L'abbraccio ai reduci della Cuneense

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    Due giornate dedicate al ricordo del sacrificio della Divisione Alpina Cuneense in terra di Russia. La città di Saluzzo è imbandierata per dare degnamente il benvenuto a tutti coloro che sono venuti a celebrare l’anniversario. Sabato, il tempo non è certo clemente, piove, nevica a granelli fitti e gelati, ma alle 16 la piazzetta del Municipio è stipata di alpini. Squillano le note dell’attenti per l’alzabandiera. Poi vengono resi gli onori ai Caduti sulle note del Silenzio e viene deposta una corona d’alloro al monumento all’Alpino che non è tornato .

    A sera, nella caserma Mario Musso, in una delle scuderie che per anni accolsero gli splendidi muli del Gruppo artiglieria da montagna Aosta , adibita ora a sala riunioni per quattrocento persone, concerto di due corali: il Penne nere della valle Bormida , coro della sezione di Ceva ed il Guglio Bracco del gruppo di Revello, sezione di Saluzzo. Otto cante ciascuno per offrire il più bel repertorio della tradizione corale alpina ed infine, a cori riuniti, Signore delle Cime . La conclusione non poteva che essere, con la partecipazione sentita e calorosa di tutta la sala, l’inno di Mameli. Mattino del 10, domenica; cominciano ad arrivare le delegazioni delle varie Sezioni del 1º Raggruppamento, con i loro vessilli e gagliardetti dei Gruppi; tanti i Labari delle associazioni d’arma, tra cui due gloriose consunte Bandiere di Sezioni di Combattenti e Reduci e, davanti a tutti, lo stendardo dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, scortato dal presidente regionale col. Antonelli, alpino, classe 1917, una roccia.

    Particolarmente significativa la presenza di 26 Gonfaloni, con alla testa quello di Saluzzo, scortato dal sindaco Paolo Allemano, dal vice sindaco Fulvia Artusio e da molti consiglieri. Facevano corona tutti i sindaci dei Comuni della pianura e delle vallate saluzzesi. Tanti gli alpini pronti a sfilare che, entusiasti, si stringono intorno al presidente nazionale Corrado Perona, accompagnato dal vice presidente nazionale Lavizzari e dai consiglieri Bertino e Gatti. Mille mani s’allungano a stringere quelle del presidente, poi inizia lo sfilamento. In testa lo striscione, che da sempre precede la Sezione Monviso , ricorda che, ovunque, Sfilano davanti a noi i nostri Caduti . Segue la rappresentanza del btg. Saluzzo del 2º Alpini di stanza a Cuneo, il nostro battaglione, con in testa il comandante, gli ufficiali ed i graduati di truppa.

    Quindi il presidente Perona, il sindaco di Saluzzo Allemano, l’assessore provinciale Sacchetto in rappresentanza della presidente Gianna Gancia. Momento di grande commozione è il passaggio di sei reduci della Divisione martire, con il passo pesante ma lo sguardo fiero perché sentono che questo è il loro momento, che siamo lì per loro e per i loro compagni che non sono tornati. È il momento d’una memoria mai spenta, d’una riconoscenza mai venuta meno. Tanti hanno gli occhi lucidi di commozione. I reduci accompagnano Perona alla cerimonia dell’alzabandiera in piazza Vittorio Veneto e alla deposizione di una corona al monumento ai Caduti della Cuneense. In quei marmi sono incisi i nomi di coloro che sono andati avanti. Breve allocuzione di saluto del sindaco di Saluzzo che ricorda quanto abbiano patito e sofferto le popolazioni della terra saluzzese per la scomparsa di due generazioni di uomini forti.

    Dopo il saluto del rappresentante della Provincia di Cuneo, prende la parola il presidente nazionale. Con la sua grande umanità ripercorre quei giorni tragici ed esaltanti, quando gli alpini patirono pene indicibili mettendo nel contempo in luce l’espressione delle più elevate virtù. Stiamo celebrando il sacrificio degli alpini della Cuneense ha detto ma non dimenticheremo mai le altre Divisioni non alpine, i cui uomini arrossarono la stessa neve e caddero su di essa, nel gelo della steppa. Noi non dimenticheremo mai questi fratelli Eroi . Il presidente sezionale di Saluzzo Giovanni Greco legge la motivazione della concessione della M.O.V.M. al cap. Lino Ponzinibio, del 1º Rgt. Alpini, rientrato dalla prigionia nel 1946. E Greco non può dimenticare di aver avuto l’onore, ormai molti anni or sono, mentre era in servizio al Gruppo Aosta, di essere uno dei quattro ufficiali che portarono a spalla quell’Eroe all’ultima dimora.

    Infine le parole del ricordo e dell’onore alla Cuneense scritte dal Beato don Carlo Gnocchi: Tutti hanno compiuto opera veramente disumana. Dio fu con loro, ma gli uomini furono degni di Dio. Sì, perché avevano quella fede che li ha fatti diventare eroi; l’amore per la Patria e la famiglia… Solo uomini che possiedono così forte questa fede possono aver fatto quello che hanno fatto per cercare di uscire dal cancello dell’eternità . Si riparte e si sfila fino al Duomo di Saluzzo, grande monumento del XV secolo, in stile tardo gotico, voluto al termine del 1400 dal Papa Giulio II Della Rovere e dal Signore di Saluzzo il marchese Ludovico II.

    Il nostro coro sezionale anima la cerimonia. È questa, di norma, la S. Messa domenicale dei bimbi della parrocchia: sono attorno all’altare, insieme a vessilli, gagliardetti, gonfaloni e bandiere ma, la cosa più toccante è la loro presenza accanto ai reduci, a quei nonni che sorridono felici. Il presidente dell’UNIRR recita con voce ferma, anche se rotta dalla commozione, la preghiera del Caduto e il presidente Greco quella dell’Alpino, letta sulle note del Signore delle cime . Poi il sciogliete le righe, è il momento del rancio alpino, delle voci, dei suoni, dei canti.

    Pubblicato sul numero di febbraio 2010 de L’Alpino.