Al Tempio di Cargnacco, dove riposano i Caduti che non saranno mai dimenticati
Mancava solo la neve per rendere lo scenario della celebrazione del 67º anniversario della battaglia di Nikolajewka molto simile a quello che trovarono in terra di Russia i soldati dell'ARMIR. Infatti una temperatura di diversi gradi sottozero, resa ancora più incisiva dalla presenza del buran (la bora) che dalle lontane steppe sovietiche era arrivato quasi anch'esso volesse essere presente in questa giornata del ricordo a soffiare sul paese di Cargnacco.
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Nikolajewka: per ricordare, capire, imparare
Duecentocinquanta chilometri in ritirata, a piedi sulla neve. I resti della divisione Tridentina, scarsamente armati e mal equipaggiati, insieme a piccoli reparti delle altre divisioni e agli ultimi semoventi del 24º Corpo corazzato tedesco combatterono a Nikitowka e ad Arnautovo e si diressero verso nordovest. Al termine di un breve declivio sorgeva un complesso abitato piuttosto grande, solcato da una strada ferrata, dal quale svettavano i tetti di una chiesa. Alcuni soldati del battaglione Vestone avanzarono cauti dietro i carri tedeschi rimasti. Da una casa poco distante sventagliate di pallottole colpirono i carri e, con suono metallico, schizzarono nel vuoto.
