Da Seneca l'espressione "andare avanti"
Mi riferisco alla lettera di Adriano Lacchin di Gorgonzola su L’Alpino di gennaio, per inviarti la risposta alla vostra domanda: chi è l’autore dell’espressione “andare avanti”. È nientemeno che il filosofo romano Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.), vedi “Lettere a Lucilio”, libro XVI, 99, cpv 7: “… la persona che secondo te è scomparsa, in realtà ti ha preceduto. Anche tu devi percorrere quel cammino, e allora non è da pazzi piangere chi è andato avanti?” (in latino: flere eum qui antecessit?).
Care Poste, vi scrivo…
Ogni mese, puntuali come un orologio svizzero, la redazione e l’ufficio Associati sono subissati di chiamate di soci e abbonati che non ricevono L’Alpino. È un problema annoso che anche l’ultimo presidente del Comitato di direzione del giornale Salvatore Robustini - “andato avanti” per un brutto male a fine dicembre - si era preso a cuore, «per dar contezza da parte di numerosi soci, missive di protesta, geremiadi di un fatto increscioso: l’eccessivo ritardo, in generale, e l’asincronismo della distribuzione, negli ultimi tempi tendente ad aumentare, anche in zone che non si differenziano per Cap e Stradali».
Rischiose strumentalizzazioni
Chi scrive è un alpino che posta sui social con tanto di cappello alpino poiché non si vergogna di denunciare le tante negligenze o nefandezze di una classe politica troppo distante dal cittadino e dalle sue sempre crescenti necessità.
Come a casa
È la casa di tutti gli alpini, è casa vostra. Caro direttore, con queste parole siamo stati accolti dal gen. Silverio Vecchio nella bella sede nazionale degli alpini lo scorso 16 dicembre. Una semplice ma grande parola “casa”: casa è calore, casa è accoglienza, casa è fratellanza. Noi, come gruppo alpini ci siamo sentiti calorosamente accolti e fratelli di una stessa famiglia.
Manteniamo la memoria
Sono un alpino congedatosi nel 1969 e da allora mantengo l’orgoglio di appartenenza. Tale orgoglio, in questi giorni ha avuto un sussulto, leggendo sui quotidiani nazionali, La Stampa e Il Secolo XIX, che l’organismo dell’Esercito, Onorcaduti, sta abbandonando le ricerche su una vasta area dove è stata trovata una enorme fossa comune contenente i resti di tanti soldati caduti dopo innumerevoli sofferenze.
Poco allineati e coperti
Il mio esposto è puramente personale però condiviso da molti partecipanti alla sfilata di Milano, dopo la Messa di Natale. È poco edificante vedere che i partecipanti, per fortuna non tutti, durante la sfilata non tengono conto che in questa occasione il popolo milanese li guarda e pertanto vedere gli alpini che non hanno un minimo di marzialità, fuori passo, allineamenti scomposti e non allineati, mani in tasca, chiacchiereccio come se facessero quattro passi in galleria, non conoscere il regolamento che non permette di tenersi accanto le signore o i figli e non ultimo in duomo non sapere che il cappello lo porta solo chi è in servizio.
Scritti… con la divisa
In attesa di altre lettere, inviate o ricevute durante il servizio militare negli anni ’40, ’50 e ’60 o anche di diari, entrambi con eventuali note che ne specifichino il contesto, continuiamo con quelle che abbiamo iniziato a trascrivere e commentare nel numero scorso. Si ricorda che gli scritti devono essere d’annata, cioè vergati durante la naja, e non racconti successivi. La recluta descrive alla mamma come ha passato la Pasqua.
Cena a Castelbrando: consegnati 76mila euro pro terremotati
#alpiniadunata2017
Una cena di guerra pensando alla pace e a sostenere chi è in difficoltà. La serata promossa dalla Sezione ANA di Vittorio Veneto a Castelbrando di Cison di Valmarino ieri, sabato 4 febbraio, ha registrato il tutto esaurito con 374 partecipanti giunti anche da fuori provincia. L’evento è stato ideato in vista dell’Adunata del Piave-Treviso 2017 ed ha focalizzato l’attenzione sul Centenario della Grande Guerra, portando in tavola i piatti consumati dai soldati che combattevano lungo la linea del Piave, dopo la disfatta di Caporetto. Ecco dunque il bacon inglese e il radicchio rosso trevigiano, le salsicce bavaresi e l’Haggis (carne di pecora) tipica delle Highlands. Furono proprio gli scozzesi con i loro kilt ad incuriosire le popolazioni del Piave quando giunsero a supporto delle nostre truppe.
Cuneo: presentazione del libro "Un orologiaio sul Don"
Giovedì 2 febbraio, alle ore 17,30 nel Salone d'Onore del Comune di Cuneo (via Roma 28), il Comitato Memoriale Divisione Alpina Cuneense delle Sezioni ANA di Ceva, Cuneo, Mondovì e Saluzzo, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Cuneo presenterà il libro "Un orologiaio sul Don - Storia d'amore e di guerra di un alpino", di Decimo Lucio Todde e Gianfranco Zurlo.
Nikolajewka e il "Ponte degli Alpini"
Il Presidente nazionale Favero, il 19 gennaio scorso, ha inviato una lettera a tutti i Presidenti di Sezione per informarli che il Consiglio Direttivo Nazionale ha deciso di dare un’accelerata alla realizzazione del Ponte degli Alpini a Nikolajewka, oggi Livenka. Dopo aver superato le lungaggini burocratiche e aver affrontato le doverose verifiche dei costi, il Cdn ha deciso di procedere per la realizzazione dell’opera nel corso dell’estate 2017 per ricordare, all’inizio del 2018 con un’adeguata cerimonia di inaugurazione, il 75º anniversario della battaglia di Nikolajewka.
Premio "Giornalista dell'anno": aperte le candidature
Ogni anno l’Associazione Nazionale Alpini premia un giornalista non alpino, o una testata giornalistica o televisiva che abbiano fatto conoscere l’opera degli alpini e abbiano rappresentato le tradizioni e le tematiche care alle penne nere. Il premio di 5.000 euro verrà consegnato in occasione dell’Adunata nazionale che si terrà a Treviso il 12, 13 e 14 maggio 2017.
“Cieli rossi, Bassano in Guerra” in proiezione a Milano il 2 febbraio
“Cieli rossi, Bassano in Guerra” è un documentario che narra la Grande Guerra, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da “Sole e Luna”. Un lavoro profondo ed accurato, frutto di due anni di ricerche e di studi, che offre una visione inedita sui quattro anni del Primo Conflitto Mondiale, anni che hanno cambiato per sempre il mondo. Un massacro raccapricciante di uomini e, caso particolarissimo nella storia, un conflitto che ha tramutato e stravolto radicalmente lo stesso territorio.


