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venerdì, 5 Giugno 2026

Tra esperienze e prospettive

La splendida cornice del Soggiorno alpino Ana di Costalovara (Bolzano), a 1.176 metri di quota, sul Renon, ha ospitato il 3º Convegno nazionale del Coordinamento Giovani Alpini: ad essere sinceri, i partecipanti hanno avuto poche occasioni di godere della bellezza del paesaggio, presi com’erano dai ritmi intensi delle riunioni, e dall’importanza delle tematiche trattate. La struttura è stata allegramente invasa, fino al tutto esaurito, dai rappresentanti dei quattro Raggruppamenti.

Fronteggiare l’immigrazione

Caro direttore, in riferimento alla lettera di Di Luca (L’Alpino n. 3, pag. 4) e alle altre riguardanti l’arrivo di immigrati, non sono d’accordo con quelli che continuano ad insistere con questa accoglienza ad ogni costo. Poverini, dobbiamo accoglierli perché al loro Paese stanno male... e vengono qui a far star male anche noi? Abbiamo già i mali nostri! Questa gente va aiutata al loro Paese.

Il dovere alla difesa

Egregio direttore, a proposito della guerra, delle sue realtà, del V Comandamento, penso si debbano fare delle considerazioni di ordine generale al di là delle opinioni personali. Non penso ci sia nessuna persona civile disposta ad insegnare che «la guerra è bella, piace, diverte», tranne i tagliatori di gole distruttori della civiltà in rapida moltiplicazione. Per rimanere in ambito più o meno militare è chiaro che un soldato consapevole del suo ruolo accetta il rischio, insito nell’uso delle armi, dei danni che possono derivarne. 

Dieci anni di naja

Agile, svelto, con ottima memoria: sono le maggiori qualità di un alpino che nei giorni scorsi ha compiuto cent’anni. Le prime poppate di Armando Levis avevano il sapore dell’alpinità. Il padre, Piacentino, era un sergente del 1º reggimento alpini che pensava di aver pagato per sè e per la propria famiglia il debito con la Patria nel giugno 1917, sul Monte Ortigara, quando, ferito ad una gamba, rifiutò di abbandonare la posizione conquistata, nonostante il suo superiore gli ordinasse di recarsi al posto di medicazione.

Gesti d’amore

Tutti conosciamo la grandezza del Beato don Carlo Gnocchi. Con queste righe vorrei ricordare quando, prima della sua morte, decise di donare le proprie cornee a due ragazzi divenuti ciechi. Era il 28 febbraio del 1956 e il professor Cesare Galeazzi ebbe diversi problemi di giustizia. Però con questo fatto si accelerò in Italia la normativa per l’espianto degli organi (D.L. n. 235 del 3 aprile 1957). Mio padre Vincenzo seguendo tutto il dibattito sulla vicenda ne restò colpito e ci ripeteva sempre che era suo desiderio donare i suoi occhi, che erano bellissimi, ma le circostanze della sua morte non lo permisero.

Verso il primo ciak

Ha preso ufficialmente il via la prima fase di preparazione del progetto cinematografico “Fratelli d’Inverno”. La notizia è stata comunicata dal produttore del film, Guido De Angelis, presidente della Dap Italy srl e dal regista Stefano Francesco Alleva, che è anche l’autore del soggetto e della sceneggiatura. Il film racconterà la ritirata di Russia degli alpini prendendo spunto da uno specifico episodio legato al battaglione Verona della divisione alpina Tridentina.

Quella notte di 73 anni fa

Nel settembre del 1947 sul Monte di Ragogna, che sovrasta l’abitato di Muris (Udine), presso la chiesetta medievale di San Giovanni Battista, aveva luogo il primo incontro commemorativo a ricordo delle mille e cinquanta persone che nella tragica notte tra il 28 e 29 marzo 1942 persero la vita nelle gelide acque del Mar Jonio, mentre facevano ritorno in Patria, al termine della campagna di Grecia. Su un totale di 1.329 persone imbarcate sul piroscafo Galilea, 279 furono i superstiti e di questi 205 erano alpini della divisione Julia.

Omaggio a Benedetti Michelangeli

Il 12 giugno 1995 moriva a Lugano Arturo Benedetti Michelangeli, considerato unanimemente il più grande pianista di tutti i tempi. Nato a Brescia nel 1920, si diploma a soli 14 anni al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Uomo di personalità ed estro, qualità che riversava puntualmente nelle sue straordinarie esecuzioni, fu anche un grande appassionato di etnomusicologia nonché estimatore del canto popolare proveniente dalla tradizione orale. Il suo incontro con il coro della Sat negli anni ’50 ha dato il via a una vera e propria rivoluzione nell’universo satino prima e in tutto il movimento corale poi.

Il primo giorno di guerra

Paesi e contrade correvano via. I colori della campagna si inseguivano, sfumavano lenti come i pensieri e le paure che si facevano più concrete con l’avvicinarsi della meta. Ma a vent’anni l’ingenua incoscienza cela i pericoli maggiori, si affida a un ego che si sente forte e immortale. La guerra era nell’aria, ora bisognava entrarci da protagonisti. Il viaggio durò parecchio. Da ovest a est, il finestrino del treno come uno schermo trasmetteva paesaggi. Contrade, alture, campi. E poi le Alpi, sempre le Alpi. Giovanni Marino era partito per la guerra da Dronero, ai piedi della Val Maira per raggiungere il capo opposto dell’Italia. A piegare la cartina in due, per il verso verticale, quasi si baciavano il suo paese e la Val Degano, in Alta Carnia.

Una scossa che fa bene all'Italia

Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione. Così diceva il Perozzi di “Amici miei”.
Qui c’è di più però: c’è anche la tenacia della ragione basata su valori profondi; c’è la rabbia del vedere la tua città e la tua Patria in mano a quattro ragazzotti che non sanno nemmeno perché protestano: lo fanno e basta come fosse uno sport pensando che tutto sia lecito.
C’è la dignità di chi non intende soccombere e subire l’arrogante violenza della stupidità. C’è lo Spirito dell’Alpino che ama la sua bandiera, la sua Patria e che soffre nel vederla costantemente vilipesa.

Simboli alpini e partiti

L’Associazione Nazionale Alpini è impegnata nella difesa di valori umani, patriottici e sociali, che non possono essere considerati patrimonio esclusivo da parte di singoli partiti. L’Ana pur non avendo strumenti legali per impedire singole iniziative arbitrarie, dissente e disconosce quanti si prestano, violando le indicazioni statutarie, a strumentali giochi di partito.

Commemorazione di Teresio Olivelli nel 70° della morte

Il 3 maggio la sezione di Monza commemorerà a Trezzo sull’Adda la Medaglia d’Oro al V.M., ten. Teresio Olivelli, nel settantesimo anniversario della morte.
Per l’occasione sarà inaugurata presso l’Auditorium Biblioteca una mostra su Olivelli, intitolata “Ribelle per amore”, che rimarrà aperta fino al 10 maggio.

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