Operare per il mondo
Buongiorno, sono il maresciallo Ceratto e vorrei fare alcune precisazioni in merito alla lettera del signor Edoardo Pezzutti sul nostro giornale di novembre. Anzitutto ringrazio il direttore per la spiegazione del significato dei nastrini, che pone nella giusta ottica il valore di tali riconoscimenti. Ma vorrei far presente al signor Pezzutti una situazione comune a tutti i militari che partecipano alle missioni all’estero.
Umanesimo e illuminismo
Caro direttore, negli ultimi secoli, sino all’Unità d’Italia, il nostro Paese fu colonia e dominio di Austria, Spagna, Francia e Stato della Chiesa, ancor prima fu ripetutamente violato e depredato da barbari e invasori venuti dal nord e dall’est Europa, dal Medio Oriente e Africa mediterranea. L’occupazione da parte della Germania nazista e i bombardamenti delle nostre città ad opera degli inglesi e degli americani sono ancora vivi nella memoria di alcuni di noi.
Per la nostra difesa
Caro direttore, basta un attimo di distrazione; incappare in uno scivolone di stile può capitare a tutti. È ciò che penso sia capitato anche a lei nella seconda parte della risposta alla civilissima lettera dell’alpino Luciano Busca, sul cui contenuto concordo in toto.
Prenderla con un sorriso
Caro don Fasani, sicuramente Luciano Busca continuerà a pregare e a recitare la “Preghiera dell’Alpino” secondo il suo sentire. Penso, però, che forse per un attimo - spero per non più di un solo attimo - gli sia venuta la voglia di cessare di farlo, dopo aver letto la tua risposta alla sua lettera, riportata sul nostro mensile nel numero di novembre.
Un ricordo che conforta
Ecco quello che hanno saputo fare gli alpini del Gruppo Valpotenza della Sezione Marche con sede a Castelraimondo, piccolo paese di 4mila anime nel cuore dell’Appennino marchigiano. Alle spalle del monumento del paese troneggiano 54 pennoni, tanti quanti sono i nostri figli caduti in Afghanistan. In questi mesi, con pazienza e costanza smisurate gli alpini e le autorità del posto hanno chiesto e in buona parte ottenuto i vessilli delle città di appartenenza dei 54 Caduti.
Le bugie su Cantore
Caro direttore, ho condiviso la tua risposta alle argomentazioni di Francesco Tronconi relativamente al “Paradiso di Cantore” (L’Alpino di ottobre). Il Paradiso di Cantore assume un valore puramente simbolico e Antonio Cantore era un generale del Regio Esercito e doveva quindi obbedire agli ordini. Dispiace constatare che su Cantore si continui a parlare per luoghi comuni non conoscendo i fatti e soprattutto il personaggio.
Nastrini e medaglie
Ho letto su L’Alpino di novembre 2015 la lettera “Eroi di un tempo”, scritta da Edoardo Pezzutti, del Gruppo di Fontanafredda, Sezione di Pordenone. Non conosco questo alpino, né so quando e in quale reparto ha prestato servizio. Forse, durante i mesi di servizio, i suoi superiori non gli hanno spiegato bene il significato dei nastrini, che sono sempre portati sull’uniforme, né delle medaglie, portate in circostanze particolari.
I Caduti di Milovice
Gentilissimo direttore, mi permetto di disturbarti per una cosa a cui tengo molto. Per un amico. Questo mio amico ha perso non da moltissimo tempo sua mamma, che era del 1914, il papà della mamma ha combattuto la Prima Guerra Mondiale e dopo Caporetto è stato fatto prigioniero sul Monte Fior nell’Altopiano di Asiago.
Estro di alpino
Tutto ha inizio un mattino di novembre. In via Marsala 9, gli amici della Sezione di Como ci recapitano una scultura. Al centro del lavoro campeggia la prima pagina de L’Alpino del mese di ottobre, quella sulla preghiera. È talmente perfetta che la tocchiamo e ci chiediamo se non sia, per caso, una riproduzione fotostatica. E invece no. È proprio tutta in legno scolpito e poi dipinto. Incredibile.
Rassegna dei calendari alpini a Imola
La 16ª rassegna dei calendari alpini, a cura del Gruppo di Imola Valsanterno e de L’Alpino Imolese, si terrà a Imola il 6 marzo 2016, in collaborazione con la Sezione Bolognese Romagnola. Ogni testata giornalistica alpina, Sezione, Gruppo o reparto alpino interessati dovranno far pervenire entro il 31 gennaio 2016 due copie del proprio calendario 2016 all’indirizzo del Gruppo alpini Imola Valsanterno, piazza Gramsci 21, 40026 Imola (Bologna). Per informazioni telefonare a Giovanni Vinci 0542/682785, cell. 334/3930680 e-mail: giovinalpin@libero.it oppure a Dante Poli 320/0625078, e-mail: imola.bologneseromagnola@ana.it
Passato, presente e futuro
Domenica 22 novembre i Presidenti delle Sezioni in Italia hanno risposto all’annuale invito che rappresenta un momento di confronto importante nella vita associativa. Erano presenti 79 Sezioni su 81. Il Presidente Sebastiano Favero ha aperto i lavori con il saluto alla Bandiera, che caratterizza e apre ogni nostro incontro alpino. Anche per la riunione di quest’anno lo spirito è stato sostanzialmente quello di un momento di confronto aperto, basato su un approccio squisitamente alpino, ovvero franco e sincero, soprattutto costruttivo.
Il coro ANA di Milano in concerto al Conservatorio
“Amis, ve raccomandi la mia baracca…”, con questo appello, negli ultimi giorni della sua vita terrena, don Carlo Gnocchi ci lasciava. Era il 28 febbraio 1956, in tarda serata, in una camera della clinica Columbus di Milano. La sua preoccupazione per la sua “opera”, la Pro Juventute, era ben evidente in quelle poche parole. Con la consapevolezza di essere erede e continuatrice di quell’Opera, la Fondazione che oggi porta il suo nome, ha approntato un calendario di iniziative e celebrazioni per il 60º anniversario della morte del Beato.
