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lunedì, 22 Giugno 2026

Bravi!

Gentilissimo ‘smalpino’ don Bruno, mi complimento con te e tutta la redazione de L’Alpino per la nuova veste grafica del nostro mensile. Condivido appieno il nuovo taglio editoriale dando più spazio alle rubriche “Lettere al direttore” ed agli “Incontri”.

Ricordo di Andreotti

Avvicinandosi l’Adunata nazionale desidero inviarti una fotocopia di una lettera che ho ricevuto da Giulio Andreotti scomparso l’anno scorso pochi giorni prima dell’Adunata. Nel 1962 ho assistito a Bergamo alla sfilata da cittadino in quanto non avevo ancora svolto il servizio militare ed erano presenti Fanfani e Andreotti.

Sono uno di voi

Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di avere tra le mani L’Alpino del mese di luglio che con molta soddisfazione ho letto e riletto, come del resto mi capita spesso ogni qualvolta l’amico di turno, il figlio o il mio consuocero mi prestano il giornale. Premetto subito che ho sempre nutrito simpatia e rispetto per l’ANA, per tutti gli alpini, per il suo operato, per la montagna che tuttora pratico lungo i suoi storici sentieri, sebbene ultra-settantenne.

Il valore della vita

Ho letto con grande interesse e preoccupazione il tuo editoriale di marzo. Non ero al corrente dei nuovi orientamenti legislativi di Gran Bretagna e Belgio circa la vita umana e la tua domanda circa il valore che la persona ha ancora nella cultura contemporanea richiede da parte di tutti una profonda riflessione ed una decisa presa di posizione.

Il meccanico di Dio

Neppure lui avrebbe mai immaginato che quel cappello alpino, un giorno, avrebbe dovuto lasciare posto ad una più ieratica mitra. Per capirsi, il cappello dei vescovi, quello a due punte rivolte in alto, simbolo dell’Antico e Nuovo Testamento. Eppure, dal 24 maggio prossimo, giorno della sua consacrazione, l’alpino Damiano Guzzetti sarà il nuovo vescovo di Moroto in Karamoja, Uganda. Una storia, la sua, iniziata a Turate (Varese) dove nasce nel 1957, terzo di quattro figli. Spirito pratico e con grande predisposizione tecnica.

I nostri amici alpini

Una cerimonia emozionante e partecipata, quella che si è svolta sabato 8 marzo in occasione dell’intitolazione della scuola dell’infanzia di Casumaro (Ferrara) a monsignor Enelio Franzoni. Schierata per l’occasione con i suoi dirigenti nazionali e i rappresentanti da tutta Italia, l’Associazione Nazionale Alpini che ha realizzato e donato, a seguito degli eventi sismici del maggio 2012, la nuova scuola che brilla nel Comune di Cento per l’eccellenza della struttura e della didattica.

L'intellingenza è figlia del realismo

Caro Ezio Cescotti, anch’io, nipote di Kaiserjaeger, e me ne vanto, non condivido per nulla quanto hai scritto circa l'intitolazione di una via di Pelugo ai fedeli soldati dell'Imperatore austriaco. E sono tanto orgoglioso di mio nonno che sul cappello alpino, vicino ai distintivi dei miei reparti, ho anche quello con l’aquila e stella alpina che portava sul berretto, proprio per ricordare lui e quei diecimila trentini che militarono sotto le insegne dell’Austria.

Le radici della musica

Non è una musica che ti scivola addosso. Le canzoni di Massimo Bubola sono vere e proprie poesie sonore che toccano le corde della mente e del cuore. Canta la società e la fotografa sulla pellicola della musica in tutta la sua durezza, esaltandone quasi malinconicamente le bellezze e le contraddizioni. È attratto dagli opposti, luci e ombre dell’animo, esplorati partendo dall’individuo percepito nella dimensione più umana, privata, legata alla terra e alle origini. E proprio dalla terra e dalle origini nasce l’idea di Quel lungo treno, l’album folk-rock edito nel 2005, dedicato alla prima guerra mondiale a cui oggi si aggiunge un secondo disco in uscita il 23 aprile, intitolato Il testamento del capitano, che conterrà cinque inediti e altre sette canzoni riarrangiate, con due brani cantati dal Coro ANA di Milano diretto dal maestro Massimo Marchesotti.

La grande cavalcata

L’alpinista e cartografo Julius Payer era uno dei soldati più felici dell’esercito austriaco, in quel giorno del 1865 quando Franz Kuhn von Kuhnenfeld, il vecchio generale avversario di Garibaldi allora diventato ministro della guerra, gli aveva consegnato l’incarico di disegnare la carta geografica di tutto il Gruppo Ortles-Cevedale per conto dell’Imperial Regio Istituto Geografico Militare. «È fatta!» si era detto il giovane tenente boemo appena appresa la notizia. Nei suoi anni futuri c’era ora un mondo quasi totalmente inesplorato: labirinti glaciali, cime inviolate, valli in parte mai percorse, morene, e angoli sconosciuti. Molte importanti lacune cartografiche dovevano essere fugate, e nelle zone sconosciute – dove gli antichi latini avrebbero liquidato i misteri geografici con la convenzionale scritta “hic sunt leones” – lui stesso avrebbe dovuto avventurarsi e con pazienza assegnare nuovi toponimi.

I dominatori dello Scalino

Quel ramo della Valmalenco solcato dal Lanterna, dove è adagiata Lanzada, è dominato dal Pizzo Scalino, 3.323 metri, sui cui fianchi 198 atleti dello scialpinismo si sono contesi il titolo tricolore ANA. La 37ª edizione del campionato nazionale è stata curata in ogni dettaglio dalla sezione di Sondrio e dai Gruppi della Valmalenco, in collaborazione con le amministrazioni, le associazioni sportive, gli esercenti e le attività locali.

A Paolo Rumiz il “Premio giornalista dell’anno”

Il giornalista Paolo Rumiz, già inviato speciale de Il Piccolo di Trieste ed editorialista di La Repubblica, è il vincitore del “Premio giornalista dell’anno” per l’edizione 2013. Lo ha deciso la commissione del premio, presieduta dal consigliere nazionale Renato Cisilin, nella riunione del 26 febbraio scorso. Rumiz ha seguito per anni gli eventi dell’area balcanica-danubiana e nel 2002 è stato corrispondente di guerra in Afghanistan. Scrittore affermato, con stile elegante e piacevole, racconta pagine segrete di storia e di viaggi vissuti in prima persona.

Viaggio in Eritrea con gli alpini di Bresso

Gli alpini di Bresso organizzano un viaggio della memoria in Eritrea dal 16 al 27 settembre 2014.

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