La memoria conservata
Lo scorso settembre sul Monte Bernadia, sopra Tarcento (Udine), si è tenuto il 58º incontro presso il sacrario del monumento faro della Julia che ricorda la gloriosa Divisione alpina, e nel contempo custodisce le salme di cinque Caduti della Grande Guerra e di un Caduto della Campagna di Grecia. A differenza delle passate edizioni, che di norma si tengono la prima domenica di settembre, quest’anno la cerimonia ha avuto luogo la domenica seguente, per dar modo alla nostra Sezione di partecipare alla cerimonia della posa di una targa ricordo al Bosco delle penne mozze di Cison in Valmarino, assieme alla Sezione di Roma.
Ricordi di una nonna
Caro direttore, prima di tutto la ringrazio per avermi spedito i numeri che mi mancavano del vostro giornale, non vedo l’ora di leggerlo e rileggerlo perché le sue pagine mi riempiono di orgoglio.
Una richiesta per Costalovara
Buongiorno direttore, volevo passare qualche giorno a Costalovara purtroppo però non sono ammessi i cani. Lo so che per molti sarà un problema stupido, ma a mio parere questa è una negatività, un “non segno” di civiltà. Credevo che l’accoglienza degli “amici pelosi” fosse ormai un chiaro segnale di civiltà, ma a Costalovara non la pensano così! Grazie.
Una preziosa sostenitrice
Sono passati quattro anni da quando mio marito Enzio è “andato avanti”, quattro anni molto dolorosi e vuoti della sua presenza e del suo sorriso. Assieme a lui partecipavo alle varie manifestazioni e progetti che il gruppo degli alpini di Vigonza organizzava con entusiasmo.
Per gli eroi del Tomba
Uno scenario con colpo d’occhio meraviglioso, suggestioni forti, amor di Patria, spirito europeo, non sono certo mancati nei partecipanti al 57º pellegrinaggio al Monte Tomba, per l’occasione pavesato a festa. Con l’impegno di oltre 80 volontari, il gruppo alpini di Cavaso del Tomba ha ospitato domenica 4 settembre l’annuale ricordo dei fatti d’arme del 1917-1918. Non va dimenticato che sul Tomba e nel vicinissimo Monfenera persero la vita in molti, combattendo per resistere agli attacchi austro-tedeschi, venti giorni dopo Caporetto.
Buonisti e terroristi
Pregiatissimo direttore de L’Alpino, sgomento, indignato e furente per l’ignobile attentato di Nizza, nonché per gli altri vili attentati che si sono succeduti, scrivo questo breve pensiero più che altro a titolo di sfogo, dato che mi sento desolatamente impotente.
La ricetta dell'ufficiale medico alpino
Questo è un racconto per chi ha fatto il servizio militare, ma in realtà è un racconto per chi intende la vita come un servizio. Ho fatto il militare negli alpini come ufficiale medico.
Punti di vista
Caro direttore, sono l’alpino che aveva sottoposto alla sua attenzione la questione degli alpini fucilati a Cercivento (ingiustamente) perorandone la causa per la loro riabilitazione. Ora sono qui per sottoporre alla sua attenzione un altro problema.
Questioni di famiglia
Caro direttore, spero di non essere diventato un visionario e le invio queste mie sintetiche considerazioni. Il nostro Presidente mi sorprende quando nell’editoriale del luglio scorso afferma che sarà il presidente di tutti, evidenzia la necessità di costruire all’interno un clima di maggiore serenità e invita a tenere atteggiamenti che non ledano la dignità delle persone, seppure in un confronto dialettico chiaro e leale.
Il Friûl nol dismentée
Non toccate le penne nere ai gemonesi. Gli alpini, nella città che si è guadagnata sul campo l’amaro titolo di capitale del sisma friulano, sono cari come uno di famiglia. Se non di più per coloro che li ricordano ad affannarsi prima tra le macerie, in cerca di superstiti alla catastrofe del 6 maggio 1976, poi negli 11 cantieri che durante l’afosa estate di quarant’anni fa videro alternarsi ben 64 Sezioni Ana provenienti da ogni parte d’Italia, votate alla messa in sicurezza e parziale ricostruzione delle case rimaste in piedi.
Patrimoni da salvare
Caro direttore, il quotidiano “la Repubblica” dell’8 agosto propone, alla pagina 28-29 un articolo di Paolo Rumiz “Ritorno a Gorizia capitale italiana del secolo breve” che è centrato su Cima Calvario, dolorosa tappa della Grande Guerra.
Un francobollo commemora Teresio Olivelli
Il prossimo 15 ottobre verrà emesso un francobollo commemorativo del Venerabile Servo di Dio Teresio Olivelli, nel centenario della nascita. Il francobollo, del valore di euro 0,95, è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per una tiratura di seicentomila esemplari.

