Il coraggio di esporsi

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    Caro direttore, con questa lettera non vorrei riaccendere la polemica sulla Preghiera dell’Alpino dopo il tuo coraggioso intervento sul settimanale diocesano di Verona, se non fossi stato colpito da tanta commozione nel leggere, sull’ultimo L’Alpino, il ricordo del Geniere alpino Nereo Ceccato sulla notte tragica del Vajont, dove il tenente Liaci non vedendo più la tenda dei due Genieri di guardia, ma un ammasso di fango, ordina l’attenti alla Compagnia e assieme a quei giovani affranti, recita questa preghiera sempre cara alle penne nere!

    Senza voler assimilare la strage della tragica diga, con i nostri lutti per la perdita dei nostri valorosi Reduci, tengo a condividere le tue parole: «C’è qualcosa di struggente e mistico in quella Preghiera» aggiungendo che la sua recita accomuna, consola e dà coraggio ai compagni e agli amici in un grande abbraccio con chi è “andato avanti”. C’è poi l’invocazione a “rendere forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” e il “…benedici e sorridi ai nostri Battaglioni e ai nostri Gruppi”, frasi che non piacciono a qualche sacerdote! E per questo, una volta su tre siamo costretti a rendere gli onori militari e leggere la Preghiera dell’Alpino fuori dalla chiesa, ma sempre confortati dalla commozione e dagli applausi di parenti, amici e di altri fedeli presenti! Ora auspichiamo che l’autorità ecclesiastica dia, una volta per sempre, una direttiva univoca perché anche questo nostro atto di omaggio alpino venga accolto come tanti altri saluti e ricordi che sono letti, alla fine delle esequie, in onore del defunto!

    Giorgio Ottaviani

    Caro amico, nella Preghiera dell’Alpino c’è qualcosa di più di un’invocazione. C’è una memoria collettiva e la coscienza di una civica responsabilità. Chi si ferma alla scorza senza andare alla sostanza, pecca a mio modo di vedere, di una certa miopia. Ma ho poche speranze che l’autorità ecclesiastica si sbilanci. Il curialese e il dire e non dire pagano sempre di più del coraggio di esporsi.