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mercoledì, 3 Giugno 2026

Perché la storia insegni

Nei giorni scorsi abbiamo ricordato, nelle nostre Sezioni, il dramma della ritirata di Russia e il pedaggio di morte che hanno pagato gli alpini che si sono trovati in quello scenario. Ricordare è per noi un dovere morale, ma prima ancora è un dovere che abbiamo verso le nuove generazioni. Non tanto o non solo per informarle di ciò che è accaduto, ma soprattutto per educarle a frequentare la storia. Essa ci insegna che le vicende dolorose della guerra non sono mai incidenti di percorso. Sono piuttosto il frutto logico di fattori economici, sociali, culturali e politici, che si intrecciano tra loro creando barriere di ostilità e di inimicizia che finiscono per accendere le micce delle polveriere, ben rifornite in tempo di pace.

Il valore della libertà

Ti scrivo per chiederti di aiutarmi a capire il senso (o il nonsenso) di un certo giornalismo di oggi. Finora non ci sono riuscito, neanche affidandomi un paio di volte tempo addietro a un quotidiano di primaria importanza. Non ho avuto risposta e me ne sono fatto una ragione: troppe lettere pervengono al direttore oppure alcune non sono riscontrabili. L’argomento che ti propongo non è di carattere alpino, ma riguarda anche ogni alpino che, come me, vorrebbe capire alcuni fatti del nostro mondo, non da addetto ai lavori ma da semplice lettore.

Un parere sulla naja

Un sottile veleno scivola silenzioso sulle pagine del tuo giornale. Si tratta del ventilato ripristino della leva obbligatoria anticipata da qualche sprovveduto nostalgico. Io ho fatto parecchia naja e mi ricordo degli anni ’90 quando la maggioranza dell’opinione pubblica, parteggiava per il reclutamento volontario. 

L’importanza culturale degli alpini d’Italia

Ogni inverno, nelle piazze delle città d’Europa si possono ascoltare i canti dei cori natalizi. Anche le città del Nord Italia seguono questa tradizione, ma con un risvolto diverso. I cantori sostituiscono il costume natalizio con il segno distintivo degli alpini: il cappello. Sono soldati reclutati nei villaggi delle Alpi. E il repertorio di questi cori è diverso. Le canzoni di Natale sono sostituite da cante che raccontano la crudeltà della guerra. Questi canti alpini - e i soldati che li cantano - sono diventati parte dell’eredità culturale del Paese.

La lezione di Ugo

Come reduce sono andato spesso nelle scuole medie e superiori della Lombardia e dell’Emilia a portare testimonianze vissute come soldato combattente. Quasi sempre gli studenti mi hanno espresso una loro convinzione: la storia insegna un tubo. Per prima cosa chiedo loro. “Non è che siete voi che non avete voglia di studiare?”. Se così fosse tutte le materie dello scibile umano vi insegnerebbero un tubo. Vivrete tranquilli e ignoranti.

CalendEsercito 2017

Le innovazioni della Grande Guerra sono il leitmotiv del CalendEsercito 2017. Nei dodici mesi sono infatti messe a confronto le novità tecnologiche che hanno visto un impiego, a volte iniziale a volte in forma implementata, nel periodo 1915/1918 e le loro applicazioni nella società contemporanea. Ad esempio le teleferiche della Grande Guerra, realizzate dal Genio e le attuali seggiovie per turisti e sciatori, oppure l’orologio da polso che sostituì, nel periodo bellico, l’allora popolare “cipolla”. 

La naja che arricchisce

Mi definisco alpino, perché ho avuto il privilegio di servire il mio Paese nel 5º Alpini, btg. Tirano, 48º Assaltatori caserma Wachernel a Malles, Val Venosta, nel lontano 1979/1980. Stento a riconoscere il mio Paese, perché sono scomparsi valori importanti per poter convivere con tante persone, e sono emersi solamente interessi personali in tantissime persone, purtroppo per colpa di scelte insensate che sono state fatte nel nostro Paese in questi decenni.

I nostri eroi

«Gli alpini ci sono ancora, ci sono sempre, non solo nei momenti di ricordo, gli alpini di oggi sono la testimonianza dei valori di chi non è tornato e per quei valori ha dato la vita. Ragazzi divenuti uomini in fretta la cui devozione va ricordata e trasmessa alle nuove generazioni come esempio da seguire. Giovani che non ho paura di chiamare eroi e che oggi Mondovì ha saputo ricordare come meritano». Così il Presidente nazionale Sebastiano Favero al termine della quattro giorni di eventi organizzati dalla Sezione di Mondovì in ricordo della campagna di Russia: 4.548 fra Caduti e dispersi solo del 1º reggimento alpini, 13.470 per la Cuneense. 

Presentazione della biografia ufficiale di Rigoni Stern a Brugnato

Sabato 11 febbraio, alle ore 15, presso il Centro Congressi “Carlo Vitale” di Brugnato, Giuseppe Mendicino presenta il suo libro "Mario Rigoni Stern – Vita, guerre, libri", dedicato alla biografia ufficiale di Mario Rigoni Stern, tra i massimi scrittori del Novecento italiano.

Da Seneca l'espressione "andare avanti"

Mi riferisco alla lettera di Adriano Lacchin di Gorgonzola su L’Alpino di gennaio, per inviarti la risposta alla vostra domanda: chi è l’autore dell’espressione “andare avanti”. È nientemeno che il filosofo romano Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.), vedi “Lettere a Lucilio”, libro XVI, 99, cpv 7: “… la persona che secondo te è scomparsa, in realtà ti ha preceduto. Anche tu devi percorrere quel cammino, e allora non è da pazzi piangere chi è andato avanti?” (in latino: flere eum qui antecessit?).

Le cose cambiano

Durante il funerale di un fratello alpino è stata letta la Preghiera dell’Alpino. Non sarebbe cosa buona aggiungere al testo: ...o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, anche “i nostri sposi” visto che nel nostro Corpo ci sono molte donne anche in ruoli operativi e di comando.

Francesco Scipione, Sulmona (L’Aquila)

Solidarietà per i terremotati

In data 4 dicembre in occasione della festa di Santa Barbara e della Madonna di Loreto, l’Associazione Arma Aeronautica Sezione di La Spezia dopo aver partecipato ad una Messa in suffragio dei militari Caduti, assieme ad una rappresentanza di alpini del Gruppo Spezia Centro, ha partecipato ad un rancio alpino organizzato dal Gruppo e nel corso del convivio il presidente della Associazione Arma Aeronautica, gen. Sergio Cavanna, ha consegnato al Capogruppo di Spezia Centro la somma di € 750, da devolvere a favore dell’iniziativa presa dalla Sede Nazionale per i terremotati del Centro Italia. 

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