CIVIDALE – Il camminante

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    Il camminante, come si definisce l’alpino Luigi Ferraro, dopo aver terminato il servizio presso l’8º Alpini con il grado di 1º maresciallo luogotenente, ha potuto dedicarsi ai “viaggi a piedi in solitaria”, la sua passione. Nel 2015 ha intrapreso il cammino di Santiago di Compostela partendo dalla Francia. Percorrendo 800 km si è poi spinto fino all’oceano atlantico a Finisterre. Nel 2016 ha attraversato il Portogallo partendo da Lisbona, percorrendo le zone dell’interno dove ha avuto modo di entrare in contatto con la parte più rurale del Paese e scoprire villaggi lontani dai percorsi turistici, assaporando l’ospitalità delle genti e la bellezza del territorio. Ha varcato l’estremo confine nord con la Spagna a Valencia do Minho per poi raggiungere sempre a piedi l’aeroporto di Santiago per il rientro, percorrendo 650 km in circa 20 giorni. Nel 2017 ha effettuato un’altra impresa, il cammino degli 88 templi nell’isola di Shikoku in Giappone, coprendo 1.250 km in circa 40 giorni ed entrando così nel novero dei pochi italiani ad averlo percorso interamente in un’unica soluzione. Una prova davvero impegnativa: il percorso era accidentato e ha dovuto superare molte asperità nella parte centrale dell’isola, inerpicandosi sulle montagne per raggiungere i vari templi arroccati sulle sommità. Poi ci sono state le intemperie frequenti dovute alla morfologia dell’isola e la quasi totale assenza di negozi e locande che hanno obbligato a reperire i viveri per più giorni, nell’incertezza di non trovarne. Senza contare il fatto di dormire nei templi, nei capanni costruiti dai locali o nella propria tenda, laddove l’imbrunire lo raggiungeva. Grazie alla generosità di un popolo straordinariamente accogliente è riuscito a superare tutte le difficoltà, anche quella della lingua. Quest’anno l’ultima impresa lo ha portato a spingersi per 250 km oltre il Circolo Polare Artico! Da Abisko, un piccolo villaggio situato all’estremo nord, ha attraversato la Svezia verso sud, lungo la catena montuosa che la divide dalla Norvegia, percorrendo in parte il sentiero Kungsleden che si snoda per 480 km prevalentemente in terra Lappone per poi inoltrarsi nel Sarek, uno dei parchi meglio conservati d’Europa, dove la natura ancora regna sovrana. Il tempo a disposizione era contato: solo 14 giorni per raggiungere il villaggio di Hemavan da dove parte un unico collegamento settimanale con la capitale, pena la perdita dei mezzi per rientrare in Italia. L’alpino Ferraro ha calcolato tutto anche il senso di marcia prescelto non è stato casuale per sfruttare a pieno le 24 ore di luce che la terra Lappone offre nel periodo estivo. Ha affrontato continui e duri dislivelli in una natura selvaggia e incontaminata, come casa uno zaino di 18 kg con tutta l’attrezzatura tecnica per affrontare le asperità della traversata e le molte notti all’addiaccio. Ha marciato lungo valli glaciali che si perdevano a vista d’occhio, scavalcato valichi, attraversato miriadi di laghi e torrenti, facendo leva solo sulle proprie forze, in quanto dopo il primo giorno di cammino non ha incontrato più anima viva, restando in compagnia solo del rumore del vento e dell’acqua e dei versi degli animali selvatici in lontananza. Una grande prova che è stata frutto anche dell’esperienza acquisita nel corso della vita professionale negli alpini.