19.5 C
Milano
lunedì, 28 Settembre 2026

MAI TARDI

Pochissimi alpini in guerra sono riusciti a scrivere un diario, un po’ di più hanno scattato fotografie, quasi nessuno ha scritto e descritto le vicende del fronte greco, comunque nessun altro della Tridentina, escluso Emilio Bonari. Il libro è una preziosa testimonianza di quelle vicende, poco conosciute anche tra gli alpini. I nipoti, figli di Franco, hanno raccolto e riordinato il materiale.

Scuola non è più tabù

“We stay to make, not making to stay! Thank you to coming and hard working of, Alpini” (letteralmente “restiamo per fare, non facciamo per rimanere! Grazie per essere venuti e per il duro lavoro, Alpini). Con questa scritta sulla lavagna di un’aula la delegazione dell’ANA viene accolta da un centinaio di studentesse del liceo femminile Mehri Heravi, in cui dodicimila ragazze dai 7 ai 19 anni possono avere un’istruzione scolastica, un vero tabù per l’Afghanistan fino a qualche tempo fa.

L’ARMATA “RISIBILE”

Questo libro testimonia che molti Reparti e Grandi Unità del nostro Esercito, senza domandarsi se giusta o ingiusta, combatterono onorevolmente e valorosamente una guerra impari per l’onore della propria Bandiera e del loro Paese. Ricco di testimonianze dei protagonisti, il libro descrive gli aspri combattimenti sostenuti dalla Divisione di Fanteria ‘Livorno’ in Sicilia nel luglio-agosto 1943. Il prosieguo della narrazione risale tutta la Penisola e ci parla di un Paese che resta pieno di fascino anche nel martirio del sangue e della lotta civile.

VITA SPERICOLATA DI GIORGIO GRAFFER

Bellissima figura di alpinista, sciatore, asso dell’aeronautica, morì a 28 anni, nel 1940, nei cieli della Grecia, abbattuto durante un combattimento aereo. Per le sue azioni di guerra gli vennero conferite diverse medaglie, l’ultima, d’oro, al Valor Militare; per le sue scalate il suo nome rievoca ancora oggi imprese leggendarie.

Premiati il lavoro e la famiglia

Sabato 5 gennaio ad Arcade, la palestra comunale ha ospitato la premiazione del concorso letterario internazionale “Parole attorno al fuoco”, bandito per un racconto sul tema “Genti, soldati e amanti della montagna: storie e problemi di ieri e di oggi”, dal gruppo alpini di Arcade e dalla sezione di Treviso (con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Treviso, dei Comuni di Treviso e Arcade e della sede nazionale ANA).

Sulle piste afgane, con gli alpini

Cielo azzurro, montagne brulle e villaggi di fango e paglia che si mimetizzano con l’ambiente circostante. Oggi, nell’anno 1391 del calendario persiano, l’Afghanistan cerca a fatica di uscire dal suo medioevo, formato da feudi in cui i capi tribù hanno diritto di vita e di morte e un potere su ogni cosa, contrastato a fatica e a corrente alternata dal governo centrale della Repubblica islamica e dalle sue leggi. Da un decennio le forze multinazionali di Isaf, con l’Italia in prima linea, sono impegnate a contrastare gli insorti, appartenenti a organizzazioni militarizzate della criminalità o del fondamentalismo che lottano per evitare qualsiasi progresso sociale, tecnologico o economico. Perché progresso significa perdere il controllo del potere e dei propri traffici.

Nikolajewka, per me…

Questo è il discorso pronunciato dall’allora presidente nazionale Leonardo Caprioli a Varese il 26 gennaio del 1997, nel 54° anniversario della storica battaglia. È un testo che non ha bisogno di commenti e che dovrebbe essere letto di tanto in tanto nelle scuole per far riflettere i giovani sui sacrifici sopportati da quanti - giovani della loro età - furono mandati a combattere una guerra che non volevano né comprendevano, ma non per questo vennero mai meno a quanto imponeva loro il senso del dovere.

Rinuncia alla vita per regalarla a un altro

Walter aveva sessantotto anni, faceva il pastore in Val Divedro, in terra di confine con la Svizzera. Un mestiere appreso dal nonno. Vita semplice e dura, sentimenti di cristallo, purezza montagnina. Alpino. Un uomo di sobrietà antica, mai nulla da chiedere, sempre molto da dare. Abitudinario, contemplativo, disponibile. A chi capitava d'incontrarlo sugli alpeggi, e di chiedergli incuriosite notizie sul suo insolito travaglio, rispondeva esaustivo, con la paziente lentezza della cultura contadina. Parole sagge, spicce, utili. Walter viveva da solo, ma senza patire la solitudine. Amici, benevolenza, riconoscimenti.

Sfogliando i nostri giornali – febbraio 2013

La nostra stampa.

Addio al ten. Marchisio, l’ultimo “Leone” del Conegliano

Il tenente Pietro Marchisio, ultimo dei "Leoni" del Gruppo Conegliano, è morto sabato 19 gennaio a Torino dove era nato il 6 novembre 1918, da genitori piemontesi. Il suo servizio militare iniziò il 13 gennaio 1940 alla Scuola Allievi Ufficiali di complemento di Artiglieria Alpina a Bra.

Il libro “Tenere alta la fronte” presentato a Biella

Il 24 gennaio, alle ore 20,30, la sezione di Biella presenterà il libro dell’ufficiale degli alpini Silvio Mosca, intitolato “Tenere alta la fronte”, un diario di prigionia curato da Enrico Pagano e Marcello Vaudano.

“Armi italiane in Russia”, conferenza a Palazzo Cusani

“Armi italiane in Russia” è il titolo della conferenza che il 24 gennaio il prof. Dario Cova terrà a Palazzo Cusani (in via Brera, 15 a Milano).

NELL'ULTIMA SETTIMANA