ROCCAFORTE AFGHANISTAN
"Roccaforte Afghanistan" è un military thriller a metà fra Tom Clancy e Andy McNab, con un’unica grande differenza: protagonisti assoluti sono l’Esercito Italiano e in particolare gli alpini.
Alain D. Altieri, maestro italiano dell’action-thriller, parlando dell’autore nella prefazione afferma: “Pavan Bernacchi si conferma un solidissimo narratore di intrighi bellici. Da non dimenticare il suo esplosivo, a tutt’oggi profetico, ‘Non uccidete Bin Laden’”.
II Convegno Nazionale COORDINATORI GIOVANI – L’Aquila 29-30 marzo 2014.
I prossimi 29 e 30 marzo 2014 la Commissione Nazionale Giovani, insieme ai Coordinatori Giovani dei 4 Raggruppamenti, ha deliberato di convocare i Coordinatori Giovani nella Città de L’Aquila, in collaborazione con il costituendo Comitato Organizzatore dell’ Adunata Nazionale e il 9 Reggimento Alpini, presso il quale avrà luogo il convegno dal titolo :" L’ESPERIENZA DEGLI ALPINI NELLE MISSIONI ALL’ESTERO E I SUOI RIFLESSI SUL FUTURO DELL’A.N.A. L’IMPEGNO ASSOCIATIVO OGGI E DOMANI DEI GIOVANI DELL’A.N.A:".
Aiutiamo il ponte degli Alpini
Parola d’ordine: “Aiutiamo il Ponte di Bassano”. L’appello lanciato nelle settimane scorse sulle difficili condizioni di salute del monumento simbolo della città ha visto una grande mobilitazione, a partire dalla Sezione ANA di Bassano del Grappa che ha aperto un conto corrente per la raccolta dei fondi. L’amministrazione comunale ha previsto nel bilancio di quest’anno un intervento di manutenzione straordinaria per complessivi 500mila euro, che risultano però insufficienti per un completo risanamento della delicata struttura, costruita completamente in legno.
Grazie alla naja
Giugno, luglio, agosto 1950: campo estivo fra i picchi di Sennes, di Fanes, del Bechei e del Varella, poi nell’Ampezzano e nel Cadore. Al comando di battaglione, dove opero, viene aggregata una postazione del Genio Alpino composta da un sottufficiale e due alpini con relativa radio-ricetrasmittente.
Quei manifesti senza logo
Chi ti scrive è l’anziano presidente della sezione di Francia dell’ANA, posto che ho occupato da ben 26 anni. Sono in pensione, e ritorno in Italia con vero piacere abbastanza sovente per vedere mia mamma che è ormai alla soglia dei 94 anni in provincia di Treviso, e più precisamente a Nervesa della Battaglia.
Conviviamo pacificamente
Alpino dal 1964, naja in Piemonte, residente da sempre in Lombardia ma frequentatore assiduo dall’inizio degli anni ’70 del Trentino (Valli Judicarie), con qualche puntata in Alto Adige, rare per diversi anni per l’ambiente ostile riscontrato e più frequenti ora in una situazione un po’ (mai troppo) ammorbidita (naturalmente è un’opinione personale).
Emma e l’alpino perduto
È Renato Crivich il capogruppo degli alpini di Pallanza. Lui ci condurrà da Emma, come promesso. Puntuale all’appuntamento, in piedi nel piazzale poco distante dall’imbarcadero. Il lago alle sue spalle dorme sotto un cielo di nuvole che celano un velo d’azzurro tenue. All’orizzonte montagne coperte di neve, troppo lontane per destare desideri. “Bene, allora andiamo?”. Attraversiamo la strada che cinge tutto il lago e passa due regioni. Le vie sono strette, le case vecchie ma ben tenute. Poco prima del campanile, prolungamento d’una torre che ora non è più, sulla destra, sale una via, tra un muro e una casa di ringhiera. Un portoncino conduce a scale ripide, inseguite da un corrimano in ferro battuto, prodotto da mani abili, ormai dimenticate. Roba d’altri tempi, si dirà. Primo, secondo, terzo piano.
Riscoprirsi alpini
Lo spunto per scriverle mi è venuto dalla lettura dell’articolo “capitano quaquaraqua” de L’Alpino di novembre firmato da Gianluigi Amici e in proposito avrei anch’io qualcosa da aggiungere a riguardo.
Il “Brigante” del Cavento
Primavera inoltrata, chi lo direbbe?! Il termometro resta sotto lo zero, la notte poi precipita vertiginosamente giù. E quando soffia il vento, nelle baracche si balla: l’aria gelida entra sinuosa in ogni pertugio delle giubbe, sotto alle maglie di lana. Danza in vortici come volesse giocare. Ci siamo abituati ormai e riusciamo persino ad addormentarci sfiancati dai lavori fatti durante il giorno. Il freddo intenso inghiotte ogni cosa e l’ultimo muro della nuova trincea lo abbiamo costruito con mattoni di ghiaccio.
In breve – marzo 2014
Notizie in breve.
Quegli alpini che ci salvarono la vita
Ai primi di marzo del 1984, in viaggio di nozze, scendevamo in macchina sulla strada che porta da Dobbiaco a Bressanone quando ad una curva, per il ghiaccio, persi il controllo della macchina finendo in pericoloso bilico su una scarpata.
In visita al Ministro
Lo scorso 29 gennaio il presidente nazionale Sebastiano Favero e il vice presidente vicario Adriano Crugnola, accompagnati dal Delegato ANA a Roma Federico di Marzo e dal presidente della sezione di Cividale Pierluigi Parpinel, hanno avuto un incontro con il ministro della Difesa Mario Mauro.

