diario di Luca Barisonzi, La Patria chiamò, curato da Paola Chiesa, uscito per i tipi della Mursia ed invece si è trasformata in un abbraccio della città ai nostri soldati impegnati in Afghanistan. Oltre al giovane alpino Luca, gravemente ferito a Bala Murghab il 18 gennaio 2011, accompagnato dai famigliari, c’erano anche la moglie e i genitori di Luca Sanna caduto nella stessa circostanza.
VICENZA – A Camisano l’Adunata sezionale
Per la seconda volta in meno di dieci anni Camisano Vicentino ha spalancato le braccia alle penne nere. E, ancora una volta, gli alpini sono stati accolti con tanti tricolori che dalle finestre li hanno accompagnati per tutta la sfilata. Per fortuna la pioggia caduta così fitta da impedire la visibilità è cessata un quarto d’ora prima della partenza del corteo; e la tregua ha retto per tutto lo sfilamento. Il vessillo sezionale scortato dai vertici associativi ha attraversato le strade di Camisano: via Roma, piazza Umberto I, via Marconi, via II Risorgimento, via Pertini; così, anche idealmente, le penne nere hanno ripercorso il 150° d’unità d’Italia.
