Cerimonia a Castel Dante per i Caduti di Cima Cady

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Questa mattina nel sacrario di Castel Dante a Rovereto si è tenuta la cerimonia di tumulazione di alcuni soldati austroungarici caduti nella Grande Guerra, rinvenuti in una fossa comune a Cima Cady (nel comune di Vermiglio, Passo del Tonale), grazie alla ricerca avviata da Sergio Boem, alpino della Sezione di Brescia, che consultando i diari del nonno, tenente Ubaldo Ingravalle, è riuscito ad individuare la possibile area di sepoltura e nel 2022 durante un sopralluogo aveva rinvenuto in una buca dei resti ossei umani.

Si stima che la fossa comune potrebbe contenere un centinaio di corpi di soldati caduti durante l’operazione Valanga del giugno 1918. I lavori a Cima Cady non sono terminati, tra loro si pensa ci possano essere anche degli alpini. Non è una eventualità da scartare anche perché, come scrisse in “Ragu” Gianmaria Bonaldi, tenente degli alpini e combattente sull’Adamello: “La vasta piana del Tonale, le pendici del Monticello e della Cadj sono un tragico viluppo di morti uno sull’altro, cataste, nei punti più contesi”.

Le fasi di recupero e di indagine archeologica dei resti dei caduti sono state avviate subito dopo il ritrovamento, coordinate dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, in accordo con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa.

Un team di ricercatrici e ricercatori dell’Università di Durham, coordinati dal professor Daniel Gaudio, hanno lavorato nei laboratori del MUSE per effettuare un’indagine bio-antropologica e di antropologia forense, per tentare di ricostruire le vicende storiche e provare a dar loro un’identità.

Alla cerimonia al sacrario di Castel Dante, organizzata dal 2° reggimento Genio guastatori alpini ha partecipato una delegazione della Sezione di Trento. Oltre ai caduti austroungarici sono stati tumulati i resti rinvenuti in altre montagne dove si è combattuto.