IL MONUMENTO ALLA BATTERIA MASOTTO E ALLE BATTERIE SICILIANE
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Adua 1° marzo 1896 Il monumento alla Batteria Masotto, realizzato nel 1899, è il ricordo che la città di Messina volle erigere – grazie a una grande raccolta fondi cui partecipò anche la città di Catania - per non dimenticare quei siciliani che, a causa della politica colonialista dell’allora Governo Crispi, partirono da Messina per andare a morire ad Adua il 1° marzo 1896. Scopo di questo volume, realizzato sotto l’egida dell’ANA, è riscoprire il contesto storico e le motivazioni che spinsero un’intera città a mobilitarsi per conservare la memoria di questa tragedia. Grande merito ai luoghi della memoria, perché chi ha visto la guerra non può che amare la pace. |
VALDOBBIADENE – LA GRANDE GUERRA Il diario di Maria Egizia Pivetta
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È la stampa del diario di una bambina di nove anni, profuga con la sua famiglia durante l’invasione austro-tedesca del 1917- 1918. Un libriccino, trovato tra le cose di famiglia di Bellini, che ha rinnovato ricordi e avvenimenti della fanciullezza. Leggere le sensazioni ed i pensieri di una bimba che è vissuta in una tragica situazione e che ha dovuto crescere in fretta è qualcosa che induce a riflettere sul dramma della guerra. Il testo è arricchito da fotografie d’epoca che testimoniano la distruzione di Valdobbiadene e il grande impegno profuso dalla popolazione per la ricostruzione nell’immediato dopoguerra. Completano l’opera cenni storici e testimonianze. |
LUIGI PASCAZIO – Il ragazzo nato con l’uniforme
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Era il 17 maggio 2010 quando il caporal maggiore Luigi Pascazio, 24 anni, morì a Bala Murghab, Afghanistan, dentro il suo lince saltato in aria su una mina. Era nato per l’uniforme, sapeva perfettamente cosa voleva e ha lottato per raggiungere la meta, ma non ha potuto raccogliere i frutti del suo sacrificio. Questo libro è struggente nella sua semplicità: tante le fotografie di famiglia e in divisa che raccontano il suo breve viaggio terreno. |
DIARIO DI BORDO
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Il capitano e alpino Luciano Premoso da Udine ci parla in modo avvincente del suo giro del mondo in barca a vela con il due alberi “Jancris”. Questo è il suo “libro di bordo”, il diario della sua avventura durata sei anni, dal 1985 al 1991. C’è tutto: i suoi sogni, Capo Horn, i pericoli, la buona fortuna, ma anche le delusioni e gli insuccessi. Nel suo peregrinare sugli oceani non sono mancati gli incontri con gli alpini d’oltremare. |
“Alpini sempre”
Finzioni cinematografiche
Ricevo il numero di novembre, bella l’immagine di copertina, mi dico. Forse meno il titolo. Quel “Ciak si gira” mi appare un po’ frivolo… poi penso: sei il solito brontolone. E continuo nella lettura. Più avanti altre illustrazioni mi fanno ripensare a quella di copertina. Che mi convince sempre meno, anche se non riesco a capire bene il perché. Poi, mi capita in mano il numero di novembre 2013 con la copertina “Le mani per la gente”.
Alpino fino al midollo
Poche righe per sottolineare, ancora una volta, il valore e il buon esempio degli Alpini. Durante la recente piena del fiume Sesia a Vercelli, un caporal maggiore del btg. Susa, classe 1954, decideva d’ispezionare un tratto dell’argine.
Mai tardi!
Quante volte in passato, Ponte di Legno e più in generale l’alta Valcamonica, hanno visto Alpini del battaglione Tirano, transitare per operazioni in alta quota, sull’Adamello o in Val Sozzine e ancora a Case di Viso o al Passo del Tonale? Ecco la ragione per cui si è scelta Ponte di Legno per il raduno delle penne nere dalla nappina rossa.
Testimoni di bontà
Flebili raggi di luce filtrano tra i ricami delle guglie, mentre alcuni piccioni frullano sopra il sagrato della basilica e attorno al grande abete. L’albero addobbato è una tradizione a Milano, come il panettone e le “vasche” per le vie del centro in cerca degli ultimi regali, in un’atmosfera gioiosa e insieme malinconica, tipica del Natale. Da qualche lustro la Messa degli Alpini in Duomo è entrata a pieno titolo tra i riti della tradizione.
“Alpini sempre”
La premiazione della 12ª edizione del premio letterario nazionale di narrativa e ricerca scolastica sugli Alpini, organizzato dalla sezione di Acqui Terme, ha confermato l’interesse per un evento unico nel suo genere. Anche questa volta “Alpini sempre” tra narrazioni, ricordi, aneddoti ha appassionato il pubblico riunito al circolo culturale “La Società” di Ponzone (Alessandria). Ha introdotto la premiazione il sindaco Fabrizio Ivaldi: «Anche in un periodo di crisi, con sempre minori risorse a disposizione, Ponzone non rinuncia ad “Alpini sempre”, un premio che ha fatto conoscere il nostro Comune in tutta Italia ».
Riflessioni sulla leva
Navigando tra le pagine di internet mi sono imbattuto in una fotografia. Rappresenta un momento della sfilata del 2 giugno a Roma per la festa della Repubblica. Anno 1968, sullo sfondo il Colosseo, in primo piano un reparto sciatori del 5º Alpini, brigata Orobica. Una foto come tante se non fosse per un piccolo particolare: fra quei soldati vestiti di bianco ci sono anch’io. Un ricordo sepolto in fondo alla memoria è tornato vivo grazie a questa immagine scolorita.
In Bolivia per amore
Nove mesi fa sono partito per Munaypata - La Paz, Bolivia - con il centro missionario di Bergamo. Ho lasciato il lavoro e la mia famiglia per un progetto che forse avevo già in testa da anni, ma che ora ho finalmente deciso di realizzare. Vivo con i padri Andrea Mazzoleni, Fabio Calvi e un altro volontario come me, Antonio Bettoni. La nostra comunità conta circa 60mila persone e il collegio della parrocchia è frequentato da duemila ragazzi circa, tra livello primario e livello secondario, ovvero ragazzi dai 6 ai 17 anni. È proprio con questi ragazzi che io collaboro, tenendo lezioni individuali e prove di gruppo, cercando di insegnar loro a leggere la musica e a stare insieme.






