“MotoTour della Solidarietà alpina”
In occasione del raduno del 4° Raggruppamento ad Ascoli Piceno, 14 motociclisti alpini, in sella ai loro centauri, sono partiti dal Piemonte e dalla Lombardia per portare la solidarietà, attraverso una somma di denaro raccolta con una sottoscrizione a favore degli amici alpini delle Marche, colpiti dal terremoto.
L'alpino Simonelli argento alle paralimpiadi
Grande risultato per l’alpino Alberto Simonelli - “Rolly” per gli amici - che ha sfiorato per un soffio l’oro nell’arco ai XV Giochi paralimpici estivi di Rio de Janeiro, perdendo in finale 144 a 143 contro lo statunitense Andre Shelby. Classe 1967, Simonelli ha fatto la naja da artigliere nel “Vicenza” ed è iscritto all’Ana nel Gruppo di Gorlago, Sezione di Bergamo.
Grazie fradis alpins
Subito dopo il tragico terremoto che sconvolse il Friuli nel 1976, l’Ana intervenne prontamente nei luoghi colpiti dal sisma. Tale sollecitudine era dovuta dalla consapevolezza di voler portare un immediato aiuto alle popolazioni friulane e contribuire dunque ad una prima fase di interventi. L’allora Presidente nazionale Franco Bertagnolli comprese fin da subito la gravità della situazione e propose l’istituzione dei cantieri di lavoro, coinvolgendo le Sezioni del Centronord.
Signore… si nasce!
Sono un alpino e quest’estate ero sul Grappa. Due signore in costume da bagno come fossero in spiaggia, stavano prendendo il sole sui gradoni del sacrario.
Fabrizio, sacerdote alpino
Ricordo ancora quando a servire allo spaccio della caserma Huber a Bolzano c’era un simpatico giovanotto veneto sempre allegro e spiritoso, con una battuta buona per tutti. Giovanotto che ci aveva addirittura suonato con la tromba il Silenzio fuori ordinanza la sera prima del nostro congedo… Ora a 18 anni di distanza sei diventato parroco! Quale gioia!
Lì ci sono gli alpini
È qui che si comincia. Mario ha uno zaino stracolmo e il cappello sempre ben calcato sulla testa. Lo toglie solo per asciugarsi la fronte. Nel tondino sotto l’aquila, il numero 8 e la nappina blu che rimanda alla terra d’Abruzzo, al battaglione L’Aquila. Sotto alla tesa gli occhi azzurro cielo si aprono in uno sguardo fiero. «Io sto in coda» dice a Velon, punto di partenza della prima tappa. Ed è lì che starà sempre, per tutti e quattro i giorni.
Riflessioni sulla strage di Nizza
Vorrei riproporre un pensiero di S.E. mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara: «Intervengo sull’orrenda vicenda della strage di Nizza per dire, insieme alla mia più grande vicinanza a tutte le vittime e ai loro familiari, alcune parole che sento dalla gente, la quale si sente profondamente smarrita e abbandonata.
L'amico è…
Acqua e vino, nobili bevande. Si narra che solo “Uno” riuscì a trasformare la prima in seconda. Quando invece gli uomini comuni mescolarono acqua e vino ne risultò un intruglio innominabile e rifiutato dai più.
Grazie alla terra Giuliana
Gorizia, un raduno festoso, protetto da un tempo favorevole, finalmente senza il fastidio dei trabiccoli e dell’ineducazione di chi li conduce e li usa. La città è stata una piccola Berlino. Il muro che divideva la città, protetto da torri armate di mitragliatrici, separava l’abitato goriziano rimasto italiano, dai quartieri periferici e dalla stazione della ferrovia Transalpina.
La naja ci ha fatto alpini
Intanto mi permetta di farle i complimenti per la rivista L’Alpino, veramente ben fatta. Poiché Stato e politici non sono minimamente interessati a mantenere il Corpo degli alpini, credo sia un problema, quello della prosecuzione delle tradizioni del Corpo, di cui debba occuparsi direttamente l’Ana.
Lavoro per maestri di vita
Lavoro per maestri di vita A settembre si tirano le somme dei nostri incontri estivi, quelli che potremmo chiamare, senza forzature, gli appuntamenti con la storia. Adamello, Ortigara, Contrin, Monte Piana, Pasubio, Monte Grappa, Col di Lana, Monte Tomba… Per molti si tratta di nomi sconosciuti, per tanti altri punti topografici e niente più. Primo Levi diceva che la memoria dovrebbe essere il segnalibro dentro la storia.
Premiato il lavoro in quota
Gli alpini di Azzano San Paolo (Bergamo) sono uomini di poche parole, con tanta volontà e un grande cuore alpino. Da anni portano avanti l’iniziativa del Premio Ifms, acronimo di Federazione Internazionale dei Soldati di Montagna, per far capire da sempre l’importanza di chi opera per il mantenimento dei ricordi, la storia, i sacrifici, la dedizione e il lavoro di chi tiene viva la memoria in ossequio all’etica alpina.
