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giovedì, 1 Ottobre 2026

GRANDE GUERRA PICCOLI TESORI

Il libro illustra i reperti della Grande Guerra, spiegando l’uso e la provenienza di decine di oggetti, con oltre 100 immagini di reperti provenienti dal fronte del primo conflitto mondiale. La ricerca su quanto le battaglie - dalle Giudicarie al confine con l’ex Jugoslavia - hanno lasciato sul terreno.

SUL CAPPELLO CHE NOI PORTIAMO

“Gli italiani amano e stimano gli alpini perché sono gente seria”. Partendo da questo semplice postulato del grande giornalista Egisto Corradi, alpino medaglia d’Argento sul Don, Giorgio Torelli rivisita la storia degli alpini attraverso scritti, canzoni e ricordi di personaggi come Caccia Dominioni (“penna bianca nel ghibli di Alamein”), Rigoni Stern, Monelli, Novello. E un generale di squadra aerea, Giambortolo Parisi (“amico degli alpini, con tanto di tessera!)”. Un libro singolare e gradevole, questo di Torelli, quasi a più voci, scritto con il “magone da penna non avuta”, in un armonioso ed elegante linguaggio da elzeviro così accattivante da indurti a proseguire nella lettura che scorre piacevole. E si capisce perché dai canti, dai racconti e dalle imprese degli alpini in guerra e in pace, emerga il quadro di un’Italia diversa, di ideali e doveri, capace di appassionarsi e spendersi tutti i giorni. E che “dev’essere orgogliosa dei suoi alpini”, di ieri e di oggi. (ggb)

Valadas Occitanas – GENTS

Bellissimo libro fotografico in b/n (circa 200 scatti) sulla vita nelle vallate occitane, soprattutto le valli Maira e Varaita negli anni ’70. La memoria di coloro che hanno popolato i nostri monti, scrivendo un pezzo di storia silenziosa, ma non per questo meno importante. Generazioni scomparse.

ALBERTO PENZO Alpino

Una affettuosa biografia di Alberto Penzo, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, scritta dai figli. Buona parte del libro è dedicata alla Campagna di Russia, ma non mancano ricordi di famiglia e fatterelli di casa.

TUTTO PER L’ITALIA

Diario di un alpino del battaglione Piemonte 1943-1945 Il sergente Pivetta aveva 21 anni quando si trovò a combattere la guerra di liberazione a fianco delle truppe angloamericane. La guerra di un pugno di uomini che dopo l’8 settembre seppero ritrovare dignità e orgoglio.

Cori e fanfare

Coro ANA Preganziol - Un impegno che continua

Si è tenuto, presso l’aula magna della scuola media “Ugo Foscolo” di Preganziol, il 19° concerto “Cantalpini”. Per noi del coro A.N.A. Preganziol questo concerto ha rappresentato un importante momento di incontro con la nostra comunità. É stata l’occasione per proporre nuovi cori e musicalità diverse, quale contributo colturale e di coesione sociale. Quest’anno è stato nostro ospite il coro Friuli di Cordovado - coro Monte Cavallo - che ci ha allietati con canti della tradizione popolare, brani d’autore e lo spirito conviviale e goliardico che contraddistingue le “Compagnie Alpine”. Un concerto bello, alla presenza di un pubblico attento. Il primo senza il nostro maestro Angelo: per lui, che ci ha lasciati, abbiamo cantato con un misto di tristezza e di orgoglio. Ecco perché, caro Angelo, passato il pianto, continua il nostro impegno del cantare come coro e non da solisti, come abbiamo imparato, nell’essere vicini a chi ha bisogno d’aiuto, nel rispetto della nostra tradizione alpina.

Salviamo il pennone di Bra

Gli alpini di Bra hanno intrapreso una campagna per salvare dall’abbattimento il vecchio pennone della bandiera della ex Caserma Trevisan che per circa un secolo ha svolto il suo ruolo e cessò definitivamente nel 1975. Con il trasferimento del C.A.R iniziò il declino ed ora, dopo la vendita a privati, verrà ristrutturata e prenderà il nome di Borgo Trevisan.

Dall’Ortigara un monito alla fratellanza

Sull’Ortigara si sale in silenzio. Non c’è nessun altro luogo, infatti, che renda maggiormente il senso di sofferenza, della desolante follia umana, della tragica assurdità della guerra. Perché questa montagna porta ancora evidenti i segni della battaglia, degli eserciti che si contrapposero.

Oslavia, Sacrario devastato

Nei paesi musulmani i cimiteri sono volutamente lasciati in uno stato di abbandono “curato”, con tombe coperte dall’erba e dai segni del tempo. Pare che lo stesso principio, ma molto più trasandato, sia stato applicato al Sacrario militare di Oslavia. L’ossario che conserva le spoglie di 57mila soldati italiani morti nella Grande Guerra, nonché di 540 militari austroungarici, versa in condizioni disastrose. 

Due giorni in (Gran) Paradiso

I vecchi raccontavano di come il Signore delle montagne avesse preso a paragone il paradiso per crearlo; e quando finì la sua opera, nel rimirarla, decise che l’aggettivo “grande” fosse quello che, meglio di altri, potesse accompagnarlo. E da tempo immemore le genti lo chiamano Gran Paradiso... Maestose vette che sovrastano aspri dirupi, riposanti pianori, laghi incantati e boschi misteriosi. Delicate e poi forti tonalità di colori si susseguono in un’armonia di immagini che sempre stupisce l’occhio di chi guarda la Valle Orco.

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A Cima Vallona per ricordare

Le ragioni della memoria e della giustizia e le ragioni del perdono e della fratellanza. Come spesso succede in occasione di eventi tragici queste diverse istanze motivano opinioni e atteggiamenti contrastanti. È accaduto anche a San Nicolò Comelico, in occasione del 44° anniversario dell'eccidio di Cima Vallona, quando perirono per mano di terroristi altoatesini quattro militari, il capitano dei carabinieri Francesco Gentile, i parà incursori sottotenente Mario Di Lecce e il sergente Olivo Dordi e l’alpino Armando Piva. Rimase ferito gravemente il sergente del “Col Moschin” Marcello Fagnani, presente alla cerimonia d’anniversario.

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