Al Falzarego gli alpini stupiscono ancora

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    In quel suggestivo e affascinante scenario che soltanto le Dolomiti possono offrire, gli alpini ancora una volta hanno dato spettacolo. Non c’erano trucchi di scena, spericolate comparse, erano alpini normali dei normali reparti alpini che hanno dimostrato chi sono e quanto valgono. Lo hanno fatto in una esercitazione, Falzarego 2009 , palcoscenico il centro delle Dolomiti orientali, le Torri del Falzarego e il Col de Bos. Trecento alpini (venti erano alpine) hanno scalato sette vie superando difficoltà di quarto e quinto grado.

    Ci sono stati inoltre passaggi aerei con le corde da una vetta all’altra, la dimostrazione di un difficile salvataggio in parete con l’impiego di un elicottero. Una intera compagnia del 5º reggimento una cinquantina di alpini e alpine con armamento completo e zaino da 15/20 chili ha scalato il Col de Bos, superando in sicurezza difficoltà di 4º grado. Zaino a terra , ha ordinato il capitano al termine della scalata, ed ha fatto venire le lacrime agli occhi al nostro presidente nazionale Perona, non solo perché gli ha ricordato l’addestramento della sua naja ma soprattutto perché ha avuto ancora una volta la certezza che gli alpini, se ben guidati, sono sempre gli stessi.

    Erano inoltre presenti il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, l’on. Giuseppe Cossiga, il gen. C.A. Armando Novelli comandante comando delle Forze Terrestri (COMFOTER), il gen. D. Alberto Primicerj comandante delle Truppe alpine, una compagnia di allievi dell’Accademia di Modena, ufficiali della Scuola di applicazione di Torino e rappresentanti militari di Ungheria, India e Sudafrica. Per quanto sia stata eccezionale l’esercitazione che ha lasciato ammirati e stupefatti autorità, ospiti e turisti, non è stata altro che la fase finale di un addestramento condotto dagli istruttori di alpinismo delle Truppe alpine, frequentato da unità delle brigate Julia e Taurinense, del Centro addestramento alpino di Aosta e del 4º reggimento paracadutisti ranger di Bolzano, reggimento del quale fa parte il mitico battaglione Monte Cervino .

    La montagna è una palestra ha detto il generale Novelli al termine dell’esercitazione ogni soldato che qui si addestra è in grado di superare qualsiasi difficoltà, fronteggiare ogni evenienza, anche la più difficile. Per questo noi vogliamo che non soltanto gli alpini si addestrino in montagna ma tutti i soldati dell’Esercito italiano. Lo stiamo perseguendo e lo faremo . La Montagna è scuola di vita ha detto a sua volta il gen. Primicerj forgia il carattere, chi sa vivere e operare in questo ambiente è in grado di farlo, con piccoli adattamenti, su qualsiasi teatro .

    E rispondendo alle critiche apparse in un articolo non privo di preconcetta ideologia, ha affermato Noi frequentiamo la montagna con il rispetto dei professionisti, con l’amore che le è dovuto proprio perché è la nostra palestra di vita . A un alpino, la montagna gli ha fatto eco il sottosegretario Crosetto entra nel cuore, il loro rapporto con la montagna va al di là dell’essere parte delle Forze Armate .

    Pubblicato sul numero di settembre 2009 de L’Alpino.