16.9 C
Milano
mercoledì, 3 Giugno 2026

L'iscrizione vale ovunque

Residente in un paese della provincia di Piacenza sono iscritto con soddisfazione da anni al locale gruppo alpini. Durante le vacanze e qualche fine settimana assieme alla mia famiglia frequento con piacere una frazione del Comune di Vione in alta Valcamonica (Brescia). 

Incredibile ma vero!

Caro direttore sono figlia di un alpino della Julia, classe 1922, nonché reduce di Russia e partigiano a Marostica, moglie di artigliere alpino, madre di alpino trasmissioni e volontario di Protezione Civile con svariati dimostrabili interventi, avevamo anche due cani che con il figlio facevano ricerca persone scomparse. Non mi dilungo oltre. 

Un sasso nell'acqua

Sul numero di febbraio de L’Alpino ho “scoperto” quello che costa la spedizione di ogni numero della nostra rivista. Mi chiedevo se parte di questi soldi non potesse essere spesa diversamente per le numerose iniziative della Associazione, visto il grande cuore degli alpini. 

"Milano non dimentica", il Coro Ana Milano in concerto per i terremotati

Domenica 28 maggio 2017, ore 16.30, al Teatro Linear4Ciak (in viale Puglie, 26 a Milano), il Coro Ana Milano organizza un concerto di canti degli alpini e militari in collaborazione con il Comune di Milano e il Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini. Il titolo del concerto “La mia bela la mi aspeta - Canti degli alpini e militari dal 1896 al 1943” sarà dedicato alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto e dalle grandi nevicate.

A proposito di alpini…

Sono solito dire che un giorno dovremo rendere conto dello spreco di carta che connota il nostro tempo. A dispetto del digitale, che dovrebbe garantirne un largo risparmio, siamo sommersi dalla carta e dalle carte. Provate a fare un trasloco e dover cambiare indirizzo di residenza, magari in zona Ztl, denunciare gli spazi nuovi legati alla raccolta rifiuti, subentri di allacciamenti… e poi ditemi. Vi sentirete travolti dalla burocrazia, travolti da una valanga di carte.

Il grazie della signora Matelda

Caro (mi permetta di indirizzarmi a lei così) don Bruno, le chiedo un piccolo spazio sul suo giornale per un grande “grazie” ai meravigliosi alpini che hanno reso onore a Luigi Morena presso la chiesa di Santo Stefano ad Aosta il 9 febbraio 2017, giorno del suo funerale. Erano tanti. 

Risponde il sindaco

In riferimento a quanto affermato da parte del sig. Andrea Cavazza, nella lettera da voi pubblicata in data 9 gennaio 2017 (La memoria sfregiata), ricorre l’obbligo, da parte mia, di formulare alcune considerazioni a fronte di esternazioni sottese a opinioni politiche spiccatamente avverse e a questioni in essere, di carattere strettamente personali, nei confronti dell’attuale Amministrazione comunale.

Non sono un eroe, sono un alpino

Vorrei non passasse sotto silenzio l’emblematico episodio mandato in onda da una televisione. All’intervistatore che lo stava elogiando per aver condotto fuori zona rischio una bimba, portandola sulle proprie spalle per non meno di 7 chilometri, un giovane alpino in tuta mimetica che faceva parte dell’Esercito accorso in aiuto alle popolazione terremotate, ha risposto semplicemente: “Non sono un eroe, sono un alpino”. Grazie alpino, da tutti gli alpini d’Italia.

Lettera firmata 

Ora pensiamo agli aiuti

Le scrivo perché sono stato sconvolto dal modo in cui sono state trattate le popolazioni del Centro Italia. Lasciamo perdere le manifestazioni politiche di vicinanza a questi poveri disgraziati “Non vi lasceremo soli ” e “Lo Stato farà la sua parte” ed altre amenità del genere. Passerelle televisive con codazzo di giornalisti al seguito, “non è il caso di alimentare altre problematiche e via discorrendo”. 

Una maxi colletta

Sono un alpino di Belluno ed essendo stato toccato nell’animo dal disastro che da mesi ha colpito il Centro Italia, ho avuto l’idea (anche se in realtà forse l’hanno già avuta in molti, ma non si sono fatti avanti come me ora) di tentare una “maxi colletta”, cioè una sorta di “raccolta improvvisata” di denaro coinvolgendo tutti gli alpini d’Italia.

Il giorno del ricordo

Contrariamente alle scoraggianti previsioni meteo, Basovizza ci ha accolto con un tiepido sole e un “borino” abbastanza leggero da non dar fastidio, sufficiente a rendere l’aria frizzante. Eravamo veramente in tanti quest’anno attorno al Pozzo della Miniera (Foiba di Basovizza): associazioni degli esuli e delle famiglie degli infoibati, intere scolaresche di studenti, due provenienti dalla Sicilia, e Associazioni combattentistiche e d’Arma.

NELL'ULTIMA SETTIMANA