Le vite senza valore
Ci sono alcuni fatti che mi hanno colpito in questi ultimi tempi. In Gran Bretagna stanno approntando una legge che obbliga a sospendere le medicine agli anziani che ne abbiano già beneficiato troppo negli ultimi anni e che si consideri abbiano raggiunto un’adeguata aspettativa di vita, ovvero, come recita la legge «quando l’anziano non rappresenta più un beneficio complessivo per la società». Tradotto: siamo alle vite di scarto, alle vite senza valore. In Belgio è entrata in vigore la legge sull’eutanasia applicata ai minori consenzienti, se affetti da malattia grave e irreversibile. Hanno chiesto ad uno psichiatra quale libertà di decisione possa avere un bambino di cinque anni. Lapidaria la risposta: un bambino gravemente malato può avere la maturità di un adulto. Anche qui, come sopra, la logica è identica.
I superstiti del Monte Marrone
Il segretario nazionale dell’ANA gen. Silverio Vecchio mi ha informato che il 70° di Monte Marrone figurerà tra le manifestazioni ufficiali 2014. Alla Messa di Natale in Duomo, sul sagrato, alle spalle del presidente sezionale Boffi, eravamo in tre ufficiali del btg. “Piemonte”, praticamente i soli superstiti, o quasi, degli 800 alpini che hanno preso parte prima all’occupazione di sorpresa, senza colpo ferire, all’alba del 31 marzo 1944, di tutte le creste di Monte Marrone, poi alla difesa, all’alba del lunedì di Pasqua del 10 aprile 1944, dal furioso contrattacco dei Gebirgsjäger della Edelweiss.
Il raduno del “Gemona”
La sezione di Gemona e la neo costituita associazione “Mai Daur”, organizzano il 3° raduno del btg. Gemona.
16 rubli per “La nostra fede”
La nostra fede: 1914-1920. È questo il titolo di un giornaletto senza pretese, stampato nel campo di concentramento di Kirsanoff in Russia dove, nel 1916, in attesa d’imbarcarsi per l’Inghilterra e da là rientrare poi in Italia, vennero riuniti gran parte dei trentini e dei giuliani che avevano vestito la divisa austro-ungarica ed erano stati presi prigionieri dai russi dopo le battaglie in Galizia e sui Carpazi. Il giornale venne composto con i pochi mezzi a disposizione. Si raccolsero i 16 rubli che servirono a comprare miele, glicerina e colla di pesce ingredienti necessari al clichè della stampa.
Foibe: non dimentichiamoli!
Dieci anni fa il Parlamento italiano istituì il Giorno del Ricordo (legge 30 marzo 2004, n. 92) da celebrare il 10 febbraio di ogni anno per ricordare la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, per onorare quelle vittime e divulgare la conoscenza di problematiche ed eventi tenuti segreti troppo a lungo.
Gli evangelisti dei nostri ricordi
Caro direttore, oggi è stata una dura giornata di lavoro in campagna, siamo a gennaio, ed è ora di andare a dormire, ma mia moglie mi dice che nella cassetta della posta c’è L’Alpino e allora, anche se la stanchezza prende il sopravvento, decido comunque di leggere alcune pagine del nostro giornale per rilassarmi. Rimango folgorato dalla bellezza della foto di copertina e poi leggo l’articolo “Abbracciarsi ancora” di Mariolina Cattaneo.
Il capitano Bosonetto
L’opportunità di riscriverti e di inondare di carta la tua scrivania me la offre la lettera del “pais” Luciano Mantero pubblicata su L’Alpino di gennaio dove ricorda con commozione l’allora suo capitano Bosonetto. Tu l’hai titolata “Un Uomo maiuscolo” e giustamente commentata.
Quadrivio insanguinato
Quindicimila alpini hanno partecipato a Isola del Gran Sasso (Teramo) alla commemorazione di Selenyj Jar, la battaglia “del quadrivio insanguinato” di fine dicembre 1943, dove gli alpini abruzzesi si immolarono per difendere le posizioni conquistate. La ventiduesima edizione della commemorazione è iniziata con l’alzabandiera, nella mattinata di sabato 15 febbraio, seguita dalla Messa, celebrata presso la chiesa madre in ricordo dei Caduti di tutte le guerre. Momento toccante della cerimonia è stata la consegna della piastrina di riconoscimento del carabiniere Giuseppe Grotta di Isola del Gran Sasso, disperso durante la Campagna di Russia.
Dramma, gloria e ricordo
Ricordare chi ha combattuto. Ricordare il passato per costruire il futuro. Ricordare che 62mila penne nere partirono per la terribile Campagna di Russia e che soltanto 19mila fecero ritorno alle loro case e alle loro famiglie, queste le parole chiave per leggere il significato della cerimonia del 71° anniversario della battaglia di Nikolajewka, organizzata dalla sezione di Colico “Alto Lario”. Una commemorazione che a Colico, in una cornice di montagne innevate, ha visto una grande partecipazione di penne nere. Le celebrazioni hanno avuto un prezioso prologo sabato sera, nel Teatro De André di Mandello del Lario: alla presenza del sindaco Riccardo Mariani si è esibita la fanfara della brigata Alpina Julia, diretta dal maresciallo capo Lorenzo Sebastianutto, con un repertorio di musica classica e militare.
C'era anche la Julia
Egregio direttore leggo sempre con molto interesse i vostri articoli e le storie che riguardano gli alpini in armi e non. Come ogni anno acquisto il calendario degli alpini che poi conservo assieme ai miei ricordi di quando ho svolto il servizio di leva. Nel lontano 1993/94 ho partecipato orgogliosamente da volontario alla missione “Albatros” in Mozambico di cui cade in questo periodo la ricorrenza del ventennale.
Ricordare le foibe
È stata celebrata, molto in sordina, la giornata in ricordo delle foibe: nel maggio del 1945 l’Italia festeggiava con gli angloamericani la fine della guerra, ma a Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara la liberazione era ben lontana.
Celebrata la verità
La prima domenica di febbraio, promosso dall’Associazione partigiani Osoppo Friuli, si è rinnovato a Faedis l’incontro per ricordare l’eccidio di Porzùs. Il 7 febbraio 1945 un centinaio di partigiani della brigata “Garibaldi”, legati al Partito Comunista e inseriti nell’esercito di liberazione della Jugoslavia, raggiunsero le malghe di Porzùs, dove si trovava il comando della brigata partigiana Osoppo, collegata agli altri partiti del Comitato di Liberazione Nazionale.
