Quei nostri Caduti in Grecia non sono dimenticati
Ne L’Alpino del settembre 2007 riportavo emozioni e sentimenti che mi hanno colto, a seguito del primo “pellegrinaggio” in terra greco- albanese, sulle orme dei soldati italiani, ed in particolare su quelle degli alpini ed artiglieri della Divisione Julia. Riscrivo oggi, dopo il rientro dalla mia seconda esperienza, che per come è stata vissuta posso definirla, senza timore di esserne sconfessato, “Pellegrinaggio sulle orme dell’immane sacrificio ed eroismo dei soldati italiani”.
Adunata, entusiasmi e mugugni
L’Adunata di Torino è passata con gran soddisfazione degli alpini e qualche mugugno dei torinesi, subito sopraffatti da tanti altri, entusiasti delle cose belle che gli alpini hanno portato, disposti a dimenticare i comportamenti meno condivisibili. Una giovane con una brillante laurea in tasca, la padronanza di alcune lingue e qualche specializzazione, mi chiese: perché agli alpini sono permessi comportamenti che non sono permessi ad un immigrato e che un normale cittadino nemmeno si sogna?
Elio Miranti - Pecetto (TO)
Le passerelle degli alpini, tra roccia e cielo
A quasi un secolo di distanza sono state ricostruite le passerelle – tra le pareti a strapiombo - sul Sentiero dei fiori, in Alta Valle Camonica, tra Cima di Lago Scuro e il Castellaccio, teatri della Grande Guerra. Misurano rispettivamente 55 e 75 metri. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Ponte di Legno, dalla Comunità montana, dagli Amici di Capanna Lago Scuro e dalle Guide alpine della Valle Camonica.
Il Soggiorno di Costalovara: magnifico
Sono stato a trascorrere alcuni giorni nel soggiorno alpino di Costalovara; devo subito dire che quel luogo è veramente un bellissimo ‘fiore all’occhiello’ per la nostra Associazione. Lì regna una quiete indescrivibile. Il servizio mensa impeccabile, con menù variabili, di ottima cucina. Non di meno è stato il servizio pernottamento. Passeggiate ed escursioni per tutte le gambe.
Natalino Maioli - Gavardo (BS)
TAV e cappello alpino
Il cappello alpino sulla vicenda TAV non ci voleva. Una storia infinita di contrapposizioni, spesso rissose, di visioni inconciliabili di come dovrebbe girare il mondo ha trovato in Val di Susa il modo per trascinare anche gli alpini in un protagonismo di cui nessuno va fiero. Cominciamo dai militari. Centocinquanta alpini della Taurinense vengono inviati a presidiare un cantiere destinato ad avviare i lavori dell’alta velocità.
CARNICA – Commemorati i Caduti della Campagna greco-albanese
Si è tenuta a Tolmezzo la commemorazione dei Caduti della Campagna greco-albanese. Erano presenti il presidente nazionale Corrado Perona, l’allora vice presidente vicario Marco Valditara e il consigliere nazionale Giuliano Chiofalo. Sei i vessilli sezionali, oltre quaranta i gagliardetti dei Gruppi e le rappresentanze di tante associazioni d’arma.
La nostra frontiera
Quante volte abbiamo cantato con convinzione: valore alpin difendi sempre la frontiera. Oggi le frontiere si passano senza controlli e i paesi che ci circondano sono amici, alleati, fanno parte di un contesto che si confronta con realtà a livello mondiale. Ha ancora senso parlare di frontiere? Quelle degli atlanti, no. Eppure mai come in questi tempi ci troviamo impegnati a difendere il patrimonio più prezioso ereditato dai padri: l’alpinità.
Gli alpini nella storia d’Italia (7ª puntata)
Il 4 novembre 1918 l’armistizio di Villa Giusti pone fine ad oltre tre anni di conflitto e anche per i 61 battaglioni di alpini inizia il lento ritorno alla normalità. A onor del vero, il termine “normalità” ha un valore relativo nel trambusto di fine guerra: al comprensibile desiderio di ufficiali e soldati di essere restituiti alla vita civile si contrapponevano difficoltà oggettive, dalla necessità di presidiare le nuove frontiere all’esigenza di riorganizzare i servizi territoriali e le unità combattenti, all’urgenza di assistere le popolazioni delle terre liberate, all’impegno di accogliere e riordinare gli ex prigionieri che tornano dall’Austria.
In Adamello, per onorare gli arditi eroi della Grande Guerra
Penne nere in alta montagna, per gli alpini non c’è connubio migliore del pellegrinaggio in Adamello. In più di mille dalla Valcamonica e dal Trentino hanno marciato sulle antiche vie, aperte un secolo fa da arditi montanari, per incontrarsi dopo ore - e in qualche caso giorni - alla conca del Lagoscuro, un luogo che all’inizio della Grande Guerra rimase indissolubilmente legato alle penne nere.
Mostra su don Gnocchi a Cuorgnè
Quindici gruppi dell'Alto Canavese stanno allestendo a Cuorgné (Torino) una mostra dedicata a don Carlo Gnocchi, che era stata presentata per la prima volta al Meeting dell'Amicizia tra i Popoli di Rimini, nell'agosto dello scorso anno.
I giovani di “Vivi le Forze Armate” sui sentieri della Grande Guerra del ...
Oltre 80 ragazzi e ragazze che hanno aderito alla mininaja (chiamata progetto “Vivi le Forze Armate”) presso la caserma “Cantore” di San Candido del 6° reggimento alpini, sono usciti in marcia sulle trincee e nelle gallerie scavate nella montagna del Piccolo Lagazuoi. L’impegno psicofisico sostenuto è stato ampiamente ripagato dal fascino del paesaggio e dalla memoria storica che è stata rivissuta attraverso le spiegazioni fornite dagli istruttori del 6° reggimento e che chiunque può rivivere a cielo aperto camminando tra quei sentieri che hanno descritto delle pagine memorabili di storia dei militari italiani nel corso della Grande Guerra.
Afghanistan: ucciso un militare italiano a Bala Murghab
Un militare italiano è stato ucciso in Afghanistan durante uno scontro a fuoco: è il 1° caporal maggiore David Tobini, romano di 28 anni, in forza al 183° reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia. Altri due militari sono rimasti feriti, il caporal maggiore scelto Simone D'Orazio, 28 anni di Isernia, è ricoverato in un ospedale statunitense in condizioni critiche. E' invece meno grave l'altro militare ferito, Francesco Arena, 32 anni di Vibo Valentia, che non è in pericolo di vita.

