Umanesimo e illuminismo

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    Caro direttore, negli ultimi secoli, sino all’Unità d’Italia, il nostro Paese fu colonia e dominio di Austria, Spagna, Francia e Stato della Chiesa, ancor prima fu ripetutamente violato e depredato da barbari e invasori venuti dal nord e dall’est Europa, dal Medio Oriente e Africa mediterranea. L’occupazione da parte della Germania nazista e i bombardamenti delle nostre città ad opera degli inglesi e degli americani sono ancora vivi nella memoria di alcuni di noi. 

     

    Durante il Regno d’Italia e come altre nazioni europee dell’epoca vivemmo la nostra avventura coloniale, per noi breve, nei confronti di altre nazioni. Questa è storia. Nell’ultimo secolo tantissimi nostri connazionali emigrarono in cerca di lavoro in molti Paesi vicini e lontani, quasi ovunque soffrirono condizioni di vita molto difficili, mancata integrazione, diffidenza, emarginazione, pregiudizio. Anche questa è storia. Il tuo editoriale “Alpini nel Mondo” del mese di novembre ci ricorda uno degli episodi più drammatici e sofferti dalle nostre genti nel mondo. Tanti di quei Paesi nei quali emigrammo sono quelli che ci colonizzarono, depredarono, bombardarono. Adesso quei Paesi sono nostri amici, siamo alleati in progetti di difesa comune e di sviluppo economico e politico, gli italiani di seconda, terza e quarta generazione, figli dei primi emigranti, ne fanno ormai parte integrante e preziosa. Soprattutto i più giovani si sentono a tutti gli effetti cittadini di quei Paesi e sono i veri cittadini del mondo, cosa forse mai successa nella storia dell’umanità. Rancore, odio, desiderio di vendetta, nei confronti di chi ci colonizzò e inizialmente non ci accettò, per non dir di peggio, non ci sono mai appartenuti. Anzi. Ma appartengono drammaticamente ad altri, che coltivano così tanto odio nei confronti di noi occidentali “corrotti e colonizzatori” da indurre le menti più suggestionabili a fornire la manovalanza locale per gli atti di terrorismo di cui conosciamo. In Occidente non possono essere il passato coloniale e la difficoltà di integrazione le principali spiegazioni di quel che ci sta accadendo come taluni vogliono farci credere. E qui mi fermo, non voglio inoltrarmi su un terreno scivoloso, molto complesso dalle mille sfaccettature, dove non possono esserci chiare verità, lineari spiegazioni e magiche ricette. Ma riletta la storia e visti i fatti di cronaca per me almeno una cosa è certa: che noi italiani, pur pieni di difetti e dai tanti problemi irrisolti, noi italiani e cittadini europei, noi alpini del vasto mondo non possiamo che considerarci privilegiati e sentirci orgogliosi di essere figli di una pluricentenaria civiltà umanista e formazione illuministica di cui siamo piccolo ma significativo esempio e baluardo.

    Mauro Perfetti Gruppo di Quassolo, Sezione di Ivrea

    In quelle due parole, umanesimo e illuminismo, ossia persona e ragione, sta il fondamento delle nostre democrazie, caro Mauro. Noi abbiamo l’obbligo di dialogare con tutti, soprattutto con le frange più moderate delle varie realtà culturali, ma senza cadere nell’equivoco che tutto si equivalga. Il comandamento dell’amore per ogni uomo e l’ora et labora di Benedetto che ci invita a cambiare il mondo piegando la schiena, sono il contenitore da cui scaturisce la nostra civiltà. Ed è da questa cultura laicamente intesa che è fiorito il principio della responsabilità sociale e quello non meno importante della libertà di coscienza, che ci consente di andare a testa alta, affermando le nostre idee contro imposizioni di vario genere e dittature teocratiche.