“Donne ed Esercito”, incontro a Milano
Il 23 settembre, alle ore 18, presso la Scuola Militare Teulié (in corso Italia 58, Milano) è in programma un incontro dal tema: “Donne ed Esercito. Valori e realizzazione nella Forza Armata”.
DIRETTA CERIMONIA CAMBIO COM.TE TRUPPE ALPINE
VENERDI' 12/09/2014 ORE 11.00
40 ANNI DI… UOMINI SPECIALI
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La sezione di Savona, in occasione della 40ª edizione premio nazionale "L'Alpino dell'Anno", ha realizzato un libro dal titolo "40 anni di... uomini speciali". Il volume ripercorre la storia del premio, includendo i carteggi originali nei quali si illustra la proposta dell'iniziativa promossa dal presidente sezionale Franco Siccardi al presidente nazionale Bertagnolli. Sono inoltre elencate, anno dopo anno, le motivazioni dei premi, corredate da articoli e fotografie. Scorrendo l’elenco dei premiati si nota che pressoché tutte le Sezioni ANA sono menzionate, o come protagoniste, o anche solo per la categoria dei “diplomi d’onore”. |
La regina delle Dolomiti
Quando cala la sera, su al Passo Fedaia, l’aria sembra prendere un sapore diverso, tutto particolare rispetto al resto delle Dolomiti. È aria gelida, profumata di ghiaccio, e non ha niente a che vedere con quella che si respira sulle aride cime circostanti. La Marmolada è il centro dei Monti Pallidi, non per altro è chiamata la “Regina delle Dolomiti”, eppure, qui, sotto questo ghiacciaio è come se fossimo in un altro angolo delle Alpi.
In montagna per passione
Questo premio è stato istituito 34 anni fa perché si era capito quanto fosse importante, non solo per gli alpini ma per tutti in Italia, guardare alle montagne, a quel punto di riferimento che vuol dire prima di tutto impegno, sacrificio, disponibilità. Voglio perciò complimentarmi con il vincitore di quest’anno, unitamente alla sua famiglia; sono la sintesi indovinata di quello che la nostra Associazione vuole esprimere con questo premio: quel modo silenzioso ma vero di impegno, quel guardare alla montagna come una risorsa da amare e rispettare”.
Parola di reduce
Occhi azzurri, sguardo fiero, sorriso franco. Appena lo si incontra si capisce tutto. Il peso dei 97 anni lo frena nel fisico ma la lucidità, lo spirito e l’eleganza d’un uomo d’altri tempi, quelle l’età non le ha scalfite. Il tenente Luigi Morena, oggi generale di Corpo d’Armata, a Monte Marrone c’era e con i suoi alpini del battaglione “Piemonte” ha concorso a scrivere una delle più importanti pagine della Guerra di Liberazione e della nostra storia. Il corso degli eventi, degno di uno splendido romanzo, inizia quasi un secolo fa in un piccolo borgo di montagna in provincia di Cuneo.
Il cappello di mio marito
Sono friulana e vedova di un abruzzese alpino, abbonato e tesserato che amava molto il Friuli. Mio marito adorava partecipare alle Adunate con il suo cappello e non mancava mai una sfilata per cui avevo pensato quest’anno a Pordenone di sfilare con il suo cappello d’alpino.
Volontà di pace
Se è vero che “gli alpini non sono solubili in acqua”, come ama ripetere il nostro presidente nazionale, le Adunate alpine di quest’anno stanno mettendo a dura prova la simpatica affermazione… Dopo la pioggia di Pordenone, Giove pluvio ha voluto tenere compagnia agli alpini anche in occasione dell’annuale raduno nazionale al rifugio Contrin, ma nessuno ha osato lasciare il parterre nella scenografica conca erbosa soprastante il rifugio: 25 vessilli, anche di altre associazioni d’Arma, e ben 138 gagliardetti hanno fatto cornice durante lo svolgimento della cerimonia, apertasi con gli onori al vessillo della sezione di Trento, scortato per l’occasione dal presidente nazionale Sebastiano Favero e dal presidente della sezione di Trento Maurizio Pinamonti, oltre che da numerosi consiglieri nazionali e dal gen. Federico Bonato, in rappresentanza delle Truppe alpine.
Settant’anni in gloria
Si sono ritrovati a Scapoli, Pizzone, Rocchetta a Volturno e il giorno seguente a Colle Rotondo, in quel Molise entrato a far parte della vita di tanti alpini e della nostra storia, per celebrare la ricorrenza della conquista di Monte Marrone e della vittoriosa battaglia delle Mainarde che segnano la rinascita, dopo l’8 settembre 1943, del ricostruito Esercito Italiano. Il raduno ha avuto inizio a Scapoli il 20 giugno con la cerimonia dell’alzabandiera, accompagnata dall’Inno Nazionale suonato dalla banda del gruppo di Sant’Agapito e con la deposizione della corona alla lapide inaugurata dal presidente Moro, alla presenza di tanti alpini provenienti da tutt’Italia e dei consiglieri nazionali Curasì, Di Nardo, Greco, Robustini e Sonzogni.
Il Giacomini chiede volontari
Molte e di straordinaria suggestione sono le leggende che la tradizione attribuisce ai Monti Sibillini che diffondono su di essi un alone di fascino e di mistero. È sufficiente evocare i nomi e i luoghi per dare libero corso alla fantasia su questo gruppo montuoso dell’Appennino umbro-marchigiano: il Monte Sibilla sul quale si cerca ancora l’antro del mitico personaggio, oppure il Lago di Pilato, piccolo specchio d’acqua di origine glaciale, nel quale ha trovato il suo habitat il “Chirocefalo del Marchesoni”, un piccolo crostaceo d’acqua dolce con la caratteristica, unica nel genere, di nuotare con il ventre rivolto verso l’alto.
Il mio eroe
Sono la madre di un soldato, uno di quelli della guerra vera, la guerra in Afghanistan. Partito, tornato; ripartito, ritornato. Il suo silenzio a proteggerci dalla paura, dal senso di inutilità e impotenza, dal nulla che avevo il diritto, la capacità di sapere su quei suoi “viaggi”, buchi neri di sospensione della sua e della nostra vita.
Cengia Martini: uomini d’oro
Il verde è ormai padrone delle alture che circondano i centri abitati. Sfumature smeraldine si inseguono, s’accendono nei toni in un continuo alternarsi tra pascoli e larici e cembri profumati. Sul fitto tappeto d’erba, piccoli capolavori miniati, saturi di colore. Sono i fiori di montagna. E poi, loro: giganteschi monoliti di dolomia che affiorano dai prati, bianchi nella luce delle ore centrali, grigi e cupi addirittura spettrali durante i temporali estivi. Arancioni quasi rossi, come coralli marini all’imbrunire. Questa terra appartiene alla Ladinia e al Cadore, è la conca ampezzana incorniciata dal Cristallo, dal Sorapis, dalla Croda del Lago e dal Nuvolao.


