"Pordenone patria alpina", l'87ª Adunata in un libro fotografico
Il 22 aprile, alle ore 18.30, presso la Sala del Consiglio Comunale di Pordenone (in corso Vittorio Emanuele, 64) verrà presentato il libro “Pordenone patria alpina - Viaggio fotografico all’interno della 87ª Adunata nazionale degli Alpini”. Sarà un’occasione per ricordare e rivivere uno degli eventi più importanti e belli della città.
L'evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Comune di Pordenone: segui la diretta »
Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi
Anche quest'anno torna il Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi, dedicato alla memoria dello scrittore asiaghese e aperto a tutte le lingue dell'arco alpino.
Noi e l’Islam
Apprezzo sempre le “lettere al direttore” perché sono uno spaccato della nostra umanità. Apprezzo molto che Lei direttore metta spesso in evidenza due temi ricorrenti nei recenti dibattiti pubblici. Mi riferisco al tema delle “foibe” e a quello del malessere di quasi tutto il pianeta nei confronti del ricco occidente, soprattutto da parte mondo musulmano. Penso che quando si affrontano argomenti difficili, è obbligatorio farlo avendo come faro uno dei nostri valori principali, la verità.
In breve – aprile 2015
Notizie in breve.
I panni sporchi in piazza
C’è un dato incontestabile che indica il grado di salute de L’Alpino. Ed è la montagna di lettere che arrivano sul tavolo del direttore, puntualmente ogni mese. Lettere che qualche volta hanno alle spalle cultura storica e grande capacità comunicativa. Altre volte sono lettere più semplici nello stile, ma dietro alle quali si sente il cuore vero degli alpini e il profumo della loro genuinità. Sono scritti che si leggono sempre con piacere, se non fosse a volte per l’eccessiva lunghezza, che obbliga a maratone della mente, finendo per precludersi la possibilità di essere pubblicate, per ovvi motivi di spazio. La cosa bella di questi scritti è che ormai spaziano in ogni ambito della vita sociale.
Pericolose rivendicazioni
Caro direttore, ho letto su L’Alpino di febbraio 2015, come spesso mi capita di fare, la rubrica “Lettere al direttore”, sempre puntuale e schietta nelle tue risposte. Mi colpisce però la lettera di Tiziano Bertè, mio caro amico, collaboratore stimato e appassionato del Museo della Guerra di Rovereto.
La nostra Preghiera
Caro Bruno, consentimi prima di tutto di chiamarti così, perché se ti dò del monsignore perdo tutta la spontaneità alpina che invece vorrei fosse la chiave di lettura principale di questa riflessione. La lettera di Aldo Lanfranchini, sezione Valsesiana (L’Alpino gennaio 2015 pag. 5) mi ha fatto riflettere.
Scelte in autonomia
Egregio direttore, diventare mamma è un dono di Dio che tutti dobbiamo apprezzare e custodire. Era molto importante che la redazione dedicasse su L’Alpino di febbraio, evidenziato in celeste, che la signora Nadia Seccia il 6 gennaio aveva dato alla luce il piccolo Gioele.
Alpini di mare
Leggendo il numero di gennaio trovo l’articolo “Alpino… in mare” e per me, “Alpino... di mare”, ligure, nativo di una regione dove iniziano le Alpi che in diversi casi si “tuffano” letteralmente in mare e, dove nell’immediato entroterra vi sono picchi rocciosi che sia pur a quote più basse, nulla hanno da invidiare ai massicci più importanti, nelle ultime righe dove si scrive: “Nonostante il Corpo degli Alpini sia abituato alle creste vertiginose e sia l’espressione geograficamente più lontana dagli ampi orizzonti del mare…” per quanto mi riguarda, la frase suona un po’ stonata!
La virtù dei forti
Egregio direttore, devo dire che ammiro la Sua pazienza, senz’altro è pari se non superiore a quella del mitico “Giobbe”. Non c’è giornale L’Alpino, in cui Lei non dia spazio alle lettere che Le arrivano da alpini che si arrovellano il cervello, con accostamenti di ogni genere e critiche, per dire o trovare qualcosa di negativo o addirittura spregiativo sulla nostra preghiera, vedi anche L’Alpino di febbraio.
In politica senza cappello
Caro direttore, Le scrivo per chiederLe alcune considerazioni. Non è la prima volta che mi capita di vedere sui Tg nazionali signori che partecipano a manifestazioni politiche, portare distintivi partitici, sfoggiando il nostro cappello alpino.
La prima di Cevoli
Il film ha già cominciato a scatenare discussioni prima ancora di essere uscito nelle sale (dal 2 aprile). Da un lato quanti lo considerano dissacrante a prescindere per il solo fatto di essere una commedia e dall’altro quanti, invece, pensano cha si possa affrontare il ricordo della Grande Guerra anche con un sorriso. Sinceramente credo molto nella potenza dell’umorismo e non ho mai trovato dissacrante l’ironia profusa a piene mani da Paolo Monelli e Giuseppe Novello, due che la guerra l’avevano conosciuta davvero, ne “La Guerra è bella ma scomoda”.
