24.2 C
Milano
martedì, 29 Settembre 2026

FULVIO PEDRAZZINI: UN ALPINO, DUE GUERRE E TANTE LETTERE

Pedrazzini, avvocato valtellinese, ha combattuto entrambe le guerre mondiali. Della sua esperienza ha lasciato traccia in un gran numero di lettere conservate dai genitori prima, e dalla moglie e dai figli poi. Il suo epistolario è una testimonianza di grande interesse storico e documentale, da cui emerge il ritratto di un uomo che ha vissuto intensamente il suo tempo.

SALUTAMI LA MIA MAMMA

Quarantaquattro reduci della seconda guerra mondiale di Villa di Tirano ci regalano le loro testimonianze con la speranza che le nuove generazioni comprendano l’immenso valore della pace.

E QUI, QUANDO FIORIRÁ LA TERRA?

L’intensa esperienza del cappellano militare don Onorio Spada a fianco del 201° reggimento di artiglieria motorizzata prima, e del btg. Val Cismon poi. Il commovente diario di 18 mesi che ci restituisce l’eroismo e l’umiltà di un uomo impegnato a dimostrare ogni giorno che la vita è il dono più grande, anche quando ogni cosa sembra suggerire il contrario.

SGUARDI DI PACE. GUARDIANI DI PACE

Un libro quasi esclusivamente fotografico, più di 100 immagini in alta definizione raccontano il lavoro delle nostre Forze Armate in supporto alla popolazione afgana. Scene di vita vissuta da cui traspare l’umanità dei nostri soldati e il loro ruolo di pacificatori. Bellissime e struggenti le foto dei bambini.

TERESIO OLIVELLI

Olivelli fu un giovane di grande intelligenza e passione umana e cristiana che intraprese un percorso verso la santità nel segno di un fortissimo impegno umano e morale. Medaglia d’Oro al Valore della Resistenza e Servo di Dio, per lui è in atto il processo di beatificazione. Durante la guerra combattè con gli alpini sul fronte russo. Arrestato e deportato morì in un lager per le percosse ricevute da un kapò che lo aveva sorpreso ad assistere un compagno malato.

I nostri marò in India

Leggo sui giornali che il governo indiano ha trasferito in un carcere normale i nostri due Marò da loro ingiustamente accusati ed incarcerati. Scrivo ingiustamente perché la nave sulla quale si trovavano a svolgere servizio di polizia si trovava in acque internazionali...

Ma ne valeva la pena?

Vorrei fare riferimento su quanto ha scritto il socio Gian Paolo Gazzago su L’Alpino di marzo che dice: “Gli eventi di questi ultimi tempi hanno palesato in modo incomprensibile la pochezza dei nostri politici; pochezza di idee, ma soprattutto di sensibilità verso gli onesti cittadini e rispetto in particolare ai numerosi soldati e partigiani che hanno immolato la loro vita convinti ne valesse la pena”. 

Il futuro associativo

Anche all’interno della vita associativa alpina è finalmente iniziato il dibattito sul futuro. Il presidente Corrado Perona ha giustamente dato delle indicazioni importanti su questo argomento. 

Giacomo Alberti è andato avanti

Il sergente Giacomo Alberti, classe 1921, si è spento lo scorso 23 marzo, all’ospedale di Imperia dove era ricoverato in seguito ad un incidente stradale. Era l’ultimo reduce di Russia Medaglia d’Argento al Valor Militare del battaglione Pieve di Teco.

Sotto il cappello

Alla stregua di certi preti che pare si vergognino di indossare la veste talare o il clergyman, alcuni alpini pare si vergognino di portare il cappello con la penna nera (nelle occasioni e nei luoghi “giusti”, ovviamente). E dire che quel che significhi quel cappello, lo so bene anch’io, pur non essendo alpino. 

Linea Verde e gli alpini

Domenica 19 febbraio 2012, ore 13,30, finale di trasmissione “Linea Verde” dedicata al Veneto. A Bassano del Grappa, sul Ponte degli Alpini, rassegna gastronomica della regione.

L’emergenza neve

Desidero porgerVi il mio personale e vivo ringraziamento per gli importanti interventi nelle prime due settimane di febbraio nelle Province di Forlì-Cesena e Rimini durante l’emergenza neve.

NELL'ULTIMA SETTIMANA