La prigionia di don Franzoni
Ringrazio la redazione del giornale per avermi fatto pervenire la lettera di Pio Penzo di Modena: nel 1990, fece il viaggio in Russia con noi suo papà, il capitano Alberto Penzo. Pio Penzo nomina un fatto su don Enelio Franzoni, cappellano militare in Russia, sul quale avete fatto un articolo sul giornale dello scorso mese di marzo. Avete fatto un errore.
Esempio perpetuo
Le toccanti parole del Signore delle cime, intonate dagli alpini alla Colonna Mozza, si spandono per le trincee, i camminamenti e lo splendido vallone dell’Agnellizza, luoghi che un secolo fa odoravano di morte e in cui dominava il cupo suono del “ta pum”. Alpini, bersaglieri, fanti, in migliaia, ragazzi di nemmeno vent’anni affrontavano i loro coetanei, un po’ più biondi, gli occhi un po’ più azzurri, ma con le stesse speranze e aspettative. Uguali nell’onore e nella dignità con i quali hanno affrontato l’estremo sacrificio.
Papà Perrucchetti
Quando posso seguo il coro Montenero della mia Sezione, e nell’ultima trasferta fatta a Romano di Lombardia ho conosciuto una ragazza che si è laureata in filosofia, discutendo la sua tesi sul generale Perrucchetti. Il giorno successivo ci siamo nuovamente incontrati e mi ha regalato la sua tesi di laurea con allegato un foglio scritto la sera stessa dopo il concerto.
Avanti così!
Da tempo desideravo indirizzarti qualche riga per complimentarmi per la nuova veste editoriale de L’Alpino in merito ai suoi contenuti.
L’Adamello dei pellegrini
I ramponi stridono sul ghiaccio vivo, lo graffiano senza cautela mentre il lento procedere della colonna supera il piano e punta un valico ancora miraggio, nel silenzio vuoto di quota tremila. Lui, il ghiacciaio, antico, imperturbabile maestro s’eleva al cielo, abbraccia la terra e si lascia percorrere porgendo la schiena carica di neve fresca. Peregrinare sui sentieri in costa, oltre i valichi e i passi imbiancati. In colonna, legati l’uno all’altro. E infine avvistare di lontano la meta, una sorta di traguardo spirituale che pone fine alla fatica, alla stanchezza e mette a tacere i disagi. Accade così ogni anno, gli ultimi giorni di luglio. Ma non questa volta.
Firmato l’impegno morale
“Mi impegno a rispettare e a far rispettare le regole che ordinano questo luogo, consapevole che il terreno dove poggiano i miei piedi è sacro alla Patria e vi riposano coloro che hanno dato la vita per garantire a noi la libertà, un luogo intriso dei più alti valori morali che sono propri dell’Associazione Nazionale Alpini e che saranno per me da guida nel servizio di questi giorni e nella vita”. Un vero e proprio giuramento il “Codice di Impegno Morale” che ogni volontario sottoscrive prima di entrare in servizio di sorveglianza al Sacrario di Cima Grappa e che sarà trasmesso ad ogni visitatore che vi giungerà per un omaggio e una preghiera.
Monumenti viventi
“Gesù dov’eri? Dov’eri settant’anni fa? Dov’eri quando i reduci erano in Russia a 19, 20 anni?”. Con queste parole don Alberto Casella, cappellano della sezione di Imperia, ha aperto l’omelia, alla Messa celebrata in occasione del 65° raduno nazionale al Colle di Nava, il 6 luglio scorso. “Non ho risposte – ha continuato don Casella – ma vi leggo le parole di chi ha vissuto sulla propria carne quei momenti”.
Gioiello di pietra
La parte occidentale dell’Altipiano dei Sette Comuni è un luogo di rara bellezza. Le ultime case di Tresché Conca si consegnano ai prati e ai boschi tra i quali serpeggia un’antica strada militare che conduce all’estremità del pianoro. A Punta Corbin (1.077 metri), incastonato tra le rocce, c’è Forte Corbin, un gioiello d’ingegneria militare che domina la Val d’Astico.
Alpinità anche in pianura
Un bravo al tesoriere per l’editoriale di luglio sull’alpinità. Il concetto di compattezza e povertà non deve essere però associato solo alle popolazioni di montagna, fatto salvo il legame Alpi, alpino, alpinità, ma a tutti coloro che vivevano e letteralmente riuscivano a sussistere solo con i prodotti della propria terra.
L’Unirr commemora la ritirata di Russia
Il 21 settembre l’Unirr celebrerà il 71° anniversario della ritirata di Russia a Cargnacco (Udine). Il raduno inizierà alle ore 9.
“Fango e gloria”: fiction e realtà per raccontare la Grande Guerra
Il docufilm di Leonardo Tiberi “Fango e gloria”, presentato in anteprima a Venezia, racconta la Grande Guerra unendo in una formula originale fiction e le pellicole dell’archivio Luce. Le immagini d’epoca, restaurate per l’occasione, si intrecciano con la storia di tre ragazzi romagnoli, Mario (interpretato da Eugenio Franceschini), la fidanzata Agnese (Valentina Corti) e l’amico con cui parte per la guerra, Emilio (Francesco Martino). Vivono sentimenti contrastati tra il timore e l’attrazione per la guerra, il senso di morte che incombe e quello del dovere, che traspaiono dalle vicende al fronte e in quelle della quotidianità e della vita del Paese che continua faticosamente.
Cerimonia di consacrazione al Sacrario di Redipuglia
Il 3 settembre, alle ore 11, si terrà presso il Sacrario nazionale di Redipuglia, la cerimonia di trasformazione della cappella, voluta in epoca fascista e mai consacrata, in chiesa. Sarà dedicata alla Regina della Pace e quindi all'Europa. Alla cerimonia di consacrazione parteciperà il presidente dell’ANA Sebastiano Favero.
