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mercoledì, 3 Giugno 2026

“Alpini in Russia”

In una anteprima riservata agli alpini e ai loro familiari sarà presentato il 26 ottobre prossimo, alle ore 17, presso l’Auditorium Vivaldi di Torino (in piazza Carlo Alberto 5/A), lo spettacolo “Alpini in Russia - storia, musica e grande letteratura”, con l’orchestra a fiati giovanile Giovanni XXIII di Pianezza e la compagnia Alfatre Gruppo Teatro di Collegno.

In ricordo di Giovanni e Ivano

Vorrei ricordare Giovanni Carobbio, classe 1930, Presidente della Sezione di Bergamo dal 1997 al 2003, che è andato avanti nel luglio scorso. Da ragazzo aveva subito le rinunce del periodo di guerra; da adolescente aveva vissuto i momenti dello slancio ideale quando nelle chiese e negli oratori si cantava a piena voce l’inno degli “arditi della fede e araldi della croce”; da giovane aveva iniziato a provare la fatica quotidiana del lavoro; da uomo aveva cresciuto la sua famiglia con la cara inseparabile Editta. Nell’arco della sua vita aveva indossato anche la divisa, sottotenente al Gruppo Bergamo, temprandosi alla prova della disciplina, attenuata dall’orgoglio della penna nera sul cappello.

Una menzogna smentita dai fatti

15 settembre 2017. Con un gruppo di amici stiamo attraversando l’Albania per portarci verso il Nord. Ci accompagna Bashkim Hyka, che ci fa da guida, il quale conosce la storia del suo Paese come pochi altri. Siamo curiosi di ritrovare le tracce della presenza italiana da queste parti, soprattutto quella degli alpini, che qui hanno combattuto per conquistare questa terra, divenuta italiana per quattro anni, a partire dal ’39 e scenario di guerra e di sangue in quella Campagna di Grecia che ha visto decimata tanta parte della truppa mandata giù a combattere.

Alpini gente seria

Ho scritto al quotidiano L’Avvenire riguardo a un articolo “Inps, stretta anti-furbetti sulla malattia degli statali”. Ho riportato una frase di Egisto Corradi tratto dal suo libro “La ritirata di Russia”. «Il cappello alpino non è un cappello da furbi, non lo è nel senso che alla parola furbo si dà in Italia. Gli alpini sono tutto meno che furbi, a questa definizione ci sto. Sono gente seria. 

Vedetta tricolore

Cinquantanovesimo incontro alpino al Monumento-Faro Julia sul Monte Bernadia, sopra Tarcento (Udine), che dai suoi 850 metri di quota irradia la sua luce tricolore sulla sottostante pianura friulana. Fin dai primi anni Cinquanta questa fu l’idea degli alpini del mandamento di Tarcento che, con tenacia e volontà, il 14 settembre 1958 realizzarono questa opera. Una giornata umida e di pioggia ha accompagnato l’incontro. 

Ora come cent’anni fa

Ogni anno, ai primi di settembre la Sezione di Vicenza celebra il pellegrinaggio al Monte Pasubio. Ma non è scontato che «tutti i pellegrinaggi si assomiglino»: sono simili nello svolgimento, ma le emozioni sono sempre diverse. Quest’anno, per esempio, gli alpini e le altre persone salite il 3 settembre al sacrario del Colle di Bellavista sono stati accolti da uno spettacolo impressionante: il massiccio del Pasubio imbiancato da un lato e il sole che si specchiava nella laguna di Venezia, lontana ma perfettamente visibile, ad Est! 

Cukla e Rombon

Il Monte Rombon (2.208 metri), sovrastante l’abitato di Plezzo, costituiva uno dei capisaldi della difesa austriaca dell’Alto Isonzo; più volte attaccato, non venne mai conquistato dai soldati italiani. La sottostante cima del Cukla (1766 metri) venne invece occupata una prima volta il 23 agosto 1915 da due plotoni delle compagnie 1ª e 4ª del btg. Ceva, inquadrate nel btg. Speciale Bes e successivamente ripresa dagli austriaci con un’azione di sorpresa in pieno inverno, il 12 febbraio 1916. Inutili furono i tentativi italiani di riconquista del 14 febbraio e del 20 marzo. Nel mese di maggio, all’attacco del giorno 4 dei soldati bosniaci, seguì il contrattacco del giorno 10 che portò gli alpini dei battaglioni Bassano, Saluzzo e Ceva a riprendere la cima e la colletta Cukla. Il Rombon, dopo i vani tentativi di agosto e settembre 1915, fu nuovamente attaccato il 16 settembre 1916 da sei diversi battaglioni alpini, ma l’azione si concluse con un sanguinoso insuccesso. La sera del 24 ottobre 1917, a seguito dell’offensiva austro-tedesca di Caporetto, le truppe italiane furono costrette ad abbandonare il Cukla e ripiegare verso Sella Prevala.

Esercito di professionisti

Mi permetta di contraddirla sulla leva. Da molte Sue risposte ai lettori mi pare traspaia una preferenza al servizio militare obbligatorio, forse per il timore che un esercito di professionisti possa avere delle tentazioni golpistiche. Io questo lo escluderei perché mi pare che le nostre Forze Armate abbiano dato, nei secoli, dimostrazione di fedeltà al Paese. 

Dio, Patria e famiglia

Mi rivolgo a Lei riguardo le ennesime esternazioni dell’ex sindaco di Treviso, Gentilini, già noto per diverse dichiarazioni anche riprese dal nostro mensile nel corso degli anni. Intervistato a margine dell’Adunata di Treviso, infatti, l’ex sindaco leghista ha affermato che “Dio, Patria e famiglia” sono i valori tipici dell’alpino. 

Presentazione ad Aosta del libro “Monte Pasubio 1916 – I Decorati del Battaglione Aosta”

Il prossimo 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate, verrà presentato presso l’auditorium del Centro Addestramento Alpino (caserma Cesare Battisti di Aosta) il volume “Monte Pasubio 1916 – I Decorati del Battaglione Aosta”, curato da Santo De Dorigo, Roberto Greselin, Gianfranco Ialongo e Gianni Periz.

Il volume pubblicato dalla Input Edizioni di Vicenza – www.inputedizioni.com – è inserito nella collana Historica, “Monte Pasubio 1916 – I Decorati del Battaglione Aosta” e ha come obiettivo la testimonianza dei combattenti, raccontando la loro storia e facendo conoscere le motivazioni delle onorificenze ricevute.

Messa a Gemona in ricordo di don Gnocchi, nel 145° delle Truppe Alpine

Sabato 21 ottobre, alle ore 17, nel Duomo di Gemona del Friuli (Ud) verrà officiata una Messa in ricordo del cappellano alpino don Carlo Gnocchi, nell’8° anniversario della beatificazione e nel 145° anniversario di fondazione delle Truppe Alpine.

"Carlo ultimo giorno all'alba alla Maio Musso", presentazione a Saluzzo

Sabato 7 ottobre, ore 19, a Saluzzo, presso l'oratorio don Bosco (in via Donaudi, 36), verrà presentato il libro "Carlo ultimo giorno all'alba alla Maio Musso", di Angelo Ingrasci. Interverranno Franco Oberti, voce narrante Simona Giordano. Il libro ha anche finalità benefiche poiché una parte del ricavato delle vendite del libro sarà devoluto alle popolazioni terremotate grazie alla collaborazione del gruppo alpini di San Marzanotto (sezione di Asti).

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