“Alpini pregate per me”
Un pellegrinaggio che è già diventato una pagina di storia per la sezione di Lecco. Il 4 e 5 marzo, una delegazione di 800 “penne nere” è partita dalle falde del Resegone alla volta di Roma, per partecipare all’udienza generale di papa Francesco, “colorando” piazza San Pietro con una distesa di cappelli. Sono riusciti ad attirare l’attenzione del Pontefice che ha chiesto di poterne indossare uno, prontamente passato da un alpino dell’alta Brianza.
Occhio alla bussola
L’Associazione Nazionale Alpini è una grande realtà, questo è fuori di dubbio. Ma come ogni grande realtà, seria e cosciente del suo ruolo, ha bisogno talvolta di riflettere e di effettuare qualche autoverifica. Quest’anno per l’adunata di Pordenone è stato definito il motto “Alpini: esempio per l’Italia”. Come già spiegato in diversi contesti, il motto non è e non deve essere un’autocelebrazione della nostra Associazione e dei suoi iscritti, ma deve indurci a riflettere pensando a coloro che vedono in noi un riferimento e anche a coloro che ci guardano da più lontano non nascondendo qualche perplessità.
Vox populi, vox dei
Grazie direttore per l’editoriale e in particolar modo per lo spazio, l’attenzione e le risposte che vuoi e sai dare agli alpini e ai non alpini che ti scrivono esprimendo piaceri, delusioni, critiche, appelli e suggerimenti.
Resistere ad oltranza
Sono un vecio reduce della Tridentina e ricordo che il 2 febbraio 1943 ci siamo fermati due giorni a Schebekino e un capitano arrivato fra i primi riservò una casetta per gli ufficiali superiori e i generali.
L'imboscato e l'ufficiale
Spero di avere interpretato male le parole dell’alpino Mantero di Savona, tantomeno la sua risposta. Un imboscato che faceva fughe coperto addirittura da un ufficiale?
“Premio stampa alpina”: vince la Val Susa
“Lo Scarpone Valsusino”, giornale della sezione Val Susa, è il vincitore del “Premio stampa alpina 2014”. La commissione del premio, presieduta dal vice presidente vicario Adriano Crugnola, si è riunita lo scorso 5 marzo e ha valutato i contenuti, con particolare riguardo alle informazioni di servizio, la grafica, l’impaginazione e la leggibilità di altre quaranta testate. Secondo classificato è stato il “Baradell”, giornale della sezione di Como diretto da Achille Gregori, al terzo posto “Fiamme Verdi” della sezione di Conegliano, diretto da Antonio Menegon.
Cantore e il suo paradiso
L’alpino Magalotti da Cesena si domanda: “Ma gli alpini sanno chi fu veramente Cantore?”. E bolla il burbero generale sampierdarenese (genovese), come una ‘testa calda’ che si riteneva ‘spavaldamente immortale’ rimanendone… fregato; ben gli sta, sembra concludere.
Alpino alla ribalta
Fatico un po’ a trovarlo. Poi finalmente il telefono squilla e una voce calda quasi impostata, risponde. Superati i primi momenti di naturale incertezza, cominciamo a chiacchierare. Lascio che sia lui a parlare; vorrei non sembrasse un’intervista, ma piuttosto un racconto. Una sorta di biografia vocale. Il telefono non aiuta, ma ci provo lo stesso. Andreapietro Anselmi parla di sé in una dizione perfetta, impeccabile. Mi spiazza, immaginavo di sentire qualche espressione dialettale, invece nulla. Eppure è nato e vissuto fino ai trent’anni a San Bortolo delle Montagne, comune di Selva di Progno, provincia di Verona.
Comprendere per condannare
Ho letto con attenzione la lettera di Maurizio Mazzocco di Legnago, pubblicata su L’Alpino, dal titolo “Onori al Carnefice”. Da appassionato di Storia (che ha il compito di aiutare a comprendere e non di giustificare), modestamente osservo come i “sentimenti popolari” citati nella lettera del Sig. Mazzocco, se non corroborati dalla storia documentata e provata, corrano il rischio di diventare populismo stereotipato.
Il cappello in chiesa (ribadiamo!)
È bene ribadire quale deve essere il comportamento dell’alpino quando si trova all’interno della Chiesa, in ordine all’uso del cappello, così come ha rilevato l’alpino Facciolo nella lettera al direttore del numero di febbraio.
Un'amara realtà
Leggo su L'Alpino di febbraio la lettera del capogruppo di Legnago (Verona) Maurizio Mazzocco indirizzata al direttore Bruno Fasani con il titolo “Onori al carnefice”.
Liturgia e alpini
Un recente articolo sulla Tribuna di Treviso ha riportato a galla la vecchia storia del divieto ecclesiastico ai canti alpini ed alla Preghiera dell’Alpino (versione ANA) a Messa o nelle esequie funebri. Ciò ha creato un certo scompiglio tra parecchi alpini. Mi puoi raccontare come stanno le cose in realtà?
